Il primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV, sei giorni tra Ankara, Istanbul, Nicea e Beirut
Un percorso denso di simboli, tradizioni e incontri ecumenici: il nuovo Pontefice inizia da qui il suo dialogo con il Mediterraneo
Il primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV segna subito la direzione del suo pontificato: dialogo, diplomazia religiosa, memoria storica e vicinanza ai popoli feriti. Non una meta comoda o protocollare, ma un itinerario che attraversa due Paesi cruciali del Mediterraneo, la Turchia e il Libano, territori dove convivono antiche ferite, tensioni contemporanee e comunità di fede che cercano, da secoli, un equilibrio difficile. Il Papa ha scelto di muovere i suoi primi passi in questo crocevia, riprendendo anche due desideri rimasti incompiuti di Papa Francesco: la presenza a Nicea per il 1700° anniversario del Primo Concilio e l’abbraccio al popolo libanese. È un viaggio “freddo” nei protocolli, ma caldissimo nei simboli, pensato per toccare luoghi identitari, istituzioni civili e religiose, comunità cristiane, e le ferite più profonde della regione.
27 novembre – Ankara e Istanbul: dalle istituzioni al dialogo religioso
La prima giornata inizia ad Ankara con la cerimonia di accoglienza. Nel primo pomeriggio Leone XIV si reca al Mausoleo di Atatürk, dove depone una ghirlanda e osserva un minuto di silenzio in memoria del fondatore della Turchia moderna. Firma poi il Libro d’Onore nella Torre Misak-ı Millî e visita il museo dedicato alla storia nazionale. Segue il trasferimento al palazzo presidenziale, dove avviene l’incontro privato con il presidente Recep Tayyip Erdogan e la presentazione della famiglia presidenziale.
Il pomeriggio prosegue alla Nation’s Library, con l’incontro con le autorità civili e il Corpo diplomatico. Dopo il colloquio presso la Presidenza degli Affari Religiosi, il Papa raggiunge l’aeroporto per trasferirsi a Istanbul, dove è accolto dalle autorità locali in serata.
28 novembre – Istanbul e Nicea: ecumenismo e memoria cristiana
La seconda giornata si apre nella cattedrale dello Spirito Santo, dove il Papa incontra vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali. Segue la visita alla casa per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri, occasione per un momento di vicinanza alla carità vissuta sul territorio. Nel primo pomeriggio Leone XIV incontra il rabbino capo della Turchia, quindi parte per Nicea, luogo centrale della storia della Chiesa. Qui il Patriarca Bartolomeo lo accoglie per una preghiera ecumenica vicino agli scavi dell’antica Basilica di San Neofito, dove si svolse il Primo Concilio di Nicea nel 325.
29 novembre – Moschea Blu, incontri ecumenici e messa per 4mila fedeli
La giornata inizia nella celebre Moschea Blu, dove il Papa è accolto dal presidente degli Affari Religiosi per un momento di preghiera silenziosa. Si sposta poi alla Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, per un incontro privato con i rappresentanti delle Chiese cristiane presenti nel Paese. Segue una tappa alla delegazione apostolica e l’arrivo alla chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar, dove è previsto il canto di lode e l’incontro con le delegazioni.
Il pomeriggio culmina alla Wolkswagen Arena, dove Papa Leone celebra una messa partecipata da oltre 4mila fedeli, una delle più numerose celebrazioni cattoliche in Turchia degli ultimi anni.
30 novembre – Arrivo in Libano: liturgie, incontri istituzionali e memoria armena
Il Papa raggiunge Beirut nel pomeriggio, accolto dalle principali autorità civili e dal patriarca maronita. La tappa iniziale è la cattedrale armena, dove avviene un momento di preghiera e l’inaugurazione di una targa commemorativa. Segue la partecipazione alla Divina Liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio, presieduta dal Patriarca. A fine celebrazione Leone XIV pronuncia un discorso e impartisce la benedizione ecumenica. Il Papa conclude la giornata con il pranzo fraterno insieme al Patriarca Bartolomeo.
1 dicembre – San Charbel, Harissa e la “Città della Pace”
La quarta tappa libanese comincia al Monastero di San Maroun ad Annaya, dove Leone XIV prega sulla tomba di San Charbel Maklūf. È uno dei momenti più spiritualmente densi del viaggio. Segue la visita al Santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa, simbolo per cristiani e musulmani. Qui il Papa benedice la prima pietra della futura Città della Pace di Tele Lumiére e Noursat. Nel pomeriggio incontra patriarchi e giovani al Patriarcato di Antiochia dei Maroniti, prima del colloquio privato con le comunità musulmane e druse.
2 dicembre – Ospedale de la Croix e il porto di Beirut: le ferite ancora aperte
L’ultima giornata è dedicata a due luoghi emblematici della sofferenza libanese. Prima la visita all’ospedale de la Croix, tra i più importanti del Medio Oriente per l’assistenza ai disabili mentali. Poi il trasferimento al porto di Beirut, teatro della duplice esplosione del 4 agosto 2020: oltre 200 vittime, migliaia di feriti, 300mila sfollati. Qui il Papa incontra alcune famiglie colpite dalla tragedia. La messa conclusiva chiude il pellegrinaggio, prima del rientro a Roma.


















