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Quel filo che lega QAnon, trumpiani, no vax , fake news di origine russa e ora filoinvasori

Dopo aver perso la battaglia di Trump, ma convinti di averla vinta, i seguaci di QAnon e dintorni decisero di dedicarsi al negazionismo assoluto nei confronti del Covid e ora anche della Gguerra i Ucraina

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
no vax
Cartelli no vax (Foto Ansa)

In principio, in qualche modo, fu la contestazione della vittoria di Joe Biden e la scelta di sposare tutte le tesi surreali di Donald Trump, contro ogni evidenza numerica e democratica. Addirittura, il golpe con l'assalto a Capitol Hill, il punto più basso mai raggiunto dalla democrazia americana, fu raccontato come una simpatica scampagnata di Campidoglio, come la sfilata del martedì grasso, grazie alla presenza dello sciamano e dei suoi amici. Poi, dopo aver perso la battaglia di Trump, ma convinti di averla vinta, i seguaci di QAnon e dintorni decisero di dedicarsi al negazionismo assoluto nei confronti del Covid, descritto inizialmente come una banale influenza senza alcuna conseguenza letale, con tanto di dimostrazioni di positività per i kiwi sottoposti a tampone dal presidente della Tanzania e di consigli di cura con acqua ghiacciata nell’inguine, succhi di frutta e papaya a volontà. Molti dei propugnatori di queste teorie poi morirono di Covid, ma per le tesi complottiste sono invece al centro di un complotto che li colpisce uno ad uno.

No Covid 

Addirittura, in occasione della seconda ondata, postavano foto e riprese dall’esterno degli ospedali che avrebbero dimostrato il fatto che il Covid non esisteva, contraddicendo le testimonianze dei medici drammaticamente in prima linea, perché magari semplicemente facevano le riprese dal lato opposto rispetto a quello dedicato alle ambulanze Covid. E, ad esempio, anche più recentemente, hanno viralizzato un video realizzato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova completamente deserto. Il che era una notizia enorme, visto che lì il primario è Matteo Bassetti. Peccato che avessero sbagliato piano, che la zona ripresa fosse quella destinata alla somministrazione degli anticorpi monoclonali e che quindi lì non fossero previsti letti di degenza.

Il legame con la Russia

E qui arriviamo ai giorni nostri e al legame con la Russia. Perché gli analisti del DfrLab, laboratorio di ricerca forense digitale (di area atlantista va detto, con assoluta onestà intellettuale), hanno scoperto che gli hastag negazionisti e cospirazionisti lanciati su Telegram - tesi ad accreditare “morti improvvise dei giovani a opera dei vaccini”, rilanciando titoli tipo “ragazzo morto per infarto, un’intera comunità in lutto”, parlando di “omicidi di Stato” con l’hastag #nessunacorrelazione – hanno individuato che fra i 146 siti Web dedicati alla disinformazione, molti partivano dalla Russia, ad esempio uno che sosteneva che le morti per vaccini Covid (non lo Sputnik, of course) sono 407 volte superiori a quelli di tutti i vaccini messi assieme. Tutte balle, ovviamente. E, non è un caso probabilmente che sempre negli stessi gruppi Telegram la Russia viene spesso descritta come un paradiso Covid free, con foto che sembrano arrivare direttamente da villaggi turistici alle Maldive, anche se dovrebbero rappresentare la Siberia che vive tranquillamente senza mascherine e senza Covid.

I No Mask, No Vax e No Pass

Il negazionismo iniziale ha poi avuto evoluzioni No Mask, No Vax e No Pass, con anche alcuni punti politici ben fermi: inizialmente simpatie leghiste, area Borghi-Bagnai, poi Fratelli d’Italia per la scelta di opposizione al governo Draghi, ma ora c’è stato il salto di qualità e gli unici veri riferimenti sono l’area di Enrico Montesano, gli ex pentastellati di Alternativa e soprattutto Italexit per l’Italia di Gianluigi Paragone. Intendiamoci, non sono eterodiretti da questi, ma li identificano come “gli unici coerenti”, le “uniche opposizioni al mainstream e al pensiero unico”.

