[La polemica] State impiccando le Ong e Medici Senza Frontiere perché salvano i migranti, ma è tutta colpa del patto scellerato che firmò l'Italia

Secondo questi nuovi teorici dell'umanitarismo le Ong devono salvare le vite, ma anche rispettare le regole

[La polemica] State impiccando le Ong e Medici Senza Frontiere perché salvano i migranti, ma è tutta colpa del patto scellerato che firmò l'Italia

Tutte le Ong indagate, quindi. Compresa Medicins Sans Frontieres. Non i pivellini di Juventa - una banda di ragazzi tedeschi idealisti impreparati, generosi e superficiali - ma una organizzazione presente in tutti i paesi del mondo, con tecnici preparati, strumentazione d'avanguardia, protocolli rigorosi. Tutti perfidi e cinici, nella vulgata di queste ore, potenziali amici degli scafisti, radical chic che per interessi oscuri girano per i mari intenti a favorire l'immigrazione clandestina e illegale, per sport ed eccentricità ideologica. La verità è che - a parte dettagli e irregolarità che sicuramente ci saranno e vanno perseguiti - questo quadro è falso, ed è figlio di una consapevole organizzazione propagandistica che serve ad occultare un dettaglio decisivo.

Gli errori degli ultimi due governi nel Mediterraneo

È il governo italiano in torto, sono gli ultimi due governi che nel Mediterraneo hanno fatto più pasticci di Bertoldo. Prima di tutto, per motivi che sarebbe interessante indagare, hanno sottoscritto un accordo folle - Triton - in base al quale tutti i rifugiati e i migranti devono essere sbarcati in Italia e solo in Italia. Un percorso iniziato con la ratifica del trattato di Dublino e concluso da questo pasticcio suicida: destinare il nostro paese, e solo il nostro paese ad accogliere chiunque traversi il mediterraneo. Questo patto scellerato è stato siglato - come hanno dato ad intendere le parole di Emma Bonino e le accuse del M5s - in cambio di una tolleranza sul rigore dei conti? Se fosse così sarebbe non meno, ma ancora più grave perché non si baratta l'interesse nazionale per nessun motivo al mondo. Dopo aver commesso questo primo tragico errore, levatore di rivolte, rabbia e protesta, l'Italia e i suoi ultimi due governi hanno costruito un percorso di gestione degli immigrati a dir poco demenziale. Chi arriva con le barche vuole - all'87% - transitare ed espatriare in altri paesi: questo è un dato verificato matematicamente che non contesta nessuno.

Noi facciamo i gendarmi per conto di Francia e Austria

I migranti si affollano alle frontiere di Francia e Austria. Noi facciamo i gendarmi per conto loro e a spese nostre: invece di tutelare i nostri interessi, organizziamo un demenziale servizio di "riaccompagnamento" al sud. Dalla frontiera di Ventimiglia, per dire, all'hotspot più vicino, che curiosamente è quello di Taranto: 1200 chilometri di tragitto. Questo gioco ci costa - pullman più scorta - 35mila euro a viaggio, per quaranta settimane l'anno: cifra minima stimata dalle stesse autorità, sette milioni di euro l'anno. Per niente . A cosa serve infatti questo riaccompagnamento a Taranto dei migranti che ci vengono consegnati dai francesi? A nulla: arrivano al centro, ottengono un ordine di rimpatrio immediato che purtroppo non si può attuare perché né l'Italia né i migranti hanno soldi per realizzarlo. L'ordinanza finisce nel cestino, l'immigrato fugge, torna a Ventimiglia. Da lì viene riaccompagnato a Taranto. Dopo un po' ritorna a Ventimiglia, viene di nuovo riaccompagnato, spesso tre-quarto volte, ma qualcuno addirittura trenta. Un ridicolo e dispendioso gioco dell'oca che a In Onda abbiamo documentato con immagini e testimonianze incontestabile. Se l'Italia e il suo governo, avessero un minimo di senso della realtà, dovrebbero immediatamente imporre all'Europa, con le buone o con le cattive, di rinegoziare le folli clausole di Triton. Invece accade il contrario: sono Francia e Austria che fanno la voce grossa con noi, e muovono le truppe - come è accaduto un mese fa al Brennero - per metterci paura. Così ecco la grande manovra diversiva. Trovare un nemico più debole di una Stato, o dell'Unione Europea, costruire un racconto tranquillizzante (e falso) e spostare l'attenzione da questa colossale figuraccia.

