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Netanyahu dice no a Blinken ad un accordo per la fine della guerra

Hamas abbassi le sue richieste o Israele entrerà a Rafah'. Da giorni il premier israeliano ha ammassato mezzi e uomini al Confine Sud con la Striscia

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Manifestazione a Tel Aviv durante il colloquio tra Blinken e Netanyahu (Ansa)
Manifestazione a Tel Aviv durante il colloquio tra Blinken e Netanyahu (Ansa)

E'terminato a Gerusalemme il lungo incontro tra il premier Benyamin Netanyahu e il segretario di stato Usa Antony Blinken. Lo ha fatto sapere l'ufficio di Netanyahu. Secondo alcuni fonti Usa citate dai media, nel faccia a faccia Blinken ha ribadito l'opposizione dell'amministrazione di Joe Biden ad una operazione militare a Rafah, nel sud della Striscia. Il premier Benyamin Netanyahu ha detto al segretario di stato Usa Antony Blinken che non accetterà un accordo con Hamas che includa la fine della guerra. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid su Axios che cita fonti Usa e israeliane. Secondo Netanyahu - ha continuato - se Hamas non abbassa le sue richieste non ci sarà accordo e Israele entrerà a Gaza. 

Israele da giorni ha ammassato mezzi e uomini al confine della Striscia

L''accordo tra Israele e Hamas non arriva, la tregua a Gaza non si concretizza e l'attacco a Rafah, nel sud della Striscia, rimane nell'agenda del premier Benjamin Netanyahu: "L'operazione ci sarà, con accordo o senza accordo", dice il primo ministro, che non sembra considerare il pressing degli Stati Uniti e dell'Onu. Israele da giorni ha ammassato mezzi e uomini al confine della Striscia, con la possibilità di avviare l'offensiva in tempi brevi. Il piano di Netanyahu non sembra tener conto dell'ipotesi di intesa per la liberazione degli ostaggi, detenuti da Hamas dopo l'attacco del 7 ottobre 2023. L'ultima proposta elaborata al Cairo prevederebbe una tregua di 40 giorni, con la liberazione di circa 1000 detenuti palestinesi in cambio di un numero di ostaggi che, secondo il Times of Israel, oscilla tra 20 e 33 in base ai criteri utilizzati.

Gli Stati Uniti sono "determinati" a ottenere "ora" un accordo tra Israele e Hamas. Lo ha detto il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, da Tel Aviv, poco prima di iniziare i colloqui con la leadership di Israele. "Anche in questi tempi molto difficili siamo determinati a ottenere un cessate il fuoco che riporti a casa gli ostaggi - e a ottenerlo ora. E l'unica ragione per cui un accordo potrebbe non essere raggiunto è Hamas", ha detto Blinken incontrando il presidente israeliano, Isaac Herzog.

Onu contro offensiva a Rafah: "Intollerabile"

Un'eventuale operazione israeliana "sarebbe un'escalation intollerabile", che porterebbe "all'uccisione di migliaia di altri civili e costringerebbe centinaia di migliaia a fuggire", dice il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ricordando che "tutti i membri del Consiglio di sicurezza e molti altri governi hanno espresso la loro opposizione in modo chiaro a questa operazione". "Faccio appello a tutti quelli che hanno influenza su Israele - dice parlando con i giornalisti a New York - perché facciano tutto quanto in loro potere per impedire" l'operazione.

Guterres: subito l'accordo

"Per il bene del popolo di Gaza, degli ostaggi e delle loro famiglie in Israele, per il bene della regione e del mondo, incoraggio con forza il governo di Israele e la leadership di Hamas a raggiungere adesso un accordo", è l'appello di Guterres, convinto che senza un accordo "la guerra, con tutte le sue conseguenze a Gaza e nella regione, peggiorerà in maniera esponenziale".

Il segretario generale delle Nazioni Unite, intanto, ribadisce di aver chiesto che "investigatori internazionali indipendenti" abbiano "accesso immediato" ai luoghi in cui è stata denunciata la presenza di fosse comuni a Gaza "per stabilire le circostanze precise in cui centinaia di palestinesi hanno perso la vita, sono stati sepolti o sepolti nuovamente". "Le famiglie delle persone decedute e scomparse hanno il diritto di sapere cosa è accaduto", dice.

 

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