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Rifugiati, ad Amazon riconoscimento Unhcr 'Welcome. Working for refugee integration'

di Adnkronos   
Rifugiati, ad Amazon riconoscimento Unhcr 'Welcome. Working for refugee integration'

Milano, 19 giu. (Adnkronos) - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha nuovamente assegnato ad Amazon il prestigioso riconoscimento “Welcome. Working for refugee integration” per l’anno 2023. Arrivato alla sua sesta edizione, “Welcome. Working for refugee integration” è il progetto con cui Unhcr Italia favorisce l’integrazione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro, promuovendo il più ampio coinvolgimento del settore privato in collaborazione con le istituzioni e con le organizzazioni della società civile, e rivolgendosi quindi a tutti gli attori del mondo del lavoro.

“In Amazon crediamo fortemente nel ruolo attivo delle aziende per la costruzione di una società sempre più aperta e inclusiva, libera dai pregiudizi e attenta alla necessità di chiunque, specialmente di chi è stato costretto ad abbandonare il proprio Paese a causa di guerre, conflitti e persecuzioni. In quest’ottica, l’integrazione lavorativa di persone richiedenti asilo e beneficiarie di protezione conferma la nostra assunzione di responsabilità nei confronti delle comunità in cui operiamo. Non solo, ci impegniamo soprattutto a costruire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso, in cui ciascuno possa conoscere, comprendere e accogliere l’altro”, commenta Salvatore Iorio, HR Director Amazon Operations in Italia.

Amazon potrà continuare ad esibire la speciale icona “Welcome. Working for refugee integration”, un’onorificenza che ribadisce il suo impegno nella creazione di un posto di lavoro in cui i valori di accoglienza e inclusione siano tangibili e alla base della propria cultura aziendale. Nel 2023, l’azienda ha dato lavoro, presso le sue sedi italiane, a 208 lavoratori beneficiari di richiesta di asilo o protezione, provenienti da 28 Paesi tra cui Ucraina, Nigeria, Iran, El Salvador e Venezuela.

Una di loro è Iuliia, 40 anni, di origine ucraina, che insieme alla madre e alla sorella piccola è arrivata in Italia nel 2022, poco dopo lo scoppio della guerra nel suo Paese. Da oltre un anno lavora come operatrice di magazzino presso il Centro di distribuzione Amazon di Passo Corese, dove è assunta a tempo indeterminato: “Qui in Amazon mi sono ambientata bene sin da subito. Tutti i colleghi cercano sempre di farmi sentire a casa: si preoccupano per me, che stia bene e mi senta serena nelle attività di ogni giorno, mi stanno aiutando molto. È un ambiente dinamico che mi piace tanto, il lavoro non è mai uguale e c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Si respira un’atmosfera cosmopolita, in cui il confronto - non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano - è molto vivace. Mi piace lo scambio culturale che ne deriva, in cui si impara dall’altro e che permette in un continuo arricchimento personale”.

“Siamo fieri dei risultati di Welcome, un programma che dimostra che una società più inclusiva non solo è possibile, ma è necessaria per il presente e il futuro del nostro Paese – afferma Chiara Cardoletti, Rappresentante di Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “L’inclusione lavorativa dei rifugiati offre risposte a un problema serio e strutturale della nostra economia come il mismatching tra domanda e offerta di lavoro. Ci tengo a ringraziare tutti i partner e soprattutto le aziende coinvolte per aver interiorizzato lo spirito del Global Compact e per aver pienamente compreso che l’assunzione di persone rifugiate rappresenta un valore aggiunto in termini di disponibilità di forza lavoro e di competenze ma anche che la creazione di un ambiente di lavoro più inclusivo comporta un miglioramento delle relazioni tra dipendenti e della percezione da parte dei consumatori.”

Tra le motivazioni che hanno condotto Unhcr a ritenere Amazon in Italia meritevole del premio “Welcome. Working for refugee integration” per il 2023, viene ricordato in particolare il significativo impegno nell’attuazione di interventi specifichi per l’inserimento lavorativo dei rifugiati e per la promozione di una società inclusiva, che negli ultimi anni hanno coinvolto i siti italiani dell’azienda.

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