[Il caso] I barchini approdano, le Ong no: 501 migranti fermi in acque internazionali da 12 giorni. Molti sono bambini

L'appello del capitano della Viking: "Silenzio infame. Fate scendere almeno i bambini". Due navi ferme oltre i confini marittimi perché senza autorizzazione ad approdare. "Intervenga l'Europa"

Migranti sulla Open Arms
(Foto tratta dal profilo twitter di Open Arms)
di An. L.

Sono già 501 i migranti salvati da due navi di altrettante Ong ferme in acque internazionali senza la possibilità di ottenere un porto sicuro dove far scendere i naufraghi. Mentre altre piccole imbarcazioni in tutta tranquillità arrivano nelle coste dei Paesi di approdo come l'Italia del tutte indisturbate - e i migranti vengono accolti e inseriti nelle strutture a terra - le ong che salvano le persone nelle acque internazionali, vittime dell'ipocrita guerra innescata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, non ottengono un porto dove far approdare le persone ospitate sulle navi. L'evidenza della guerra paradossale alle Ong, trattate alla stregua dei trafficanti di esseri umani nella retorica (e nelle leggi) del quasi ex ministro dell'Interno leghista. 

"Fate scendere almeno i bambini"

Le Ong quindi non ottenogono il permesso di entrare né in acque italiane né maltesi. Il comandante della nave Ocean Viking della Open Arms, ferma oltre la linea di confine marittimo da 12 giorni con 151 migranti a bordo, ha lanciato ancora questa mattina un appello ai Paesi europei - ripreso da La Repubblica - perché diano una risposta immediata: mercoledì è previsto un inasprimento delle condizioni meteo con onde alte più di due metri. Il fondatore della Ong spagnola Oscar Camps ha spiegato che "sia Italia che Malta hanno negato alla Open Arms l'ingresso nelle loro acque territoriali per ripararsi". Nelle stesse condizioni versa la nave di Sos Mediterranèe e Msf: ferma in acque internazionali con un totale di 350 naufraghi a bordo.

Condizioni igienico-sanitarie al limite

Nei giorni scorsi anche star del cinema internazionale come Richard Gere e Antonio Banderas si erano recati sulle imbarcazioni per attirare l'attenzione sulla drammatica situazione di queste donne, uomini e bambini abbandonati in alto mare. La situazione però comincia a deteriorarsi. Mentre è in arrivo un veliero di Open Arms che porta rifornimenti, i rischi salgono di giorno in giorno e le condizioni igienico sanitarie sono già al limite. Il capitano Marc Reig denuncia "l'infame silenzio dell'Europa". Ieri il primo ufficiale a bordo ha sollecitato l'ambasciata di Spagna a Malta perché dia l'asilo almeno ai 31 minori presenti a bordo che hanno diritto a essere subito sbarcati e non possono essere respinti.

La rabbia della Ong spagnola corre su twitter: "Dodicesimo giorno, l'abbandono. Centocinquantuno persone invisibili stanno resistendo in coperta sull'Open Arms. Ma ogni giorno che passa è sempre più difficile". In questo gioco con la pelle delle persone sono molti i responsabili. L'Ue tace anche perché le due nazioni di appartenenza delle Ong, Spagna e Norvegia, non hanno avviato la richiesta all'Europa di redistribuzione. "LLa commissione europea ha detto che nessun Paese dell'Unione ha le ha chiesto di cominciare la procedura per lo sbarco dei migranti a bordo della nave umanitaria catalana Open Arms", ha scritto la Ong su twitter. Una situazione nella quale, con ogni evidenza, tutti si lavano le mani e volgono lo sguardo altrove.