L'elogio a Putin

L’ultimo salto di qualità in tutto questo è l’appoggio ai russi nella vicenda Ucraina, con elogi a Putin, disprezzo dei governati ucraini, descritti come debosciati filonazisti e drogati, con parole che sono pari pari quelle del leader russo, attacchi agli Stati Uniti, che in questa narrazione ovviamente sono quelli guerrafondai Democrat e non quelli trumpiani della pace nel mondo, quasi uno storytelling dove Putin è descritto come la versione buona di madre Teresa.
E qui si inserisce lo stretto legame fra i gruppi No Vax e quelli filorussi, che citano come un mantra i missili di Cuba, l’espansionismo Nato e i massacri del “governo fantoccio” di Kiev. Gli Usa di Biden sono visti come il male assoluto e la guerra di Putin è quasi il secondo tempo della guerra contro i vaccini. E in questo quadro arriva la notizia di ieri, anticipata da “Repubblica”, che raccontava come siano già almeno quattro i gruppi Telegram attenzionati dai Servizi segreti. E anche qui ci sono una serie di suggestioni, a partire dal fatto che Telegram sia di proprietà russa, la risposta di Mosca ai social di Zuckerberg. Le circostanze citate dall’intelligence citata dal giornale, parlano ad esempio del canale "Basta Dittatura", che raggiunge quasi 100mila utenti, dove si negava che il bambino morto a Kiev durante gli scontri in verità fosse realmente morto: "Di bambini purtroppo ne moriranno tanti perché il regime di Kiev, pilotato dalla Nato e finanziato da Soros, non pare intenzionato a cercare una tregua. Ma ora il condizionale è d'obbligo". Secondo questa fonte, il bimbo morto sarebbe in realtà finto e la fotografia scattata "in posa".

La narrazione dei negazionisti

Insomma, la narrazione dei negazionisti ex Covid e oggi filo Putin è quasi il secondo tempo del Great Reset, la realtà virtuale secondo cui saremmo al centro di un enorme esperimento sociale. I bunker e le persone nella metropolitana? "Invenzioni". Le sirene che si sentono per le strade di Kiev? "Finzione". E via di questo passo, con accuse ovviamente ai giornalisti corrotti. E poi video, chiaramente fake, per dimostrare che gli ucraini sono cattivi e i russi santerellini. Insomma, tutto questo lega due mondi che teoricamente non avrebbero nulla a che fare fra loro, se non nel negazionismo: negazionismo sul Covid e negazionismo sull’aggressione russa. A un certo punto, è stato anche negazionismo sulla legittimità della parola “negazionismo”, perché si sentivano offesi dal parallelo con situazioni legate all’Olocausto. Ma la parte semantica non si ferma qui: il vaccino non è un vaccino, ma un “siero sperimentale”; “No Vax” è un termine rifiutato “perché noi i vaccini li facciamo, ma non questo”. Insomma, Umberto Eco non avrebbe potuto essere più preciso semanticamente.

Il commento di Stefano Ratto

Ed è significativo il commento, a questo proposito, di Stefano Ratto, uno dei maggiori intellettuali genovesi, autore di due splendidi romanzi, “Le parole di quattro estati” (De Ferrari editore) e il nuovo, bellissimo, “La guerra della mensa” (All around edizioni), che spiega: “Il filo conduttore, per me, è il rivoltarsi sempre e comunque a quella che loro definiscono narrazione mainstream. Una volta venivano definiti "bastian contrari". Si riconoscono più puri degli altri, con un bagaglio valoriale più alto. La vera questione è la presenza di persone che non si sentono rappresentate da nessuno e che vivono la realtà in modo paranoico”.

Fake news su Covid e Trump

E qui si chiude un ciclo, torniamo dove eravamo partiti, a Trump e a quello che scrissero quando aveva annunciato di avere il Covid: “Trump si è appartato per un nuovo tentativo di colpo di Stato, combinato con un tentativo di omicidio da parte dei comandi ucraini”. Recitava il post dei gruppi in questione: “Il contrammiraglio e capo del comando speciale navale Colin Green, che mesi fa ha espresso il suo disprezzo per Trump, ha recentemente cercato di provocare una guerra tra Russia e Stati Uniti nel Mar Nero, organizzando esercitazioni di guerra. Allo stesso tempo, ha ordinato all’addetto militare statunitense presso l’ambasciata in Ucraina di rilasciare visti a un gruppo di cecchini “per ragioni sconosciute”, ed è successo che l’aereo su cui stavano viaggiando negli Stati Uniti è stato abbattuto il 25 settembre, uccidendo tutti i suoi occupanti. il suddetto addetto militare è stato assassinato il 30 settembre. Si può dedurre da questa storia che il contrammiraglio traditore aveva organizzato l’assassinio di Donald Trump, un tentativo fallito grazie alle forze patriottiche, e che è stata la vera ragione per cui Donald Trump e sua moglie sono risultati “positivi per Covid” e sono entrati in un periodo di isolamento, per evitare mali maggiori”. E qui, fra Trump, il Covid e gli ucraini, il cerchio si chiude.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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