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Coronavirus, nuovo record di morti. Conte chiudiamo aziende non strategiche. Aperti servizi essenziali

Le nuove misure restrittive annunciate dal premier Giuseppe Conte sono valide, a quanto si apprende, fino al 3 aprile. Il premier: "E' la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal secondo dopoguerra"

Stefano Loffredodi Stefano Loffredo   

I sindacati, i governatori del Nord e anche molti di quelli del Sud, il M55 e le opposizioni: è una giornata di vero e proprio assedio quella che precede la decisione della nuova serrata del premier Giuseppe Conte, che arriva solo in tarda serata dopo i dati della protezione civile che annuncia il nuovo record di morti. E lo fa quando mancano una manciata di minuti alle 23.30 attraverso una drammatica quanto insolita diretta su Facebook."La sospensione annunciata dal Presidente Conte delle attività produttive non essenziali fino al 3 Aprile è un sacrificio necessario per sconfiggere il COVID19 e salvare vite umane. Sosterremo i lavoratori e le imprese per far ripartire il Paese. Uniti ce la faremo". Lo scrive sui social il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

L'annuncio shock

E' un passo economicamente "doloroso", perché va a coinvolgere innanzitutto le fabbriche italiane, ad eccezione di quelle strategiche. Ma è un passo a cui il premier - dopo aver visto prima i sindacati e le imprese, poi i capi delegazioni - dà il suo placet, con l'obiettivo primario di rendere il più omogenei possibili gli interventi restrittivi in tutta la penisola. Quelle messe in atto sono "misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi", ha detto in una diretta facebook. C'è un tema, soprattutto, ad aver frenato Conte e i membri "economici" del governo: la tenuta dei conti pubblici. Ma alla fine il dado è tratto: la chiusura totale, sul modello lombardo, non ci sarà. Ma la serrata di tutte le aziende che non siano parte delle filiere legate ai beni di prima necessità c'è.

Chiudiamo aziende non strategiche 

""Abbiamo deciso di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali. Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell'epidemia", spiega Conte in diretta Facebook. "Lo Stato c'è, il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa.

Cosa resta aperto

"Continueranno a restare aperti tutti i supermercati, tutti i negozi di genere alimentari e di generi di prima necessità. Invito tutti a mantenere la massima calma", sottolinea il premier. "Aperte anche farmacie e parafarmacie e saranno assicurati i trasporti pubblici, prosegue.  Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari". Resteranno aperte anche le tabaccherie, le edicole, i benzinai e le testate televisive.  Le nuove misure restrittive entrano in vigore da lunedì 23 aprile e reteranno in vigore fino al 3 aprile.

Dati agghiaccianti

Le vittime hanno raggiunto il picco massimo, 793 (546 solo in Lombardia), portando il totale a 4.825. Sono complessivamente 42.681 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 53.578. Un'escalation che ha fatto salire la richiesta al Governo di Regioni, Comuni ed anche sindacati di attuare una chiusura totale. 

La stretta di Piemonte e Lombardia

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana emana in serata un'ordinanza per bloccare uffici pubblici, studi professionali, cantieri, attività all'aperto, con termoscanner anche nei supermercati "Le nostre autorità sanitarie - dice Fontana - ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare". Multe di 5000 euro in caso di assembramenti. Iniziativa analoga adottata anche dal presidente del Piemonte Alberto Cirio: "chiudiamo tutto quello che è possibile, in base ai poteri delle Regioni. Questa è la più grande emergenza dal dopoguerra". 

Bollettino di guerra

L'appuntamento con la conferenza stampa delle 18 alle Protezione civile è ormai diventato un bollettino di guerra. La linea di morti e positivi continua a salire. Fortunatamente aumentano anche i guariti (6.072, 943 più di ieri). Il virus è diffuso in tutte le regioni, Lombardia in testa (25mila i malati, quasi la metà del totale), mentre "i numeri al Sud - spiega il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli - sono ancora fronteggiabili. Si sta facendo una corsa contro il tempo e si lavora senza sosta e senza tregua".

Stare a casa

Per arrestare la diffusione del virus, la ricetta, puntualizza il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, è sempre quella del "distanziamento sociale. Non abbiamo ancora preso sufficientemente sul serio il pericolo". E per sperare in un vaccino, aggiunge, bisogna aspettare fine anno. Ancora mesi di battaglia, dunque, con Regioni e Comuni sulla linea del fuoco a chiedere di più, anche se Borrelli fa notare che quelle attuali sono "le misure massime che si potevano adottare. Dopodiché c'è la chiusura totale e mi domando come potremmo sostenerci se non usciamo a fare la spesa".

Le denunce

La regola principale resta quella di non uscire di casa, ma sono molti i trasgressori: i denunciati sono stati 10mila, il numero più alto dal'entrata in vigore dei divieti. Per loro la procura di Milano caldeggia il pugno di ferro: arresto fino a sei mesi ed ammenda, senza oblazione.

Medici e mascherine

Sul fronte sanitario sono arrivate quasi 8.000 risposte all'appello per creare una task force di 300 medici volontari da mandare nelle aree più colpite. "Grazie a tutti, eroi in camice bianco", ha detto Conte. Buone notizie anche sul fronte mascherine. La prossima settimana ne arriveranno 12 milioni dalla Cina. Saranno le prime dei lotti da 100 e 50 milioni stipulati dal Governo con la Byd e un'altra azienda privata cinese attraverso la mediazione della Farnesina.

Novità sui giochi

L'Agenzia per le Dogane e i Monopoli ha sospeso il Lotto e il Superenalotto. La decisione, riportata in una circolare, riguarda tutte le lotterie e le slot machines.

 

Stefano Loffredodi Stefano Loffredo   

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