La scossa di Katharina alla cancelliera Merkel: in Baviera exploit dei Verdi, crollano Cdu e Spd

Il profilo della 33enne suggerisce una politica moderata ma dalla forte connotazione ambientalista. "Voglio ministre non rose", ha detto dopo la vittoria

Katharina Schulze e Ludwig Hartmann, leader dei Verdi

Ha 33 anni e una spiccata fede ambientalista. Vuole migliorare la qualità dell'aria e l'agricoltura sostenibile ma chiede più poliziotti sulle strade (e meno alle frontiere) per garantire la sicurezza, anche delle donne, garantendo il sostegno all'Europa. Katharina Schulze è la fautrice dell'exploit dei Verdi in Baviera, uno dei Lander più popolosi e conservatori della Germania federale. Guida il partito insieme a Ludwig Hartmann, quarantenne, ed è capogruppo al Parlamento regionale. I comizi sono diventati la sua specialità e viene indicata come la miglior oratrice della campagna elettorale. 

Ministre, non rose rosse

"Voglio ministre, non rose rosse per l'8 marzo", dice a sottolineare l'urgenza della parità di genere nelle istituzioni. Il suo metodo è il pragmatismo politico: "Salvare il mondo un passo alla volta". Psicologa, originaria del Friburgo, nel Baden-Wuerttemberg, sull'immigrazione la sua linea è che serve una politica in grado di guidarla e non solo di amministrarla, magari per non dare pretesti ai nazi che già solcano le strade tedesche. Sedotta dalla politica di Barack Obama, si è fatta la corteccia nel Parlamento bavarese guidando il movimento contro la candidatura di Monaco di Baviera ai giochi invernali del 2022, che poi infatti è saltata. 

"Molti desiderano una nuova casa politica", ha osservato in un'intervista in risposta a chi dava per inesorabilmente morto il partito dei Verdi. "Le persone sentono che le cose stanno cambiando e che il vecchio modo di fare politica è superato", ha aggiunto. 

I numeri le danno ragione. Il suo quasi 18 per cento significa 40 seggi in Parlamento, a seguito delle elezioni di domenica che hanno visto il crollo della Csu e dell'Spd. I verdi di Katharina si propongono come la vera alternativa alla destra e potrebbero diventare determinanti per un governo cristiano-verde. Il partito della cancelliera Merkel perde dieci punti e scende a 79 seggi, sui 200 assegnati. Una scossa per la Grosse Koalition, anche perché la Spd passa dal 20,6 al 9,7 per cento. L'altro exploit è quello dell'Alternativa per la Germania (AfD), partito dell'estrema destra e xenofobo che con il 10,2% entra in Parlamento. 

Verdi al 19 a livello federale

La metamorfosi dei colori politici con questa importante avanzata dei Verdi sembra dimostrare che la Germania non ha definitivamente ceduto il passo alle destre e le istanze progressiste sono ancora presenti e attuali. Gli ecologisti sono infatti dati al 19 per cento a livello federale, inarrestabile avanzata. In realtà il suo moderatismo ambientalista ha eroso voti sia alla Csu che alla Spd. Edmund Stoiber, ex presidente della Baviera, dice che a punire i due partiti tradizionali, in primis la Cdu che governava, non sono stati tanto gli immigrati esterni ma quelli interni, cioè il milione di tedeschi che si è trasferito nel Land negli ultimi 10 anni cambiandone profondamente la connotazione sociale. Tra dieci giorni tocca all'Assia dove la Cdu governa insieme ai Verdi.