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Reporter ucraina torturata dai russi: organi asportati durante la prigionia. La denuncia di Kiev su Viktoriia Roshchyna, morta in prigionia

Alla giornalista è stato dedicato il “Progetto Viktoriia”, un’iniziativa internazionale lanciata da Forbidden Stories con la partecipazione di importanti media globali, tra cui Guardian, Washington Post, Le Monde e Der Spiegel

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Viktoriia Roshchyna

Viktoriia Roshchyna è deceduta durante la prigionia russa dopo essere stata catturata nei territori occupati nel 2023, mentre lavorava come giornalista freelance. Due anni dopo, nel febbraio 2025, il suo corpo mummificato è stato restituito alla famiglia, quasi irriconoscibile, con evidenti segni di tortura e la mancanza di diversi organi interni. È quanto emerge da un’indagine condotta dalle autorità ucraine e pubblicata da Ukrainska Pravda, la testata per la quale lavorava.

Il progetto

Alla giornalista è stato dedicato il “Progetto Viktoriia”, un’iniziativa internazionale lanciata da Forbidden Stories con la partecipazione di importanti media globali, tra cui Guardian, Washington Post, Le Monde e Der Spiegel. Il progetto punta a fare luce non solo sulla sua morte, ma anche sulla sorte degli ucraini detenuti in Russia.

La scomparsa

Nel luglio 2023, Viktoriia si era recata nei territori occupati dell'Ucraina per realizzare un reportage. È scomparsa il 3 agosto 2023, e solo nel maggio 2024 la Russia ha ammesso di averla arrestata. Il 10 ottobre 2024, le autorità ucraine hanno ufficialmente confermato che Viktoriia era morta mentre si trovava in custodia russa.  Il 14 febbraio 2025, il suo corpo è stato restituito durante uno scambio di prigionieri. Il cadavere era etichettato come “maschio non identificato” con il numero 757. Tuttavia, già al primo esame, i medici legali hanno accertato che si trattava di una donna. L’analisi del DNA ha confermato con il 99% di certezza che si trattava proprio della giornalista ucraina.

Segni di tortura e mutilazioni

Yurii Bielousov, capo del Dipartimento della Guerra della Procura Generale ucraina, ha spiegato che sul corpo erano presenti segni evidenti di torture e maltrattamenti: contusioni, abrasioni, costole rotte e possibili scosse elettriche. "Le lesioni sono state inflitte mentre era ancora in vita, quindi è altamente probabile che sia stata torturata", ha dichiarato Bielousov. Durante l’autopsia eseguita in Ucraina, è stata riscontrata anche la mancanza di diversi organi interni: cervello, bulbi oculari e parte della trachea. Secondo un medico legale internazionale, questa rimozione potrebbe essere servita a nascondere prove di soffocamento o strangolamento.

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