Chi è Alessia Piperno, l'italiana arrestata in Iran. E' entrata nel Paese con un gruppo di turisti. L'appello del padre

L'ambasciata d'Italia a Teheran si è subito attivata presso le autorità iraniane per verificare la notizia dell'arresto di Alessia Piperno denunciato dal padre sui Social

TiscaliNews

Era entrata in Iran con altri turisti Alessia Piperno, la trentenne romana che sarebbe stata fermata a Teheran. La donna, secondo quanto si apprende, era con un gruppo di alcune persone nel quale c'erano anche un polacco, un francese e un altro italiano. Prima di arrivare a Teheran, sempre secondo quanto è stato possibile ricostruire finora, il gruppo di turisti avrebbe visitato Rasht, la città iraniana ad una trentina di chilometri dal mar Caspio, capoluogo della regione di Gilan.

La telefonata alla famiglia

Poco meno di una settimana fa la Piperno si sarebbe poi diretta nelle zone del Kurdistan iraniano: con lei ci sarebbero stati il cittadino francese e il polacco mentre l'altro italiano non avrebbe seguito il gruppo ed avrebbe lasciato il Paese per raggiungere l'India. La trentenne avrebbe poi fatto ritorno nella capitale, dove, secondo quanto lei stessa ha fatto sapere in una telefonata alla famiglia, sarebbe stata arrestata. Al momento, sempre secondo quanto si apprende, non si conoscerebbe però il luogo in cui si trova la ragazza e lo stesso italiano che era con lei in viaggio avrebbe raccontato di non sentirla da 4 giorni.

Da mercoledì non si collegava più

"Purtroppo Alessia è stata arrestata a Teheran. Ci siamo conosciuti in Iran e si era stretto un bel rapporto, tanto che ci sentivamo quasi tutti i giorni. Da mercoledì non si collegava più a internet e quindi abbiamo iniziato a preoccuparci e già un paio di giorni fa abbiamo iniziato ad allertare la Farnesina e l'ambasciata italiana in Iran". Comincia così il racconto di Angela e Paolo, due ragazzi che, come Alessia Piperno - la ragazza romana fermata in Iran -, hanno deciso di fare della loro passione, i viaggi, il loro lavoro. In alcune storie su Instagram raccontano di essersi preoccupati già da quando era stata diffusa la notizia dell'arresto di alcuni europei durante le manifestazioni nel Paese. "Ci siamo anche messi in contatto con la famiglia che ci ha confermato appunto ieri di aver ricevuto la telefonata di Alessia in cui diceva che era in prigione ma non ha dato altre informazioni. Non si sa dove sia e per quale motivo sia stata arrestata - spiegano -. Noi stiamo bene e siamo al sicuro. Siamo solo molto molto preoccupati e in ansia per Alessia, per quello che è successo. Sono state delle nottate insonni, abbiamo cercato di fare tutto il possibile ma adesso purtroppo non si può far altro che aspettare che venga liberata al più presto".

L'appello del padre

"Erano 4 giorni che non avevamo sue notizie, dal giorno del suo 30 compleanno, il 28 settembre. Anche il suo ultimo accesso al cellulare riporta quella data. Poi è arrivata una chiamata. Era lei che piangendo ci avvisava che era in prigione. A Teheran. Arrestata dalla polizia insieme a dei suoi amici mentre si accingeva a festeggiare il suo compleanno. Sono state solo poche parole ma disperate. Chiedeva aiuto". Così il disperato appello, lanciato su Facebook, dal padre di Alessia. Nel post il padre racconta che la figlia "è una viaggiatrice solitaria, gira il mondo per conoscere usi e costumi dei popoli: si è sempre adeguata e rispettato le tradizioni e, in certi casi, gli obblighi, di ogni paese che ha visitato". "Noi genitori, e il fratello David, non riusciamo a stare con le mani in mano. Non si può stare fermi quando un figlio ti dice 'vi prego, aiutatemi'. Voglio che si sappia e che questa notizia raggiunga più persone possibili, magari arrivare a quella giusta che può aiutarci. Grazie", conclude l'uomo.

In un post: "La gente manifesta per libertà"

"Questa terra mi ha accolto a braccia aperte è vero, non è stato sempre facile, ma dopo due mesi e mezzo mi è entrata dritta, dentro e profonda nel cuore". Così scrive Alessia Piperno in un post sui social intitolato Bella Ciao. "Qui la gente è stufa di essere un burattino - continua - ecco perché migliaia di persone stanno scendendo nelle piazze a protestare. Stanno manifestando per la loro libertà. Donne, uomini, adolescenti e anziani e ognuno di loro, ogni singola persona rischia la propria vita quando va per le strade". "In tanti hanno già perso la vita - conclude - in tanti non vedranno mai quella libertà per cui hanno rischiato e lottato, ma se un giorno questo sarà un Paese libero, è merito di queste persone, di queste ragazze che scendono in piazza e danno fuoco ai loro hijab e a quegli uomini che stanno combattendo per le loro donne".

L'accenno a Bella Ciao

C'è anche un accenno a quella versione di 'Bella ciao' in farsi che ha conquistato i manifestanti, la stessa che Alessia sente echeggiare "quando scende la notte e l’eco degli spari si emana nella città" e qualcunio "accende la musica ad alto volume". I primi giorni in Iran, in arrivo dal Pakistan, non sono stati facili per Alessia. "L’Iran è bellissimo, ma non puoi fidarti di tutti" scrive, "In tanti provano a fregarmi, e io vado di matto". Insieme con la consapevolezza di "essere fortunata ad essere donna, e ad essere nata in Italia". "Sono fortunata a poter cantare a squarciagola quando sono in macchina, a ballare come una matta quando ascolto la musica, a guidare una moto, a lasciare i miei capelli svolazzanti al cielo, fortunata di poter camminare per strada stringendo la mano alla persona che amo, senza dovermi nascondere. Se sei donna, in Iran tutto questo non ti è consentito".