Usa, Corte Suprema ribalta diritto aborto e scatena le proteste

Usa, Corte Suprema ribalta diritto aborto e scatena le proteste
di Askanews

Milano, 25 giu. (askanews) - È chiusura per numerose cliniche in molti stati Usa dopo che una sentenza della Corte Suprema ha rimosso il diritto costituzionale all'aborto: un vero terremoto per i diritti delle donne americane. Si prevede che più della metà degli stati introdurrà nuove restrizioni o divieti dopo che la corte ha annullato la sentenza Roe v Wade del 1973, che garantiva il diritto all'interruzione di gravidanza negli Stati Uniti. La Corte Suprema ha deciso a maggioranza con 6 voti a favore e 3 contrari: l'aborto non è più protetto a livello federale.Conseguenze immeditate: sono 13 gli Stati che hanno bandito l'aborto all'istante. In tutto si ritiene che più della metà, 26 certamente o molto probabilmente, vieteranno completamente l'aborto. Ciò potrebbe tradursi in una crisi di salute pubblica senza precedenti.Proteste in 50 città degli Stati Uniti e forte insoddisfazione della Casa Bianca. Il presidente Usa Joe Biden ha descritto la sentenza come "un tragico errore", con una decisione che "letteralmente riporta l'America indietro di 150 anni" e ha lanciato un appello al parlamento americano per ripristinare il diritto all'interruzione di gravidanza. Antony J. Blinken, segretario di Stato americano in un messaggio diffuso dal Dipartimento di Stato Usa ha dichiarato: "la decisione di ribaltare Roe v. Wade ha sollevato dubbi e preoccupazioni comprensibili in tutto il mondo e all'interno dello nostro organico".Ma sono in molti a non rassegnarsi alla decisione. Un gruppo di figure sportive di spicco hanno espresso rabbia per la decisione della Corte Suprema. "Non lasceremo che Roe v. Wade svanisca lentamente" ha twittato la poetessa Amanda Gorman che ha lanciato una raccolta fondi per la tutela del diritto.Molti sono scesi in strada. A Phoenix, in Arizona, la polizia ha usato gas lacrimogeni contro i manifestanti pro-choice. A Los Angeles chi protestava ha bloccato brevemente il traffico su un'autostrada. In una clinica a Little Rock, in Arkansas - uno stato a divieto istantaneo - le porte si sono chiuse davanti alle pazienti non appena l'opinione della corte è stata pubblicata online. Il personale ha telefonato per disdire i successivi appuntamenti.Complessivamente, la sentenza della Corte Suprema dovrebbe significare che circa 36 milioni di donne in età riproduttiva perderanno l'accesso all'aborto nei loro stati, secondo una ricerca di Planned Parenthood, un'organizzazione sanitaria pro aborto.I divieti in Kentucky, Louisiana, Arkansas, South Dakota, Missouri, Oklahoma e Alabama sono già stati applicati. In Mississippi e North Dakota entreranno in vigore dopo che i rispettivi procuratori generali li avranno approvati. In Wyoming entrerà in vigore tra cinque giorni; il divieto nello Utah è entrato in vigore nella notte. In Idaho, Tennessee e Texas verranno applicati entro 30 giorni.La decisione è stata accolta con euforia dagli attivisti anti-aborto fuori dal tribunale di Washington, ma le proteste contro la sentenza sono programmate in più di 50 città degli Stati Uniti.A New Orleans, in Louisiana, il Women's Health Care Center, uno dei soli tre centri per aborti nello stato, è stato chiuso e il suo personale è tornato a casa. Mentre già si teme per altri diritti come quelli LGBTQ e non solo. E la questione sta raccogliendo ampia rilevanza internazionale. Il presidente francese Emmanuel Macron è entrato nel merito con un tweet sull'aborto: "un diritto fondamentale per tutte le donne". Mentre il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha scritto sul social di prove "inconfutabili" che la limitazione degli aborti legali può portare donne e ragazze a procedure pericolose e talvolta mortali.