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[Il punto] Macron firma contratti per miliardi con Xi Jinping. Ma non era un “rivale sistemico”?

Intese commerciali e maxi-commessa da 30 miliardi per 300 Airbus con la Cina. Prima però l’Eliseo se l'è presa con l’Italia per aver imboccato la Via della seta. Ora parla di "partnership strategica" con il Paese orientale. Intanto il Commissario tedesco Oettinger si permette di parlare di veto sul Memorandum italiano

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Juncker, Xi Jinping, Macron e Merkel (Ansa)
Juncker, Xi Jinping, Macron e Merkel (Ansa)

Ma il presidente della Francia Emmanuel Macron non sosteneva fino a qualche giorno fa che la Cina è “un rivale sistemico”? Allora perché adesso che Xi Jinping atterra a Parigi con il suo numeroso seguito e i suoi contratti miliardari cambia opinione?

Quando l’Italia annunciava di voler imboccare la Via della seta il leader francese stava in prima linea, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, per sollevare allarmi d’ogni tipo e dispensare consigli di cautela rispetto ad accordi italo-cinesi. Come mai adesso presenta Pechino come un “partner strategico” di Parigi?

Gli accordi commerciali

Dicono siano 14 gli accordi commerciali maturati tra Francia e Cina, dopo la giusta accoglienza riservata al presidente Xi con cerimonia ufficiale all’Arc de Triomphe  e incontro con tutti gli onori all’Eliseo. Secondo Haffington Post che si occupa dell'argomento sarebbero passati alla firma dei due leader di Francia e Cina accordi per “molti miliardi di euro” in vari settori: dal settore nucleare all’aeronautico, da quello navale all’ambiente, all'energia e alla ricerca spaziale, senza tralasciare l’arte e la cultura. Si parla per esempio di una intesa per la fornitura di dieci navi portacontainer del valore di 1,2 miliardi di euro.

Ma soprattutto c'è in ballo – si sussurra – la maxi commessa di oltre 30 miliardi di euro per la vendita alla China Aviation Supplies Holding Company (società di stato cinese) di 300 Airbus, 290 A320 e dieci A350, dell'omonimo consorzio aeronautico franco-tedesco e (in parte meno rilevante) spagnolo.

Perchè l'allarmismo precedente?

Inevitabile chiedersi perché le intese relative alla cosiddetta Via della seta (20 miliardi in gioco) in salsa italica facessero tanto urlare allo sdegno, quasi al tradimento, mentre  ora gli accordi dei francesi con la Cina, improntati all’allestimento di una via commerciale preferenziale, con la conseguenza di decine di miliardi indirizzati verso le casse d’Oltralpe, diventano una cosa scontata.

Il presidente cinese Xi Jinping con il premier italiano Conte (Ansa)

Secondo i programmi predisposti da Parigi la visita sotto la Tour Eiffel di Xi Jinping si chiuderà con una grande cena di Gala all’Eliseo. Previsti 200 ospiti ultra selezionati. La 'crème de la crème', come si dice da quelle parti. Industriali, politici, attori, vip che più vip non si può. Sbarcano in terra francese anche la leader tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. E non è un caso.

Il ruolo di Francia e Germania

A Parigi, con Merkel e Juncker, è probabile si cominci a snocciolare più di una delle tematiche da affrontare nel summit previsto il 9 aprile tra Ue e Cina. Un modo questo di sancire ancora una volta che la guida di questa Europa è essenzialmente franco-tedesca? Lo si voglia o no è evidente quanto Francia e Germania stiano andando avanti per realizzare una Unione caratterizzata dal loro marchio, organizzando allo scopo perfino una assemblea franco-tedesca con 50 deputati per parte che dovrebbero riunirsi almeno 2 volte all’anno, alternativamente, a Parigi e Berlino.

Xi salutato da Juncker, Macron e Merkel (Ansa)

Il rapporto tra Francia e Cina si muove del resto su un terreno dove si delineano interessi imponenti, spesso al centro delle mire di altri Paesi della Ue, e forse per questo si assiste a dichiarazioni di vari capi di Stato che suonano talvolta come avvertimenti interessati. Basti pensare - come fa notare HP – che proprio mentre Macron firmava contratti con Xi il commissario tedesco Gunther Oettinger parlava della possibilità di porre il veto in Ue sul memorandum siglato tra Roma e Pechino. Nonostante il nostro Paese abbia ben sottolineato che quel documento non va considerato “giuridicamente vincolante e si inserisce comunque in un quadro di regole europee".

I contratti fanno gola a molti

Eppure si insiste nel sottolinea che certe decisioni potrebbero andare contro gli interessi della Unione. La verità è che si parla di accordi commerciali che fanno gola a molti. Come destano fastidio particolare gli interventi della potenza cinese nei porti di Genova e Trieste. Non per nulla all'intervento di Pechino guarderebbero con particolare attenzione anche i porti di Rotterdam, Amburgo e Anversa.

Così ognuno, nonostante gli enunciati, tende la mano con evidente interesse al Dragone e si dimentica degli aut aut lanciati quando si muovono altri aderenti alla Ue. Macron sottolinea così che la visita dei cinesi porterà a collaborare per “investimenti comuni nei Paesi attraversati dalla nuova Via della Seta” e a progetti pilota. Inoltre – afferma l’inquilino dell’Eliseo - “rafforzerà la nostra partnership strategica e affermerà il ruolo della Francia, dell'Europa e della Cina a favore di un multilateralismo forte". Dove però – a dire il vero – la Francia (e la Germania) si sforzano di avere un ruolo di primo piano.

 

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
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