Ucraina, domani al voto politico: vola partito del nuovo presidente

Ucraina, domani al voto politico: vola partito del nuovo presidente
di Askanews

Roma, 20 lug. (askanews) - L'Ucraina va alle urne domani per scegliere un nuovo parlamento a tre mesi dal'elezione di un ex comico, Volodymyr Zelenskyi, alla presidenza. Dopo la sua vittoria schiacciante sul capo dello stato uscente Petro Poroshenko in aprile, Zelenskyi ha sciolto la Verkhovna Rada, anticipando di vari mesi il voto. Il presidente, fondatore e guida di una formazione politica nuovissima, non ha nessun uomo nell'assemblea e nei fatti la sua agenda politica è bloccata, così come la nomina dei ministri.Il partito Servo del Popolo di Zelenskyi, dal nome della serie tv che l'ha reso famoso, dovrebbe ottenere oltre il 40% dei voti, un ottimo exploit, ma non sufficiente a garantirgli la maggioranza assoluta dei seggi. Il partito punta sul sentimento anti-establishment e ha presentato liste di candidati tutte composte da neofiti.Dalla sua elezione, Zelenskyi ha abbracciato una linea filo-occidentale e promesso riforme economiche, ma fa discutere la sua vicinanza all'oligarca Igor Kolomoisky, il cui canale tv ha trasmesso la serie del comico. Il presidente ha promesso anche riforme radicali della magistratura, della polizia e della legge elettorale, mirate a ridare fiducia nelle istituzioni.Il secondo classificato nei sondaggi è il partito filo russo Piattaforma d'Opposizione - Pro Vita, con in 13% di voti, forte soprattutto all'est e al sud del Paese. Nel programma elettorale la promessa di migliorare i rapporti con Mosca e la proposta di concedere l'autonomia del regioni a Est, sconvolte dal conflitto con la Russia. Il partito è guidato dall'oligarca Viktor Medvedchuk, sotto sanzioni Usa e Canada per la crisi in Crimea. Il presidente russo Vladimir Putin è il padrino della figlia di Medvedchuk.Per ottenere una rappresentanza parlamentare i partiti devono superare la soglia di sbarramento elettorale al cinque per cento. Dei 424 seggi della Rada, 225 sono attribuiti attraverso liste di partito, 199 con un sistema maggioritario uninominale. Secondo la proiezioni altri tre partiti potrebbero superare il cinque per cento.Il partito Solidarietà europea dell'ex presidente Petro Poroshenko dovrebbe avere tra l'otto e il dieci per cento, il che potrebbe garantirgli una cinquantina di deputati. Nella Rada attuale il partito ha il gruppo più numeroso, con 127 deputati. Il partito di centrodestra Patria dell'ex premier Yuliya Tymoshenko, potrebbe ottenere tra il sette e il nove per cento dei consensi, che dovrebbe corrispondere a una lieve crescita del numero di deputati rispetto agli attuali 21. E' atteso anche l'ingresso in parlamento di Holos (Voce), partito creato a maggio dal famoso musicista Svyatoslav Vakarchuk, con l'otto per cento circa.Forza e Onore, nato dal una scissione di Piattaforma d'Opposizione e guidato all'ex capo dei servizi di sicurezza Ihor Smeshko, dovrebbe fermarsi al 3,36%. Se confermati questi risultati escluderebbero dalla Rada una serie di partiti, dalla sinistra alla destra.Secondo la Banca mondiale, la crescita in Ucraina frenerà al 2,7% nel 2019 dal 3,3% dello scorso anno e potrebbe deteriorarsi ulteriormente se non verranno attuati "rapidi progressi sulle riforme fondamentali non portate a termine".Dal 2014 l'UE ha erogato più di "15 miliardi di euro di prestiti e finanziamenti a vario titolo per sostenere il processo di riforma, con forti condizioni sulla prosecuzione dei progressi", ha affermato il servizio di azione esterna delle Ue. Il commercio tra Ue e Ucraina è in crescita. Oggi, il 42% delle esportazioni del paese è verso l'Ue, mentre il 49% delle sue importazioni proviene dal blocco.Anche le relazioni con la Russia sono al centro dell'agenda del presidente. Zelenskyi, che promette di avvicinare sempre di più l'Ucraina alla Ue e alla Nato ha detto che vorrebbe raggiungere un cessate il fuoco con Mosca. All'inizio di luglio, ha detto che avrebbe gradito incontrare Putin a Minsk - la capitale bielorussa dove è stato firmato un trattato nel 2015 - per colloqui nei quali coinvolgere anche Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia.