Puigdemont è libero, ma dovrà presentarsi in Sardegna il 4 ottobre. "Spagna ridicola"

Per i giudici di Sassari l'arresto non è illegale, ma nessuna misura cautelare per l'ex presidente della Catalogna. Sánchez: "Deve mettersi a disposizione dei giudici"

(foto Twitter Carles Puigdemont @KRLS)
(foto Twitter Carles Puigdemont @KRLS)
TiscaliNews

Carles Puigdemont è libero, ma dovrà ripresentarsi in Sardegna il 4 ottobre 2021. Per la giudice della Corte d'Appello di Sassari, Plinia Azzena, l'arresto dell'ex presidente della Catalogna non è illegale. Tuttavia, accogliendo anche la richiesta in tal senso della procuratrice generale Gabriella Pintus, la giudice ha stabilito che non c'è motivo di applicare a carico di Puigdemont alcuna misura cautelare.

Puigdemont: "Spagna ridicola"

"La Spagna non perde mai l'occasione di mettersi in ridicolo", ha twittato l'ex presidente della Catalogna postando una foto della sua uscita dal carcere di Sassari. L'ex presidente catalano era stato arrestato il 23 settembre al suo arrivo all'aeroporto di Alghero dove si era recato per partecipare a una serie di incontri. Su Puigdemont gravava un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità spagnole per reati contro l'ordine e la sicurezza pubblica nazionale.

Caso chiuso per l'Italia il 4 ottobre?

Il 4 ottobre è la data della prima udienza fissata per decidere sulla richiesta di estradizione. Se il 4 ottobre Carles Puigdemont non si presenterà all'udienza davanti alla Corte di appello di Sassari e sarà accertato che non si trova nel nostro Paese, il caso dovrà concludersi per l'Italia con una pronuncia di non luogo a procedere. La procedura prevede infatti che in caso di assenza in aula, il giudice debba incaricare la polizia di verificare se Puigdemont si trovi in Italia. E se la ricerca dà esito negativo la strada obbligata è la chiusura del caso.

Sánchez: "Deve mettersi a disposizione dei giudici spagnoli"

Il Tribunale Supremo spagnolo ha inviato al tribunale sardo la richiesta di estradizione. Il giudice istruttore Pedro Llarena ha chiesto al rappresentante in Spagna di Eurojust di rimettere al tribunale italiano sia il mandato di cattura emesso il 14 ottobre 2019 che le questioni pregiudiziali poste al tribunale generale dell’Ue, specificando che il mandato di cattura "è attualmente in vigore". "È evidente che Carles Puigdemont deve presentarsi e mettersi a disposizione della giustizia", ha affermato il premier spagnolo Pedro Sánchez. Il socialista Sánchez, che ha rilasciato queste dichiarazioni alla stampa senza però ammettere domande dei cronisti, ha ricordato che quando Puigdemont "è sfuggito all'azione della giustizia" spagnola nel 2017 "c'era un altro governo" (quello di centrodestra di Rajoy). Il premier ha aggiunto che ora "il dialogo con la Catalogna è più necessario che mai" e reiterato il messaggio di Madrid sul fatto che il governo "rispetta" le decisioni delle autorità giudiziarie.

L'espatrio in Belgio per sottrarsi all'arresto

Il 30 ottobre 2017 Puigdemont era espatriato a Bruxelles per sottrarsi all'arresto dopo che la Procura di Madrid aveva accusato di ribellione l'intero esecutivo catalano in seguito al referendum del primo ottobre del 2017 sull’indipendenza di Barcellona. L'ex presidente si era rifiutato di tornare in patria per testimoniare e le autorità spagnole avevano emesso a suo carico un mandato d'arresto europeo che un mese dopo il Tribunale supremo aveva ritirato, consentendo così a Puigdemont di viaggiare per internazionalizzare la sua causa, senza però autorizzarne il rientro in Spagna.
A marzo del 2018 le autorità spagnole hanno emanato un nuovo mandato di arresto europeo nei confronti di Puigdemont, fermato in Germania mentre tenta di tornare in Belgio dalla Finlandia. Berlino lo rilascia, ma gli proibisce di lasciare il Paese. A luglio un tribunale locale in Germania si rifiuta di estradare l'ex leader con l'accusa di ribellione e ritira le misure che gravavano su di lui. Puigdemont torna in Belgio.

L'elezione al Parlamento europeo e lo scontro sull'immunità

Il 26 maggio 2019 è stato eletto parlamentare europeo ma non ha potuto recarsi a Madrid per ricevere l’investitura ufficiale, pena l’arresto. La Spagna non considera infatti il leader catalano un europarlamentare, quindi non ne riconosce l'immunità che invece gli è stata riconosciuta dall’assemblea di Strasburgo il 2 giugno del 2020. A marzo del 2021 il Parlamento europeo ha votato a favore della revoca dell'immunità di Puigdemont ed il 30 luglio del 2021 il Tribunale dell'Unione europea ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell'immunità parlamentare all'ex presidente della Catalogna e ai suoi ex ministri Toni Comín e Clara Ponsatí. "Non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole", sentenzia il Tribunale dell'Ue.