Kiev: "Stop ai combattimenti a Mariupol", la città è caduta. Mosca: "Azovstal è totalmente nelle nostre mani"

Il ministero della Difesa di Mosca ha anche comunicato "la fine dell'operazione e la completa liberazione dell'acciaieria Azovstal dai militanti ucraini". Zelensky: "Donbass è un inferno"

TiscaliNews

L'Azovstal è caduta. Dopo 86 giorni di resistenza che hanno segnato le sorti e l'immaginario della guerra, l'acciaieria simbolo della difesa di Mariupol e dell'Ucraina non è più un bunker inespugnato. L'impianto è "totalmente sotto il controllo delle forze armate russe", ha annunciato in serata la Difesa di Mosca, dopo che il ministro Serghei Shoigu ha comunicato al presidente Vladimir Putin "la fine dell'operazione e la completa liberazione" della fonderia.

La resa

In meno di 100 ore dall'inizio delle evacuazioni, un totale di 2.439 combattenti ucraini si è arreso consegnandosi al nemico, come ordinato del resto dallo Stato maggiore di Kiev visto che era "impossibile sbloccare" lo stallo "con mezzi militari", ha spiegato il presidente Volodymyr Zelensky. Il boccone amarissimo della sconfitta alla fine hanno dovuto ingoiarlo anche gli irriducibili comandanti del reggimento Azov e delle altre truppe asserragliate nei cunicoli, che hanno cercato di restare fino all'ultimo momento possibile. Una resistenza strenua che ha permesso all'esercito di riorganizzarsi e ricevere le armi occidentali e "passerà alla storia come le Termopili del XXI secolo", come l'ha elogiata il negoziatore ucraino Mykhailo Podolyak.

Arrendersi per salvarsi

"Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città di Mariupol", ha detto nel suo ultimo video il comandante di Azov, Denis Prokopenko, che lunedì aveva dato il via libera alle uscite dei suoi commilitoni dopo il primo diktat sulla resa giunto da Kiev. Infine, anche lui e gli altri capi che per settimane sono stati il volto della resistenza - in testa il suo vice Sviatoslav 'Kalina' Palamar e il comandante della 36/ma brigata dei marines, il maggiore Serhiy Volyna - hanno dovuto cedere.

Il video russo della resa e i negoziati

Mosca in serata ha diffuso il video della loro resa, sostenendo che Prokopenko è stato portato via "con un veicolo blindato speciale" verso i territori controllati dalla Russia. Adesso, per Kiev sarà l'ora delle trattative per tentare uno scambio di prigionieri con Mosca, da condurre anche con la mediazione internazionale, ha spiegato Zelensky, citando il contributo di Turchia, Svizzera, Israele e Francia. Anche se, ha ammesso Podolyak, si tratta di colloqui "molto difficili e molto fragili".

Il Donbass è un inferno

La fine dell'epopea di Azovstal giunge mentre l'offensiva vive una nuova drammatica accelerazione nell'est dell'Ucraina. "E' l'inferno, e non è un'esagerazione. Il Donbass è completamente distrutto". E "tutto questo non ha e non può avere nessuna spiegazione militare per la Russia", ha denunciato Zelensky. I bombardamenti hanno preso di mira 54 insediamenti nelle regioni di Donetsk e Lugansk, uccidendo almeno 20 civili, in "un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possibile", ha accusato il presidente. Tra le zone più duramente colpite dai nuovi raid c'è anche l'oblast di Chernihiv, dove è stato preso di mira il villaggio di Desna, provocando "molti morti", ha accusato ancora Zelensky. A Severodonetsk, nel Lugansk, il governatore Serhiy Gaidai ha denunciato che i russi "hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno 3 residenti sono stati uccisi". Nell'istituto si rifugiavano più di 200 persone, tra cui molti bambini.

Macerie ovunque

In tutto il Donbass, gli attacchi aerei e con colpi di mortaio hanno distrutto o danneggiato 105 edifici residenziali e altri 15 obiettivi civili, tra cui un ospedale, un dormitorio, un centro sportivo, un centro commerciale, gli edifici di una banca e un gasdotto. Terra bruciata per favorire l'avanzata delle truppe di Mosca e delle milizie filorusse, che secondo il ministro della Difesa Serghei Shoigu "continuano a espandere il loro controllo sui territori del Donbass. La liberazione della Repubblica Popolare di Lugansk - ha previsto - si sta avvicinando alla fine". Il prezzo del tentativo di conquista, ha denunciato ancora Kiev, è la devastazione di centri come Rubizhne, che è stata "completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri". Una città che condivide ormai il "destino di Mariupol", dove i russi hanno intanto completato la rimozione delle macerie del Teatro d'arte drammatica bombardato a marzo, portandosi via secondo gli ucraini centinaia di corpi e gettandoli nella fossa comune di Mangush. "Ora - ha denunciato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko - non sapremo mai quanti civili di Mariupol siano stati effettivamente uccisi".

