Ue, von der Leyen risponde ai gruppi per recuperare consensi

Ue, von der Leyen risponde ai gruppi per recuperare consensi
di Askanews

Strasburgo, 15 lug. (askanews) - La presidente designata della futura Commissione europea, Ursula von der Leyen, è finalmente passata al contrattacco: le sue riposte scritte ai Socialisti e Democratici e ai Liberali di Renew Europe (le due formazioni del centrosinistra del Parlamento europeo che, oltre al Ppe, dovrebbero costituire la sua coalizione di maggioranza al voto di domani, a Strasburgo) contengono una serie di impegni e un livello di ambizione lontani anni luce dalla ambigua e fumosa prestazione resa dalla candidata alla successione di Juncker nelle sue audizioni nei gruppi, la settimana scorsa.Le due lettere di risposta, rese note oggi, delineano già un programma molto impegnativo per i prossimi cinque anni, che risponde in gran parte positivamente alle perplessità e ai dubbi espressi dai due gruppi con le lettere inviate dai loro presidenti a von der Leyen giovedì scorso.In particolare, la presidente designata scioglie ogni ambiguità riguardo alla sua determinazione di continuare la battaglia contro le violazioni dello stato di diritto negli Stati membri, accettando di predisporre un "meccanismo complessivo" per monitorare la situazione nei diversi paesi Ue (in tutti, perché "nessuno è perfetto"), anche se precisa che il controllo dovrà essere fatto basandosi sulla giurisprudenza della Corte europea di Giustizia: come dire che saranno decisioni giuridiche, non politiche.Comunque, von der Leyen assicura che "non saranno escluse risposte efficaci, proporzionate e dissuasive come ultima istanza", e si dice d'accordo con la proposta di stabilire un legame fra il rispetto dello stato di diritto e l'accesso ai fondi comunitari. I governi ungherese e polacco, e i partiti di cui sono espressione, Fidesz (Ppe) e Pis (Ecr), nonché il gruppo sovranista Id della Lega e di Marine Le Pen, sono avvisati: la presidente designata non pagherà il prezzo che le chiedono per sostenerla, l'impegno a "non interferire negli affari interni" degli Stati membri.La risposta sulle politiche contro il cambiamento climatico, oltre a essere molto più precisa, va molto al di là di quanto la presidente designata aveva detto la settimana scorsa: "La mia principale priorità come presidente della Commissione sarà quella di fare dell'Europa il primo continente che sarà climaticamente neutrale (ovvero con zero emissioni nette, ndr) entro il 2050"; scrive von der Leyen, impegnandosi a "trasformare quest'ambizione in leggi entro il primi 100 giorni" del suo mandato.Inoltre, dopo aver confermato l'obiettivo intermedio di ridurre le emissioni almeno del 50% entro il 2030, annuncia che presenterà entro il 2021 un piano per aumentare lo sforzo verso un taglio del 35%, come chiedevano i Verdi e la maggioranza del Parlamento europeo.Un altro impegno aggiuntivo rispetto alle audizioni, da parte di von der Leyen, è quello di introdurre una "carbon tax" alle frontiere esterne, che si aggiungerà al rafforzamento del sistema Ets (la "borsa delle emissioni") e alla sua estensione anche ai settori del trasporto aereo e di quello marittimo. Infine, in questo settore la presidente designata propone di spingere sulla "finanza verde", di creare un piano europeo di investimenti sostenibili e di fare della Bei (Banca europea degli investimenti) la prima "Banca del clima".Il terzo punto forte delle risposte della von der Leyen, che è presente solo nella lettera al gruppo S&D, è il paragrafo sulla "Europa sociale". Qui la presidente designata "dice cose di sinistra": annuncia una proposta europea per un salario minimo in ogni paese membro; una "Garanzia europea" per i diritti di base dei bambini, oltre al consolidamento della "Garanzia per i giovani", a sostegno della formazione e della ricerca del lavoro; una strategia per l'uguaglianza di genere (cominciando dall'interno della stessa Commissione) e iniziative contro la violenza domestica.Sempre nel registro dell'Europa sociale, von der Leyen inserisce poi due misure riguardanti la fiscalità: la tassazione delle grandi società tecnologiche e il completamento della normativa sulla base impositiva comune per la fiscalità delle imprese, arenata da anni in Consiglio Ue.La presidente designata prende poi posizioni decisamente lontane dal "mainstream" tedesco e vicine piuttosto alle riforme propugnate dal presidente francese Emmanuel Macron quando parla dell'Unione monetaria: "piena flessibilità" per l'applicazione del Patto di Stabilità (anche se "salvaguardando la responsabilità di bilancio"); uno "strumento di bilancio dell'Eurozona" per sostenere non solo le "riforme" ma anche gli investimenti e la convergenza, un "sistema europeo di riassicurazione per gli assegni di disoccupazione" nei paesi colpiti da "shock esterni", e il completamento dell'Unione bancaria con, finalmente, il Fondo unico comune ("common backstop") per le risoluzioni bancarie e la garanzia europea sui depositi.Il capitolo sull'immigrazione, nelle risposte al gruppo S&D, è forse quello in cui resta ancora un po dell'ambiguità che è stata rimproverata a von der Leyen la settimana scorsa. Ancora troppo vaga appare l'invocazione alla necessità di "un nuovo inizio", l'annuncio di "un nuovo patto sull'Immigrazione e l'Asilo che includa la riforma di Dublino". Poi la presidente designata aggiunge: "Abbiamo bisogno di un nuovo modo di condividere gli oneri"; già, ma quale nuovo modo? Che significa?"Possiamo avere frontiere esterne robuste - osserva poi - solo se diamo abbastanza sostegno agli Stati membri che devono fronteggiare le pressioni più forti a causa della posizione geografica. Dobbiamo tutti aiutarci reciprocamente e contribuire". Un chiaro richiamo al dovere della solidarietà verso Italia, Grecia, Spagna e Malta.La presidente designata annuncia quindi di voler anticipare, dal 2027 al 2024, il dispiegamento delle 10.000 nuove guardie costiere e di frontiera europee, già proposte dalla Commissione Juncker.Per il resto, von der Leyen ha confermato, come chiedeva "Renew Europe", che la liberale Margrethe Vestager sarà "vicepresidente esecutiva" della Commissione allo stesso livello del socialista Frans Timmermans, il "primo vicepresidente", e soprattutto ha aggiunto che tutti e tre formeranno una sorta di direttorio, una "leadership team".Ha confermato anche che il suo collegio dei commissari sarà formato per metà da donne, e ha annunciato che proporrà diverse iniziative per rafforzare la democrazia interna dell'Unione, a cominciare dal sostegno al diritto d'iniziativa legislativa del Parlamento europeo, e da una "codificazione" del sistema dei candidati capilista ("Spitzenkandidat") per la presidenza della Commissione, che però dovrà essere basato sulla possibilità per gli elettori di votare direttamente quei candidati, con l'introduzione delle "liste transnazionali".Le lettere contengono anche un paragrafo sul commercio internazionale "aperto e giusto", con la promessa al Parlamento europeo di essere tenuto costantemente al corrente, in modo trasparente, dei negoziati in corso; e si concludono entrambe con un accenno alla Brexit. Von der Leyen conferma senza alcuna ambiguità che l'Accordo di recesso del Regno Unito dall'Unione, negoziato e concordato con il governo di Theresa May ma poi mai approvato dal Parlamento di Westminster, è "il migliore e l'unico possibile", e dunque non si rinegozia; ma poi aggiunge di essere pronta a sostenere una nuova proroga dei negoziati di divorzio, "se sarà necessaria".