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La tragica fine di Roman e Anna Novak: il truffatore delle criptovalute russo e la moglie uccisi, fatti a pezzi poi sepolti nel deserto

L’omicidio sarebbe stata la conclusione di una vicenda intricata: Novak aveva convinto molte persone in Asia e in Medio Oriente a investire in un affare di criptovalute ma era una truffa

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Roman Novak e la moglie Anna  (Foto Instagram)

Macabra scoperta nel deserto nei pressi di Hatta, a sud-est di Dubai. Sepolti tra la sabbia sono stati rivenuti i corpi smembrati di Roman Novak, imprenditore russo attivo nel settore delle criptovalute, e di sua moglie Anna. La coppia che ostentava lusso e ricchezza sui Social è stata uccisa durante un presunto incontro con potenziali investitori.

Chi era Roman Novak

Novak 39 anni, era noto negli ambienti crypto internazionali per la piattaforma Fintopio,che prometteva trasferimenti rapidi di criptovalute e partnership con importanti aziende tecnologiche, attirando investitori da Russia, Cina e Medio Oriente Nel 2020 era stato condannato da un tribunale di San Pietroburgo a sei anni di carcere per una truffa legata alle criptovalute, che gli aveva fruttato l'appropriazione indebita di 4 milioni di dollari.

Il movente

L’omicidio sarebbe stata la conclusione di una vicenda intricata. Novak aveva convinto molte persone in Asia e in Medio Oriente a investire in un affare di criptovalute ma era una truffa. Dalle informazioni raccolte dagli inquirenti e riprese dai media, Novak e la moglie si trovavano negli Emirati Arabi Uniti con un patrimonio stimato in circa 500 milioni di dollari, nascosto attraverso una rete di investitori mediorientali e asiatici. Secondo chi indaga la coppia era diventata bersaglio di una gang che voleva accedere a quella “cripto-cassaforte”.

Il rapimento e l’omicidio

La scomparsa della coppia risale al 2 ottobre 2025, quando Roman e Anna lasciano la loro villa di Dubai e si fanno accompagnare dal loro autista nella zona di Hatta, negli Emirati Arabi Uniti. Qui avrebbero dovuto avere un incontro con presunti investitori. Lasciata la loro auto i due sono saliti su un altro veicolo e di loro si sono perse le tracce, con l’eccezione di un messaggio nel quale  Novak sosteneva di essere bloccato da qualche parte al confine con l’Oman e aveva bisogno disperato di una forte somma di denaro. Poi il silenzio. Le indagini portate avanti dalle autorità degli Emirati e da quelle russe che hanno indagato congiuntamente hanno permesso di tracciare il cellulare degli scomparsi, fissando punti geografici diversi: la regione di Hatta, il territorio omanita e Città del Capo. Il sospetto è che il telefono fosse in possesso dei killer che volevano depistare gli inquirenti.

I killer

Le autorità hanno recuperato prove importanti nella villa di Novak che hanno permesso di chiudere il cerchio sull’indagine e assicurare i presunti colpevoli alla giustizia: tra loro Konstantin Shakht, ex agente di polizia diventato trafficante di droga, e due soldati reduci del conflitto in Ucraina- Yury Sharypov e Vladimir Dalekin - accusati di aver pianificato il rapimento con l'auto di complici assoldati negli Emirati. Secondo gli inquirenti, Shakht e i suoi complici avrebbero attirato la coppia con il pretesto di un presunto "incontro con investitori" nel deserto al confine con l'Oman. Lì li avrebbero sequestrati e, non riuscendo ad accedere al portafogli di criptovalute di Novak, li avrebbero uccisi e seppelliti i loro corpi nel deserto. Gli investigatori ritengono che i sospettati abbiano affittato automobili e abitazioni per trattenere la coppia e, dopo l'omicidio, abbiano distrutto coltelli, telefoni e altri oggetti personali prima di fuggire in Russia.

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