Progetto Pegasus, ecco chi sarebbero i capi di stato e di governo spiati

Nella lista anche Macron. Ci sarebberoro inoltre il presidente dell'Iraq Barham Salih e quello del Sud Africa Cyril Ramaphosa, il primo ministro del Pakistan Imran Khan, quello dell'Egitto Mostafa Madbouly e quello del Marocco Saad-Eddine El Othmani. Lo riporta il Washington Post

Pegasus, anche Macron sarebbe stato spiato (Foto Ansa)
Pegasus, anche Macron sarebbe stato spiato (Foto Ansa)
TiscaliNews

C'è anche il presidente francese Emmanuel Macron nella lista dei capi di stato e di governo e degli ex leder che potrebbero essere stati spiati nell'ambito del progetto Pegasus. Lo riporta il Washington Post.

La lista

Nella lista tre presidenti e tre capi di governo in carica, sette ex premier e il re del Marocco. Oltre a Macron nella lista sono presenti il presidente dell'Iraq Barham Salih, il presidente del Sud Africa Cyril Ramaphosa, il primo ministro del Pakistan Imran Khan, quello dell'Egitto Mostafa Madbouly e quello del Marocco Saad-Eddine El Othmani. Presenti poi sette ex primi ministri, tra cui quello del Libano Saad Hariri, quello dell'Uganda Ruhakana Rugunda e quello del Belgio Charles Michel, attuale presidente del Consiglio europeo. Infine, anche il re del Marocco Mohammed VI.

Eliseo: sarebbe gravissimo

Eliseo, gravissimo se Macron fosse stato spiato - "Se i fatti dovessero essere confermati, sarebbe ovviamente molto grave": lo scrive l'Eliseo confermando le indiscrezioni sullo spionaggio ai danni del presidente Emmanuel Macron nell'ambito del caso Pegasus.

Ue avvia verifiche su software spionaggio giornalisti

"Il commissario Breton chiederà ai servizi della dg Connect di lavorare" sulla vicenda dello spionaggio dei giornalisti col software Pegasus. Lo annuncia il commissario alla Giustizia Ue, Didier Reynders, che incalzato dalle domande sulla voce di un'indagine di Bruxelles sulla vicenda, ha spiegato che il tema è stato trattato dal collegio dei commissari. "Stiamo iniziando a raccogliere informazioni per capire quale sia il possibile utilizzo dell'applicazione. Ma useremo più fonti, da quelle giudiziarie alle autorità sulla protezione dei dati, per verificare la solidità dell'informazione. Se vera, sarebbe inaccettabile".