"Prendo le vostre vite, vi vendo e faccio montagne di soldi": profilo di Gryn, grande lupo dei social network

Nessuna altra azienda pubblicitaria è cresciuta tanto in Europa ed è stata capace di imporsi negli Usa negli ultimi anni. Come? Usandoci

Rob Gryn mostra i record personali in palestra, tra un affare e l'altro (dal suo profilo Instagram)
Rob Gryn mostra i record personali in palestra, tra un affare e l'altro (dal suo profilo Instagram)
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Chi ha l'algoritmo migliore di tutti vince. Nessuno conosce nei dettagli come funziona lo spider di Google, il programma che passa ad analizzare le pagine Web per assegnare loro un rating, un punteggio che poi viene esaltato o depresso dallo stesso algoritmo, veicolando visibilità e pubblicità. E dunque, guadagno. Pochissimo si sa dell'algoritmo sovrano sulla mole di dati che ciascuno di noi riversa dentro Facebook alla ricerca di confronto, condivisione, approvazione sociale che alza l'autostima a costo (e profitto) zero. Il fatto è che gli algoritmi si parlano. Nessuno sa come, perché in quel segreto industriale risiede il "motore" della multimilionaria fortuna di tutta una serie di startup che nascono e crescono a ritmo impressionante. Dentro questa area grigia si muovono personaggi come Robert Gryn. La sua azienda digitale, Codewise stando ai dati pubblicati dal Financial Times che da oltre un anno ne segue i progressi, è la seconda in Europa per livello di crescita. I numeri parlano chiaro: negli ultimi tre anni più 1.923% di ricavi. Come? Profilando noi utenti (a partire proprio dai nostri dati sul social di Zuckerberg) e infilando poi nelle pagine online che frequentiamo le pubblicità mirate ai nostri gusti, alle nostre paure, ai nostri desideri.

"Mi bastano 15 minuti sul social network"

Rob Gryn è un inglese di origine polacca e austriaca che vive e lavora soprattutto in California. Oltre a Codewise gestisce altre due aziende, Zeropark e Voluum, tutte specializzate nell'ottimizzazione della pubblicità su social e Web. Un volume di affari da 1,3 miliardi di dollari, di cui 400 milioni passano specificamente su Facebook ("il migliore di tutti nel procurare dati, anche meglio di Google"). Sui suoi profili social ("li uso per non più di 15 minuti al giorno, tanto basta") Gryn si mostra in modalità molto Silicon Valley: eterno sorriso, bella vita tra viaggi, barche e barbecue, spirito di gruppo a forza di selfie con soci e collaboratori, cura maniacale del corpo palestrato e passione esibita per lo sport, dal surf alla maratona. In poco più di due anni è diventato la seconda porta d'accesso ai grandi guadagni pubblicitari legati a Facebook. O uno paga da sé le campagne pubblicitarie a Zuckerberg, oppure si rivolge a Codewise. Perché? Nelle parole di Gryn: "Siamo i più bravi, se uno chiede i nostri servizi, anche se poi vanno su Facebok, prima passa per i nostri server. Il nostro algoritmo analizza la richiesta, estrae i dati, li confronta con quanto abbiamo immagazzinato". Così si costruiscono campagne pubblicitarie redditizie e spregiudicate. Una delle più popolari è Iscriviti e vinci un iPhone che ha imperversato per settimane sui social. Gli utenti boccaloni (e sono stati moltissimi) si sono tuffati in massa nel concorso, ma per farlo dovevano sottoscrivere un pagamento da 1 o 2 euro settimanali addebitati sulla Sim. Un affare gigantesco per le compagnie che avevano commissionato la campagna, e per Gryn che si è occupato della profilazione degli utenti, del lancio pubblicitario e della divisione dei profitti. 

Oltre lo scandalo di Cambridge Analytica

Mentre Mark Zuckerberg finge di balbettare imbarazzato di fronte al Congresso che gli fa domande vecchie, inadatte e imbarazzanti sui pacchetti di dati che Facebook vende a terzi (pubblicitari cinici e pratici come Gryn o agenzie di pressione sul consenso politico, come Cambridge Analytica), Codewise cresce appoggiandosi proprio al social network più usato del mondo (ma da cui i giovani stanno scappando via anno dopo anno). Lo stesso Robert Gryn ha raccontato la scalata di Codewise, di cui era solo uno dei soci e non tra i fondatori, culminata con una guerra legale e il pagamento di un indennizzo di 50 mila euro agli ex colleghi diventati avversari. E il rilancio, così intenso in termini di tempo, energie e stress da portarlo sull'orlo di un grave esaurimento alla fine del 2015. Dal terrore di quel periodo (in cui si sbarazzò comunque del socio arrivato fino a quel punto assieme a lui, prendendo il comando della compagnia) Rob Gryn è passato all'ostentazione del successo, a base di auto sportive e uffici da sogno nei 2500 metri quadri del quartier generale di Codewise, in Polonia. In una intervista alla rivista web IamAttila che riprende quanto scritto su Medium, ha detto: "Partire con un'impresa del genere ti mette di fronte alla depressione. Non dormi. Non hai veramente nessuno con cui parlare. Tutti gli amici seguono lo schema tradizionale: studia, prenditi i titoli, trova un lavoro, sposati, compra casa e fai figli. Il successo è un modo di pensare". Quel che lui ha sempre pensato è: "Prendere per le palle il mondo, strizzarle e dire vaf....., voglio fare questa cosa e voglio farla a modo mio". Quel modo è profilare con un sofisticato algoritmo le abitudini di vita della gente (traffico telefonico, nomi degli amici e dei partner, geolocalizzazione e tag sulle foto, i luoghi in cui si è stati, dove si è speso, quanto, con quale carta di credito e così via), impacchettarli, farli dialogare con Facebook e altre piattaforme e fare una montagna di soldi. Muovendosi a tutta velocità, e in assenza di quelle regole stringenti che lo stesso Gryn sollecita nelle interviste.