Tensione in Ucraina, via diplomatica unica strada: Scholz vola a Mosca, Kiev chiede un tavolo internazionale

Stati Uniti convinti di "un attacco imminente". Mosca nega. Anche il presidente Zelenskij frena: "Nessuna evidenza, ma Putin spieghi i soldati al confine". Parziale marcia indietro sul no all'ingresso nella Nato

Soldati ucraini al confine (Ansa)
Soldati ucraini al confine (Ansa)

Gli Stati Uniti insistono con le loro accuse verso la Russia che, a loro dire, sarebbe "pronta a sferrare un attacco aereo da un momento all'altro" contro l'Ucraina. Mosca nega e risponde accusando Washington e l'Occidente di "isteria", pur avendo dispiegato sul confine circa 100 mila soldati dei quali del resto non vuole dar conto. Tutto questo mentre la diplomazia resta in campo e a guidarne le sorti si candida il cancelliere tedesco Olaf Scholz che ieri si è recato a Kiev per incontrare il presidente Volodimir Zelenskij mentre oggi volerà a Mosca per un pranzo con Vladimir Putin.

L'obiettivo è portare a casa un rallentamento della tensione che sembra essere percepita altissima da molte cancellerie europee, dopo le affermazioni di Biden sull'"attacco imminente". Almeno una dozzina di esse hanno disposto infatti l'allontanamento dall'Ucraina del personale di ambasciate e consolati, riducendo al minimo il presidio diplomatico in quello che potrebbe trasformarsi di qui a breve in un teatro di guerra. Gli Stati Uniti hanno comunicato che anche la propria ambasciata verrà evacuata di qui a 24-48 ore.

L'Ucraina chiede un tavolo con Usa e Russia

Ma come sostengono le agenzie internazionali, l'Ucraina prova a districarsi da questo ginepraio e, attraverso il suo ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, fa richiesta di un tavolo internazionale entro le prossime 48 ore al quale sieda anche la Russia, mettendo sul tavolo la "trasparenza sui piani militari". E' chiaro che l'Ucraina rischia di ritrovarsi la guerra in casa, con tutto quello che può comportare. Il responsabile della diplomazia ha accusato Mosca di non aver fornito finora informazioni relativamente al dispiego delle truppe ai confini, cosa alla quale sarebbe obbligata tra l'altro dall'appartenenza all'Ocse (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), di cui anche l'Ucraina fa parte. 

Come riporta la Bbc, l'ambasciatore ucraino a Londra, Vadym Prystaiko, ha fatto parziale dietro front rispetto alle dichiarazioni rilasciate proprio alla tv pubblica britannica nei giorni scorsi per cui Kiev sarebbe disposta a essere "flessibile" sulla sua intenzione di aderire alla Nato e questa "sarebbe una importante concessione alla Russia". In una intervista successiva il diplomatico ha sostenuto infatti che "l'Ucraina aveva un impegno costituzionale ad aderire alla Nato e dipendeva dalla 'disponibilità della stessa Nato' se l'Ucraina sarebbe stata ammessa".

"Nessuna prova dell'imminente attacco russo"

Il presidente Zelensky ha criticato il "panico" che potrebbe derivare dalle affermazioni statunitensi e ha assicurato di non aver visto alcuna prova sul fatto che la Russia sia nell'imminenza di una invasione dell'Ucraina. Una telefonata con Joe Biden domenica ha messo il punto sulla ferrea convinzione che l'unica strada da percorrere sia quella "di continuare a perseguire la diplomazia e la deterrenza". Lo statunitense dall'altra ha riaffermato il suo "impegno per la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina" e ripetuto che "gli Stati Uniti risponderanno rapidamente e con decisione, insieme ai loro alleati e partner, a qualsiasi ulteriore aggressione russa contro l'Ucraina". I due leader, è scritto in una nota della Casa Bianca, hanno comunque convenuto "sull'importanza di continuare a perseguire la diplomazia e la deterrenza in risposta al rafforzamento militare russo ai confini dell'Ucraina". All'invito di Zelenskij di recarsi a Kiev per un vertice urgente la CAsa Bianca però non risponde.  

Il G7: conseguenze economiche in caso di invasione

Una nota congiunta firmata da Usa, Canada, Giappone, Italia, Francia, Germania e Regno Unito solleva l'asticella dell'attenzione verso quanto potrebbe accadere ai confini dell'Est Europa. "L'accumulo di truppe russe in atto alle frontiere ucraine è causa di grave preoccupazione", scrivono le sette grandi economie mondiali. "Ogni ulteriore aggressione militare da parte della Russia contro l'Ucraina verrà accolta con una risposta rapida, coordinata e forte", affermano i ministri delle Finanze. "Siamo pronti a imporre collettivamente sanzioni economiche e finanziarie che avranno conseguenze economiche enormi e immediate sull'economia russa", hanno concluso gettando nuovi argomenti nel calderone del tavolo diplomatico.