Mosca vede progressi sulla neutralità ma Kiev la gela. Putin alla folla: "Attueremo tutti i nostri piani"

Il leader russo parla nello stadio di Luzhniki gremito per le celebrazioni dell'anniversario della Crimea. Missili colpiscono due caserme a Mykolaiv. Telefonata tra i leader americano e cinese

TiscaliNews

"Attueremo tutti i nostri piani". E' l'avvertimento lanciato da Vladimir Putin nel suo intervento per l'ottavo anniversario dell'annessione della Crimea nel gremito stadio Luzhniki di Mosca dove ha detto che l'operazione militare in Ucraina è stata decisa per evitare un genocidio. Prima che Putin finisse di parlare, la trasmissione è stata interrotta sulla tv pubblica russa per colpa di "problemi tecnici sul server". "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici": Putin cita nel suo discorso il Vangelo di Giovanni. "Una bestemmia", commenta l'arcivescovo Bruno Forte. Putin ha "di nuovo rigettato sull'Ucraina la responsabilità della guerra" durante la telefonata di oggi con Macron, secondo l'Eliseo.

Missili su Leopoli, nessun morto al teatro di Mariupol

Prosegue l'offensiva di Mosca in Ucraina. Nelle prime ore del mattino, tre forti esplosioni nella zona dell'aeroporto civile di Leopoli. Una enorme colonna di fumo si è alzata, come mostrano foto e video sui social. Almeno 45 morti in un attacco missilistico contro caserme dell'esercito ucraino nella città meridionale di Mykolaiv. Nessun morto e un ferito grave nell'attacco al teatro rifugio di Mariupol: è il bilancio delle autorità locali. Ci sono ancora 1.300 persone nei sotterranei del teatro. La Russia è pronta a consentire alle forze ucraine di lasciare Mariupol. Lo ha affermato il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax. "Garantiremo l'incolumità a chi depone le armi forniremo corridoi umanitari per il loro trasferimento", ha detto. Intanto Kiev si avvia ad un'altra notte di coprifuoco. Scatterà alle 20 e durerà fino alle 7 di domani mattina.

Mosca vede progressi sulla neutralità ma Kiev la gela

La speranza è che gli spiragli degli ultimi giorni si trasformino presto in un reale accordo per il cessate il fuoco e la fine dei bombardamenti russi sulle città dell'Ucraina. Ma il clima resta teso e, fuori dal tavolo delle trattative, il botta e risposta tra i negoziatori sembra dimostrarlo, e indica come la strada verso la pace sia ancora in salita. Così Vladimir Medinsky, che guida la delegazione russa, spiega come Mosca e Kiev siano a metà del lavoro sul cruciale nodo della smilitarizzazione dell'Ucraina, e che le posizioni sulla neutralità di Kiev e la sua rinuncia alla Nato sono adesso più vicine. Ma allo stesso tempo ribadisce con forza come sul Donbass non si tratta: "Su questo non torneremo mai indietro". L'uscita però non è piaciuta a Kiev. Così la replica da parte di Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente Voldymyr Zelensky e capo dei negoziatori ucraini, è arrivata a stretto giro di posta su Twitter. "Le dichiarazioni della parte russa sono solo loro richieste", ha chiarito: "Le nostre posizioni restano le stesse: cessate il fuoco, ritiro delle truppe e rigide garanzie di sicurezza con formule specifiche".

Xi-Biden a colloquio, “il conflitto non conviene a nessuno”

"Un conflitto non è nell'interesse di nessuno", assicura Xi Jinping a Joe Biden durante la loro conversazione telefonica in videochiamata durata quasi due ore. La crisi in Ucraina "è qualcosa che non vogliamo vedere: gli eventi mostrano ancora una volta che le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro", ha spiegato Xi. Aggiungendo che "dobbiamo assumerci le nostre dovute responsabilità internazionali per compiere gli sforzi per la pace e la tranquillità nel mondo". Biden ha chiesto a Xi di usare la sua influenza con Putin affinché Mosca "metta fine a questa orribile guerra". E lo ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a vendicarsi se Pechino sostiene attivamente la Russia in Ucraina.

Mosca evita il default, ma S&P taglia ancora

Il default immediato della Russia è scongiurato, con i pagamenti che pian piano, dopo un dietrofront di Mosca e un assenso di Washington, stanno arrivando agli investitori. Ma il rating russo sprofonda, con S&P che minaccia di declassarlo a 'default selettivo' di fronte agli impegni finanziari dei prossimi mesi. Quanto sia complicata la situazione economica della Russia lo testimonia il tasso d'interesse, lasciato oggi dalla Banca di Russia al 20%, ai massimi di 19 anni, di fronte a un'inflazione che a marzo viaggia a oltre il 12%: solo il mese prima era al 9%, e diversi economisti si attendono raggiunga il 20% nel giro di poche settimane fra restrizioni ai movimenti di capitali, Borsa chiusa da settimane, rublo a picco e rapporti commerciali falcidiati dalle sanzioni. La banca centrale, al cui timone Putin intende lasciare Elvira Nabiullina, ha avvertito che ci saranno mesi di recessione e rischi inflazionistici "notevolmente aumentati".

La minaccia nucleare

Intanto, il Pentagono ha avvertito che il leader del Cremlino,  potrebbe ricorrere alla minaccia nucleare se la guerra in Ucraina si trascina, secondo l'ultima valutazione della Dia, l'agenzia d'intelligence Usa. "Poiché questa guerra e le sue conseguenze diminuiscono lentamente la forza convenzionale della Russia" Mosca "probabilmente farà progressivamente affidamento sul suo deterrente nucleare per proiettare forza sul suo pubblico domestico e all'estero", ha spiegato il tenente generale Scott Berrier, capo della Dia, in un'audizione parlamentare. Tuttavia, l'Intelligence britannica sostiene che l'offensiva russa sta vacillando. "I continui contrattacchi ucraini - si legge in un rapporto - stanno costringendo la Russia a dirottare un gran numero di truppe per difendere le proprie linee di rifornimento sia di cibo che di carburante. Questo sta limitando gravemente il suo potenziale offensivo".