Papa: cercare eterna giovinezza e potere assoluto è delirante

Papa: cercare eterna giovinezza e potere assoluto è delirante
di Askanews

Roma, 10 ago. (askanews) - Volere l'eterna giovinezza, il benessere illimitato, il potere assoluto, non è solo impossibile, è delirante: lo ha dichiarato Papa Francesco durante l'udienza generale, uno degli ultimi appuntamenti incentrato sul tema della vecchiaia."La nostra vita non è fatta per chiudersi su sé stessa, in una immaginaria perfezione terrena: è destinata ad andare oltre, attraverso il passaggio della morte. Infatti, il nostro luogo stabile, il nostro punto d'arrivo non è qui, è accanto al Signore, dove Egli dimora per sempre. Qui, sulla terra, si avvia il processo del nostro "noviziato": siamo apprendisti della vita, che - tra mille difficoltà - imparano ad apprezzare il dono di Dio, onorando la responsabilità di condividerlo e di farlo fruttificare per tutti. Il tempo della vita sulla terra è la grazia di questo passaggio. La sicumera di fermare il tempo - volere l'eterna giovinezza, il benessere illimitato, il potere assoluto - non è solo impossibile, è delirante. La nostra esistenza sulla terra è il tempo dell'iniziazione alla vita, che solo in Dio trova il compimento. Siamo imperfetti fin dall'inizio e rimaniamo imperfetti fino alla fine", ha affermato il Pontefice.L' Udienza Generale Catechesi del Santo Padre in lingua italiana Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue L'Udienza Generale di questa mattina si svolge alle ore 9.00 nell'Aula Paolo VI. Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo la catechesi sulla Vecchiaia, incentra la Sua meditazione sul tema: "Vado a prepararvi un posto". La vecchiaia, tempo proiettato al compimento. (Lettura: Gv 14,1-3). Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre indirizza particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti. L'Udienza Generale si conclude con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica. Catechesi del Santo Padre in lingua italiana Cari fratelli e sorelle, buongiorno! siamo ormai alle ultime catechesi dedicate alla vecchiaia. Oggi entriamo nell'intimità commovente del congedo di Gesù dai suoi, ampiamente riportato nel Vangelo di Giovanni. Il discorso di commiato inizia con parole di consolazione e di promessa: «Non sia turbato il vostro cuore» (14,1); «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (14,3). Poco prima, Gesù aveva detto a Pietro: tu «mi seguirai più tardi» (13,36), ricordandogli il passaggio attraverso la fragilità della sua fede. Il tempo della vita che rimane ai discepoli sarà, inevitabilmente, un passaggio attraverso la fragilità della testimonianza e attraverso le sfide della fraternità. Ma sarà anche un passaggio attraverso le entusiasmanti benedizioni della fede: «Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi» (14,12). Pensate che promessa è questa! Non so se ci pensiamo fino in fondo, se ci crediamo fino in fondo!