[L'analisi] L'auto lanciata verso Marte e il fallimento in Terra: dai sogni alle lacrime la Tesla di Musk

A febbraio il primo lancio spaziale "privato" ha messo la macchina del marchio americano a volteggiare attorno al pianeta. Ma i conti sono disastrosi

Elon Musk in lacrime. A destra, la sua Tesla lanciata in orbita attorno alla Terra
Elon Musk in lacrime. A destra, la sua Tesla lanciata in orbita attorno alla Terra
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Tutti devono poter andare nello spazio, e tutti devono poter stare a bordo di auto elettriche che si guidano da sole. Il verbo di Elon Musk, l'imprenditore sudafricano tra i grandi protagonisti dell'economia targata Silicon Valley, è questo. Più nello specifico, tutti devono poter andare nello spazio pagando il loro viaggio a SpaceX, la divisione "galattica" di Musk, e quante più persone possibile devono poter viaggiare elettrico sulle loro auto, comprando le Tesla che produce. Una di queste dallo scorso 6 febbraio orbita attorno alla Terra, dopo essere stata portata fin lì dal razzo prodotto da Musk. Evento spettacolare che ha lasciato a bocca aperta il mondo in diretta tv. E con i conti seriamente compromessi Musk, tornato con i piedi per terra a confrontarsi con furberie commerciali, inchieste sulla sua auto che guidandosi da sola ha ucciso una persona e fondi finanziari pronti a scommettere che il marchio Tesla stia per sprofondare in un fallimento altrettanto spettacolare del lancio del Falcon Heavy. 

Senza soldi finiscono le visioni

Mentre la Tesla Roadster con il conducente-manichino a bordo si allontana dall'orbita terrestre avvicinandosi a quella marziana (in cui non entrerà mai, la rivedremo invece attorno al nostro mondo nel marzo del 2021, passerà a 45 milioni di chilometri da noi) Elon Musk ha missioni molto più urgenti da compiere qui sulla Terra. E in fretta. E' stato John Thompson, portavoce del fondo finanziario Vilas Capital Management, a far partire il conto alla rovescia per il fallimento del marchio automobilistico che ha sfidato i grandi gruppi con il progetto delle auto elettriche a guida autonoma. Thompson ha definito il bilancio di Tesla tra i peggiori mai visti e si è sbilanciato a dire che o produce finalmente utili o sparirà entro quattro mesi. E' il paradosso di diversi marchi della Silicon Valley: la loro visione entusiastica e dirompente che sfida l'esistente, eccita la Borsa e porta a vertiginose capitalizzazioni (Tesla valeva il doppio di Ford). Ma poi c'è la realtà, e la realtà dice che Musk nell'ultimo anno ha prodotto solo 100 mila auto, perdendo 2 miliardi, mentre il vecchio colosso fondato da Henry Ford più di un secolo fa ha messo sul mercato 6 milioni di veicoli e ha un attivo di 7,6 miliardi. Alla perdita contribuisce la sere di ribassi in borsa, con il titolo deprezzato fino al 20%. 

Le lacrime di un bambino ferito

Elon Musk punta tutto sul lancio della Model 3, alimentata dalla grande e costosa fabbrica di batterie Tesla inaugurata nel Nevada. Ma i malfunzionamenti negli impianti di produzione, i rallentamenti nelle catene di montaggio e l'inchiesta aperta dopo che una Tesla a guida autonoma del servizio Uber due settimane fa ha investito e ucciso una passante a Tempe, in Arizona, senza che il pilota a bordo potesse riprendere in tempo il controllo dei veicolo, hanno minato la fiducia degli investitori, di Wall Street e degli acquirenti esasperati dal ritardo nella consegna delle auto del futuro. Il guascone sudafricano che ha sfidato le brutte voci dichiarando la bancarotta in un esplicito pesce d'aprile, e che ha fatto fortuna con l'invenzione di PayPal assieme a Peter Thiel ed altri, di recente ha rivelato come la sua missione di migliorare la qualità della vita umana (facendoci sopra miliardi di dollari, se possibile) nasca anche dalla volontà di riscattare un'infanzia dolorosa. In una recente intervista al celebre programma televisivo 60 Minutes, un Elon in lacrime ha parlato del padre Errol, ingegnere che ha fatto fortuna con le miniere, come se fosse il diavolo: "E' una persona malvagia, ha commesso ogni genere di crimine. E' capace di pianificare accuratamente il male". Errol è diventato da poco padre, il bambino nasce dalla relazione con Jana, sorellastra di Elon Musk. E delle lacrime del figlio, genio della Silicon Valley ora in difficoltà, il genitore si limita a dire perfido: "Sono il prodotto di un ragazzo introverso, e viziato, che a scuola veniva bullizzato". Basterà la scritta Don't Panic sul cruscotto della Tesla Roadster che vortica in orbita a chiudergli la bocca?