Ucraina domani alle urne, favorito Zelensky: "Romperò il sistema"

Ucraina domani alle urne, favorito Zelensky: 'Romperò il sistema'
di Askanews

Roma, 20 apr. (askanews) - Grande favorito alle presidenziali in programma domani in Ucraina, l'attore Volodymyr Zelensky ha promesso di "rompere il sistema" durante l'ultimo dibattito della campagna elettorale tenuto ieri sera allo stadio Olimpico di Kiev con il presidente uscente Petro Poroshenko. "Non sono un politico. Sono solo una persona semplice venuta a rompere questo sistema. Sono il risultato dei vostri errori", ha rimarcato Zelensky, dato dai sondaggi come il prossimo capo dello Stato.Al primo turno il comico ha ottenuto il 30,24% dei voti, quasi il doppio di Poroshenko, arrivato al 15,95%. Una distanza che non sarà colmata con il voto di domani, concordano praticamente tutti i sondaggi. L'ultimo, realizzato dall'istituto Rating e pubblicato dall'agenzia Unian, dà Zelensky ad almeno il 58% delle preferenze, con la possibilità di fare anche meglio: tra chi ha già deciso di recarsi alle urne e ha già scelto il proprio candidato, il 41enne attore, sceneggiatore, comico (e imprenditore) arriva al 73%. Il presidente uscente, che assicura di "non arrendersi", arriverebbe al 22% e, considerando solo chi sa già chi voterà, il 27%.Prima di lanciarsi in campagna elettorale, l'unica esperienza politica del probabile prossimo capo dello Stato è stata "virtuale", in una serie televisiva intitolata "Servo del Popolo", nel ruolo di un insegnante che improvvisamente si ritrova eletto presidente. Una "premonizione" cinematografica che domani dovrebbe tradursi in realtà. Con un programma che in molti punti corrisponde a quello di Poroshenko e comunque piuttosto vago, criticato per il suo costante sottrarsi al confronto diretto (sia con lo sfidante, sia con la stampa), Zelensky ha intercettato il consenso di un'ampia fetta di elettorato stanca della corruzione, di dinamiche politiche cristallizzate, desiderosa in sostanza di vedere dei cambiamenti.In particolare i giovani, che lo seguono in tv e sui social (ha 3,6 milioni di follower su Instagram) e con lui condividono gli slogan anti-corruzione e anti-establishment. Quell'establishment rappresentato, suo malgrado, anche dal 53enne Poroshenko, pur approdato a sua volta al potere cinque anni fa sulla scia della rivoluzione di piazza filo-occidentale e dopo lo spodestamento del suo precedessore, il filorusso Viktor Yanukovich.Zelenshy arriva da Kryvyi Rih, nel Sud industriale dell'Ucraina, dove ha studiato legge, salvo poi decidere di lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Il proprietario del canale televisivo 1+1, che ha continuato a mandare in onda i suoi spettacoli anche durante la campagna elettorale, è il miliardario Ihor Kolomoisky, notoriamente in contrasto con Poroshenko. Ma per ora Zelensky non è scalfito dagli attacchi di chi evidenzia l'eccessiva vicinanza all'oligarca e si limita a ripetere di non essere "un burattino".A chi gli contesta la mancanza di qualsiasi esperienza politica, l'attore candidato presidente fa notare di essere stato un sostenitore della prima ora delle proteste filo-occidentali di Euromaidan, nel 2014. E di avere aiutato a trovare fondi per un battaglione di volontari per il conflitto nel Sud-Est del Paese.Su Crimea e Donbass le sue posizioni non di distanziano molto da quelle di Poroshenko: in una recente intervista ha detto di non volere concedere uno status speciale alle autoproclamate repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk e di non avere in mente un'amnistia per i ribelli. In precedenza, ha lasciato intendere di essere aperto a un negoziato con i ribelli e con la Russia: "Sono pronto a stringere un accordo anche con il diavolo, se questo vuol dire che nessuno più verrà ucciso", ha detto, ma anche qui senza dettagliare, come per gran parte delle sue proposte.Accusato di eccessiva vaghezza, due giorni fa Zelensky ha presentato il suo team, le persone che porterà nell'amministrazione presidenziale se sarà eletto. "Sono giovani professionisti, specialisti, gente giovane e intelligente", ha detto, definendo i suoi collaboratori "volontari in politica". Ha anche annunciato che, una volta presidente, si ritirerà dagli affari, rinunciando alla società di produzione Studio Kvartal 95. "Non intendo dire che rinuncerò nel giro di cinque anni come ha fatto certa gente con certe fabbriche", ha aggiunto. Il riferimento è a Petro Poroshenko, proprietario di una fabbrica di cioccolato che aveva promesso di vendere una volta alla presidenza. Ma così non è stato.