La Nato festeggia 70 anni,ma a Londra i premier litigano. Incognita Italia

Dopo essere passato per le Forche Caudine della Camera sul caso del MES, ennesimo terremoto nel Governo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte atterrerà oggi a Londra. Lo attende una due giorni intensa

Bandiera Nato (Ansa)
Bandiera Nato (Ansa)

Dopo essere passato per le Forche Caudine della Camera sul caso del MES, ennesimo terremoto nel Governo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte atterrerà oggi a Londra. Lo attende una due giorni intensa: al Gove Hotel di Watford, sobborgo della capitale celebre solo per il club di calcio (peraltro di proprietà della famiglia Pozzo che è anche patron dell’Udinese, si riunisce la NATO.

Il 70esimo anniversario

Il summit cade per li 70esimo anniversario dell’Organizzazione per il Trattato del Nord Atlantico e sulla carta è occasione per celebrare il compleanno. Le 70 candeline, però, mostrano tutta la senilità del : nata come argine militare al blocco sovietico, nell’epoca della Guerra Fredda e dell’escalation nucleare, la Nato è anche sempre stata l’avamposto militare degli Usa in Europa, il luogo dove Washington esercitava la sua influenza sul Vecchio Continente, baluardo dell’anti-comunismo prima e punti di riferimento nel multi-lateralismo dopo. Ma l’Europa di oggi è divisa su tutto, ai partire dai padroni di casa: il Regno Unito è in piena marasma di Brexit. E la Nato non pare in cima all’agenda politica del paese, che peraltro ha un suo esercito molto indipendente dalla Ue (come dimostra la gara per il nuovo jet caccia di sesta generazione, dove Uk sta andando avanti da sola con un suo aereo indipendente mentre Francia e Germania stanno studiando un progetto diverso). Che la Regina non metta molta attenzione, ci sta: che i paesi Ue siano invece disinteressati alla Nato, che fa le funzioni di esercito comune non avendo Bruxelles mai messo in piedi una difesa comunitaria (cosa che invece servirebbe molto), è più serio. La constatazione è che Nato appare oggi un organismo obsoleto: il mondo dei due blocchi non esiste più e dunque anche l’esigenza di una Nato viene meno.

I giornali inglesi

I giornali inglesi, novelli aruspici, hanno letto in alcuni dettagli dell’evento, l’irrilevanza dell’evento: la scelta defilata di un sobborgo di Londra e il programma ridotto all’osso sarebbero i segnali della marginalità della Nato. Il Gove Hotel pare sia stato scelto da Boris Johnson per limitare le proteste anti-Trump che sarebbero state feroci in centro: Londra odia l’attuale presidente degli Stati Uniti. E lui non fa nemmeno niente per dimostrare che la Nato sia centrale: continua a puntare il dito sul tema della ripartizione dei costi; e non ha consultato l’Europa quando ha ritirato le truppe Usa dalla Siria, lasciando così il campo libero alla Turchia che ne ha approfittato per invadere il Curdistan siriano. E il premier Recep Erdogan è l’altro ospite sgradito del vertice.

La situazione

La fine della Nato è stata profetizzata già tante volte in passato e finora non è accaduta. Ma mai come oggi, i paesi fondanti dell’alleanza militare sono “l’un contro l’altro armati. Un deciso detrattore della Nato è Emmanuel Macron che vuole una Nato indipendente dove l’agenda non viene fissata da Trump che a sua volta non stravede per Macron. Allo stesso tempo la Germania e l’Est Europa sono arrabbiati con Macron. Il summit Nato rischia di diventare solo la vetrina delle tensioni internazionali tra i paesi alleati, invece che un momento di riflessione per pianificare la Nato del futuro, o capire se essa abbia ancora un senso. Insomma che si parli più dei litigi tra i vari capi di stato che dei problemi della Nato. Appena atterrato a Londra, Conte andrà al numero 10 di Downing Street  dove incontrerà Boris Johnson, il premier uscente in attesa delle elezioni (in UK si vota il 12 dicembre). Poi con gli altri capi di Stato sarà ricevuto dalla Regina, per poi cenare all’ambasciata italiana assieme a sua eccellenza e una ristretta rappresentanza della business community a Londra. Ma in una Nato che appare divisa al suo interno e obsoleta, il peso dell’Italia, visto dai media inglesi appare, purtroppo, minimo. Nel mondo monopolare di oggi, dominato dalla globalizzazione economica, ha ancora senso una “force de frappè”, una forza antagonista che faceva della deterrenza il suo potere; alla Guerra Fredda si sono sostituiti altri nemici, in particolare il terrorismo IsIamico che però non ha un “fronte” ma attacca dentro gli stessi paesi occidentali. Tre giorni prima del Summit, in occasione del rito consumista del Black Friday, un terrorista dell’Isis ha assalito i passanti a London Bridge, in pieno centro di Londra città, e due persone sono morte. Ecco la nuova Guerra Fredda. La Nato va ripensata.