Putin: “Gli interessi della Russia non negoziabili”. Biden sposta 800 soldati. I veri nodi? Espansione Nato e gas

Mosca: “Pronti a trovare soluzioni diplomatiche”. Sanzioni da Washington, Londra e Ue. Berlino decide lo stop al Nord Stream 2. Gli Usa applaudono. Ma quali saranno le conseguenze per la Ue e per chi – come Italia e Germania – importa grandi quantità di gas dalla Russia?

Putin e Biden (Foto Ansa)
Putin e Biden (Foto Ansa)

"Gli interessi della Russia non sono negoziabili", fa sapere Vladimir Putin parlando della sicurezza dello stato. Anche se il suo Paese – chiarisce il presidente russo – è “pronto a trovare soluzioni diplomatiche" con Kiev e l'Occidente sulla crisi ucraina. Ma la situazione è sempre più complicata. Lo "zar" fa sapere altresì che il riconoscimento delle regioni separatiste è “per l’insieme  di esse”. Dove avrà intenzione di fermarsi quindi? Andrà oltre Donetsk e Lugansk? Vorrà davvero resuscitare l'URSS? Il Consiglio di sicurezza ucraino chiede lo stato d'emergenza. Nel frattempo arrivano parole e decisioni dure da Biden e la Ue vara a sua volta “sanzioni pesanti”. Una delle decisioni più incisive giunge dalla Germania che annuncia la sospensione dell’autorizzazione del Nord Stream 2.

I nodi principali

Una decisione che riporta drasticamente il discorso su quelli che appaiono i veri nodi principali dello scontro in atto: il gas e l’espansione della Nato verso Est. Non per nulla Putin ha osservato sornione: “La soluzione migliore sarebbe che l'Ucraina rinunciasse spontaneamente all'ambizione di aderire alla Nato". Qui sta il principale nocciolo della questione, ed è inutile negarlo. E soprattutto in questo campo, e in quello della guerra del gas, bisognerebbe cercare le soluzioni diplomatiche per evitare che si innesti qualcosa di irreparabile.

Intanto la Ue cerca di compattarsi a fianco dell’alleato occidentale, e vengono varate le prime  sanzioni anti-russe insieme a Usa e Gran Bretagna.

Mosca: le sanzioni non risolveranno nulla 

L’annuncio tuttavia non sembra scuotere più di tanto Mosca. Secondo quanto riporta The Guardian, l’ambasciatore negli Usa Anatoly Antonov avrebbe scritto su Facebook che “le sanzioni non risolveranno nulla per quanto riguarda la Russia. È difficile immaginare che qualcuno a Washington conti che la Russia riveda il suo corso di politica estera sotto la minaccia di restrizioni. E – precisa - non c'è dubbio che le sanzioni imposte contro di noi danneggeranno i mercati finanziari ed energetici globali. Gli Stati Uniti non saranno esclusi, dove i comuni cittadini subiranno tutte le conseguenze dell'aumento dei prezzi". Una conclusione che – purtroppo – potrebbe rivelarsi abbastanza veritiera. Il prezzo del gas in Europa, per dirne una, continua ad aumentare anche in questo momento. E per questo serve molta cautela da parte del Vecchio Continente.

Ucraina (Ansa)

Il diplomatico va anche oltre nel post. "Non ricordo un solo giorno - scrive - in cui il nostro Paese ha vissuto senza alcuna restrizione da parte del mondo occidentale . Abbiamo imparato a lavorare in tali condizioni. E non solo a sopravvivere, ma a anche sviluppare il nostro Stato". Certo è però che la Russia rischia di trovare poca comprensione in Occidente, anche negli ambienti più indipendenti e pacifisti, se seguirà solo il sentiero della forza.

L'Unione Europea e la decisione tedesca

Anche per questo il ricorso alle sanzioni da parte dell’Europa induce a più di una riflessione. Se per gli Stati Uniti e la Gran Bretagna l’adozione di severe misure era scontata, non lo era altrettanto per l’Unione Europea, dove ci si divideva tra chi chiedeva prudenza e chi pretendeva subito (come i Paesi Baltici) la mano pesante. Alla fine delle discussioni, sembra sia stato trovato un punto di equilibrio nella riunione dei ministri degli esteri svoltosi sotto la Torre Eiffel: un primo pacchetto di sanzioni corpose che tuttavia non toccano Putin in persona. In primo luogo lo stop al Nord Stream 2 annunciato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz che ha consentito di superare alcuni forti ostacoli esistenti sulla via della compattezza europea.

Von Der Leyen e Charles Michel (Ansa)

Gli Usa: trasferiremo altri 800 soldati nel Baltico

Nel contempo il presidente statunitense ha annunciato che gli Usa trasferiranno altri 800 militari nel Baltico. Il "dispiegamento aggiuntivo" di truppe Usa nei Paesi Baltici membri della Nato autorizzato da Joe Biden consisterà nello spostamento di 800 soldati americani dall'Italia verso il Baltico, hanno confermato la Casa Bianca e il Pentagono.

L'inquilino della Casa Bianca ha quindi annunciato che un summit con Putin sarà possibile solo se ci sarà una de-escalation da parte di Mosca. A precisarlo la portavoce di Biden Jen Psaki. Poco tempo prima il segretario di stato Usa Antony Blinken aveva cancellato l'incontro con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, previsto per giovedi.

Lo stop al Nord Stream

Secondo alcuni commentatori un ruolo fondamentale nel braccio di ferro in atto lo avrà proprio lo stop al Nord Stream. Questa mossa – avrebbe fatto sapere, stando all’Ansa, un alto dirigente della Casa Bianca - attenuerà la presa geostrategica russa sull'Europa attraverso le forniture di gas naturale". Per gli Usa, insomma, si tratta di "un importante punto di svolta nell'indipendenza energetica del mondo dalla Russia. Il prezioso gasdotto da 11 miliardi di dollari di investimenti controllato dalla Russia andrà sprecato".

Le conseguenze 

Inutile dire che anche questo denota - al di là dei fronzoli, delle analisi culturali e di circostanza o delle sparate diplomatiche e di tornaconto geo-politico - quali siano i veri contorni della vicenda che si svolge sullo scacchiere internazionale e coinvolge il futuro di molte popolazioni, e non solo di quelle più sfortunate che dovranno, nel caso, affrontare le bombe e la distruzione. Non sarà qui inutile ricordare, per esempio, che i maggiori importatori di gas russo siamo noi italiani insieme alla Germania.