"Falliti cyberattacchi contro la Russia"

"La cyber aggressione contro la Russia è sostanzialmente fallita, proprio come gli attacchi delle sanzioni in generale", perché "eravamo preparati". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass, parlando al Consiglio di sicurezza nazionale. "I cyberattacchi contro la Russia provengono da diversi Paesi, sono strettamente coordinati e di fatto sono azioni delle agenzie degli Stati", ha aggiunto Putin, affermando che il loro "numero è cresciuto notevolmente dall'inizio dell'operazione speciale in Ucraina". "In Russia sarà vietato utilizzare sistemi stranieri per la protezione delle informazioni a partire dal 2025", ha aggiunto Putin. Alla luce di questo divieto, "è necessario implementare le vostre tecnologie il più velocemente possibile", ha spiegato il leader del Cremlino, rivolgendosi ai membri del Consiglio di sicurezza. "Il coordinamento del lavoro di tutte le entità incaricate di assicurare la sicurezza delle informazioni nelle infrastrutture critiche deve essere delineato a livello strategico", ha aggiunto.

Persi molti piloti elicotteri per aiuti ad Azovstal

 "I piloti di elicotteri (ucraini) per molte settimane" hanno volato verso l'acciaieria Azovstal di Mariupol per portare acqua, cibo e medicine alle persone bloccate all'interno, pur "sapendo che il 90% di loro non tornava. Abbiamo perso molti piloti", ha detto ancora Zelensky, citato da Ukrinform.

I difensori di Azovstal hanno ordine di smettere di combattere

Lo annuncia in un videomessaggio il comandante del battaglione Azov Denys Prokopenko ancora nell'acciaieria dopo che, secondo Mosca, circa in duemila si sono arresi. "Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città" di Mariupol, ha detto Prokopenko. Il comandante del reggimento del reggimento Azov, Denis Prokopenko, è apparso in un nuovo video pubblicato su Telegram, secondo quanto riporta l'Ukrainska Pravda, in cui spiega che dall'acciaieria i civili e i feriti sono stati evacuati, mentre "il processo è in corso" per i combattenti morti. "86 giorni di difesa di Mariupol. Nonostante i pesanti combattimenti, abbiamo costantemente sottolineato tre condizioni per noi importanti: civili, feriti e morti. I civili sono stati evacuati.

"Rubizhne come Mariupol"

La città di Rubizhne, nella regione di Lugansk, condivide lo stesso "destino di Mariupol": "è stata completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri". Lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergi Gaidai, che su Telegram pubblica le immagini della città, con palazzi distrutti o rasi al suolo e croci di legno nei cortili. "Prima della guerra più di 60.000 persone vivevano qui e lavoravano", spiega Gaidai, assicurando che "la ricostruiremo quasi da zero".

 

Morto un atleta mentre combatteva 

Un altro atleta ucraino è morto mentre combatteva per il proprio paese. Si tratta di Oleg Lenyuk, vicecampione d'Europa e campione d'Ucraina nell'orienteering, morto mentre combatteva vicino a Kharkiv. Lo ha annunciato su Facebook la Federazione di Orienteering dell'Ucraina, secondo quanto riferisce Ukrinform. "Con grande tristezza e dolore nei nostri cuori, annunciamo che mentre difendeva la sua patria" dai russi, Lenyuk "è morto vicino a Kharkiv", spiega la Federazione. Lenyuk era originario di Bukovyna. "Secondo i suoi fratelli, era un combattente coscienzioso, un fratello onesto e affidabile", sottolinea la nota della Federazione, in cui si aggiunge che nello sport dell'orienteering era "un pluricampione dell'Ucraina e una medaglia d'argento del Campionato Europeo di Rogaine".

Invio aiuti Gb

La Gran Bretagna raddoppia l'invio di medicine e prodotti sanitari all'Ucraina mentre continua a infuriare la guerra con la Russia di Vladimir Putin. Secondo un comunicato diffuso dal governo di Boris Johnson, si tratta di 11 milioni di articoli, che vanno dai farmaci generici, come antibiotici e antidolorifici per curare malati e feriti, a dispositivi di protezione individuale e respiratori. Si stima che quasi 16 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria in Ucraina, in particolare nelle aree più colpite dagli attacchi russi. "Come uno dei maggiori donatori in ambito umanitario, la Gran Bretagna continuerà ad assistere coloro che resistono coraggiosamente alla vile aggressione di Putin fino a quando l'Ucraina non avrà successo", ha detto la ministra degli Esteri, Liz Truss. Mentre il titolare della Sanità, Sajid Javid, ha ringraziato l'Nhs, il servizio sanitario pubblico, per aver messo a disposizione il materiale medico da inviare all'Ucraina.

Usa manterranno 100.000 soldati in Europa

Intanto negli Stati Uniti si è deciso che sarà mantenuta una presenza di 100.000 militari in Europa di fronte alla minaccia rappresentata dalla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Lo riferiscono fonti del Pentagono alla Cnn. Prima della guerra, i soldati Usa sul fianco orientale della Nato erano circa 60.000.