Le navi delle Ong sono arrivate perché i migranti morivano in mare

Ed eccoci arrivati alle ONG. La prima balla è quella del "taxi": serve dare l'idea che siano tutte al servizio degli scafisti, che se non ci fossero quelle navi umanitarie non partirebbe nessuno. Ovviamente non è vero, anzi il contrario. Le navi sono arrivate perché quando è finita la missione "Mare nostrum" gli immigrati non trovavano nessuno e morivano in mare. Qui bisogna riconoscere che le posizioni Para-leghiste, per quanto folli, sono più coerenti di quelle del cerchio magico Renziano. I primi, infatti, sostengono che sarebbe meglio evitare i soccorsi: qualche altro migliaio di disperati morirebbero in mare, ma almeno - dopo un po' di cadaveri "educativi" - gli scafisti si fermerebbero (altra balla: lo scafista fattura alla partenza, guadagna sia con i morti che con i vivi). Ma ovviamente non è vero nemmeno le teoria del disincentivo: alla fine di Mare nostrum sono morte in mare 1300 persone, e sono solo quelle censite (quindi un calcolo per difetto, perché chi finisce spolpato dai paci non ha l'accortezza di fare il check-in). Ma almeno questa posizione ha una logica: la trovo feroce, miserabile ma ce l'ha. Il bello è che nemmeno i leghista riescono a tenere questa posizione fino in fondo: messo alle strette Salvini è arrivato a dire - a In Onda - che lui in cambio della linea dura accetterebbe dei corridoi umanitari in Africa (cioè proprio quello che chiedono le ONG!). Un altro leghista di peso, Fedriga, ha sostenuto: "Non penso che i migranti non vadano soccorsi, solo che dopo il salvataggio dovrebbero essere riaccompagnati in Libia". Cioè nel paese che li tiene richiuso in dei centri-lager, dove gli uomini vengono torturati e le donne stuprate. Ma anche questa posizione, un senso lo ha: non ci frega nulla delle loro vite, basta che non vengano da noi. Piccolo dettaglio: se ti avvicini alle acque libiche con questo lodevole intento ti prendono a cannonate subito. E ti ritrovi in guerra con almeno tre governi libici.

"Aiutiamoli a casa loro", l'incomprensibile posizione di Renzi

Ma la posizione più incomprensibile è quella annunciata dal Pd con il libro di Matteo Renzi: "Aiutiamoli a casa loro". Detto da chi investe lo zero due del Pil nella cooperazione è fantastico. Secondo questi nuovi teorici dell'umanitarismo le ong devono salvare le vite, ma anche rispettare le regole. Regole che purtroppo in questo caos non esistono. Qui arriva l'idea geniale: costruire un codice con delle nuove regole - alcune delle quali sono di puro buonsenso, e già applicate da quasi tutti - ma cercando di fare in modo che alcune di queste siano inaccettabili per le Ong che le dovrebbero applicare. Un casus belli. Arriva così la norma degli agenti armati a bordo. A chi non conosce il mondo delle Ong sembra una norma di evidente buonsenso. E subito Appare losco chi non la accetta: così arriva la favola del "taxi", arrivano "gli amici degli scafisti", arrivano finalmente i "cattivi" con cui nascondere la nostra politica estera imbelle ed invertebrata, il senso del ridicolo per cui l'Italia prende schiaffi da tutti.

Alcune Ong non accettano la norma dei poliziotti armati

Ovviamente alcune di queste Ong non possono accettare la norma dei poliziotti armati perché operano da mezzo secolo, in mezzo a tutte le guerre in questo modo: altrimenti non sarebbero Ong. Medicins sans Frontieres - per esempio - ha accettato costi immani, umani ed economici per difendere la propria terzietà. Quando in Afghanistan gli americani bombardarono un suo ospedale, rifiutarono il risarcimento economico dei danni, malgrado persino gli afghani avessero spiegato che nella loro cultura il risarcimento è ammesso perché è considerato un riconoscimento della colpa. Sono state (anche) le nostre bombe a distruggere 70 ospedali costruiti per aiutarli "a casa loro". Ma pensate questo: sopra le ambulanze non ci sono poliziotti. Negli ospedali non ci sono poliziotti (a meno che non ci siamo prigionieri). Medici senza Frontiere, Emergency, e gli altri rischiano le loro vite, in privato, esponendosi al pericolo per difendere la loro "terzietà" fra le parti in conflitto. Basterebbe una foto su internet in Italia, per mettere a rischio questa posizione in tutto il mondo. Ad esempio nei teatri di guerra e di disperazione dove ogni giorno l'associazione opera. Medici senza frontiere, per effetto di questa campagna sta perdendo molto donatori, ma spiega - per bocca de suo presidente italiano Loris De Filippi: "Se vogliono obbligarci a firmare questa clausola o andarcene, ce ne andremo. Dopodiché passeremo ogni giorno a ricordare che i morti che ci saranno responsabilità del governo che ci impone questo vincolo".

Il governo non può fare la morale alle organizzazioni umanitarie

Si può amare o meno quello che fanno le organizzazioni umanitarie, ma non accettare che il governo che investe lo zero due per cento del proprio Pil e predica l'aiuto "a casa loro" si permetta di fare la morale a chi rischia la pelle ogni giorno sotto le bombe - tra le bombe degli jhiadisti, dei governativi e degli occidentali - mentre loro si fanno menare per i fondelli dalle diplomazie e dagli eurocrati, dai Paesi che rifiutano di accettare le loro quote e incassano i nostri soldi in forma di aiuto. Le organizzazioni umanitarie non sono nel mediterraneo a divertirsi: sono lì perché il governo italiano non c'è. Svolgono una funzione di supplenza perché le istituzioni hanno tagliato la corda per risparmiare. Se davvero il governo - come è legittimo - tiene a far rispettare le sue regole, mandi le sue navi: pagando i costi che questo comporta.