Pronto un golpe interno contro Putin? Chi è l'uomo che secondo gli Usa potrebbe fare cadere lo "zar"

Diversi analisti ritengono plausibile l'ipotesi della mano armata del ministro della Difesa russo, a seguito della grave crisi economica nella quale sta precipitando la Russia. Lo scenario prefigurato da fonti diplomatiche e come può influire l'opposizione della popolazione russa

Il ministro Shoygu insieme a Putin (Foto Ansa)
Il ministro Shoygu insieme a Putin (Foto Ansa)
di An. L.

"La società russa è esausta e vuole un cambiamento al vertice. Potrebbe passare del tempo prima che le conseguenze della guerra in Ucraina lo producano, ma con l'invasione Putin ha messo una bomba sotto il proprio personale sistema di potere". A scrivere queste parole, foriere di illazioni e teorie più o meno complottiste sulla caduta di Vladimir Putin, è Kadri Liik, analista dello European Center for Foreign Relations e russa di nascita. Ma anche un portavoce del premier britannico attribuisce a Boris Johnson una frase "profetica" nel senso dell'esito finale estremo della guerra in Ucraina, ovvero la caduta dello "zar". Parole poi smentite, ma avvalorate da un'altra fonte che dà come possibile esito un rovesciamento del governo autocratico in carica. Scrive il Financial Times - lo riportava Repubblica in un articolo di qualche giorno fa - che "è verosimile che l'unica strada per la pace sia un intervento dell'élite russa per costringere Putin a cedere il potere". 

Non è difficile immaginare che all'interno dei confini russi stia già serpeggiando il malcontento e si stia allargando il fronte del dissenso verso una guerra che sembra apportare più di una rogna allo Stato. Intanto le sanzioni economiche che bloccano i flussi commerciali della Russia, non solo in uscita ma anche in entrata, con ricadute prevedibili sulla vita dei cittadini. Si aggiunga la perdita di potere d'acquisto del rublo che sta già diventando un problema, tra calo vertiginoso della Borsa e delle transazioni finanziare, mentre i beni patrimoniali dei russi nel mondo, così come i conti correnti, vengono bloccati un po' dappertutto.

Sondaggi e manifestazioni

I bene informati dicono che la situazione stia sfuggendo di mano, mentre gli analisti prevedono che alla fine a destituire lo zar saranno proprio gli oligarchi, ovvero i maganti arricchitisi all'indomani della caduta dell'Urss con patrimoni immensi in molte parti del mondo, tra cui Europa e Usa. Ma è chiaro che resta da capire se la popolazione russa appoggi o meno la guerra in Ucraina. 

Il Centro Levada, istituto indipendente con sede a Mosca, ha rilevato che solo il 45 per cento della popolazione sarebbe a favore dell'attacco armato. Uno su due sarebbe cioè contrario come è plausibile che lo sia anche parte del governo. Non c'è notizia di dichiarazioni pubbliche o prese di distanza ufficiali intorno a questa circostanza, ma secondo l'analista Liik "la visione dei membri del Consiglio di Sicurezza russo, interrogati da Putin in diretta tivù, che cercano affannosamente di trovare le parole per compiacerlo, rivela il disagio dei suoi più stretti collaboratori". 

La stessa legge approvata dalla Duma, che prevede fino a 15 anni di carcere per chi diffonde notizie "diverse da quelle ufficiali", dimostra l'insicurezza del governo verso l'appoggio dell'opinione pubblica alla causa della guerra. Una corretta e veritiera informazione potrebbe minare l'appoggio alla causa? Si sa che la propaganda è lo snodo necessario per avere se non l'appoggio almeno la non opposizione alla guerra. E in questi casi dare una visione vittoriosa delle attività belliche è fondamentale. La proibizione dei funerali dei soldati morti, decisa da Putin ieri, va in questo senso.

La mano che potrebbe far cadere Putin

Finora le manifestazioni di piazza a Mosca e a San Pietroburgo dei giovani contro la guerra sono state represse duramente quando ancora erano presenti le Tv straniere. Non certo un punto a favore per la popolarità di Putin. La domanda resta aperta: le manifestazioni di piazza potrebbero diventare strumento d'appoggio per un golpe? In verità allo stato attuale resta un pensiero azzardato, in virtù del fatto che lo "zar" vive blindato, si fida di pochissime persone fedelissime - dicono i bene informati - e resta circondato dai 400mila uomini della Guardia Nazionale della Federazione Russa, la "Rosgvardiya", che dal 2016 vigila attentamente su di lui e sul suo potere. 

Da più parti però si parla di un rovesciamento dall'interno. Si cita Sergey Shoygu, attuale ministro della Difesa e ai vertici per quasi tutti i vent'anni del potere di Putin, dato come l'uomo a lui più vicino. Oggi sembrerebbe aver preso le distanze e, secondo una indiscrezione proveniente da fonti diplomatiche degli Stati Uniti - ripresa da Marco Di Fonzo di SkyTg24 su Twitter - sarebbe certa la sua mano armata contro il Cremlino. Tanto che, sostengono ancora le fonti, "sarebbe pronto per lui un processo per alto tradimento". Ma si sa: se la "voce dal sen fuggita" arriva fino alle nostre latitudini, significa che con ogni probabilità l'azione golpista è già bruciata.