[La storia] La mossa di WhatsApp per contrastare la diffusione delle fake news

La nota app di messaggistica e breve darà agli utenti la possibilità di fare ricerche sulla immagini ricevute per risalire alla fonte e valutare l’attendibilità

[La storia] La mossa di WhatsApp per contrastare la diffusione delle fake news

Nel 2016 l’Oxford English Dictionary ha eletto Post Verità la parola dell’anno. Da allora le cose non sono cambiate per niente. Anzi, forse sono anche peggiorate. Oggi più che mai l’opinione pubblica continua ad essere influenzata non solo dai fatti oggettivi ma anche dalle fake news che stimolano emozioni e convinzioni personali. Per contrastare il fenomeno WhatsApp introdurrà a breve una novità molto importante: dare agli utenti la possibilità di fare ricerche sulle immagini ricevute in modo da poter risalire alla fonte e valutarne l'attendibilità. La notizia della nuova funzionalità è stata data dal sito WABetaInfo che è riuscito a scovare una versione beta, cioè non definitiva, dell'applicazione.

Motore di ricerca dentro WhatsApp

Secondo quanto riferito da WABetaInfo nella nuova versione di WhatsApp sono presenti sia un motore di ricerca interno (che consente di fare ricerche sul web senza uscire dall’app), sia la possibilità di eseguire una ricerca per immagini, e cioè di inserire una foto nella barra di ricerca in cui normalmente si scrivono le parole chiave per trovare ciò che ci interessa nel mare magnum della rete. In pratica, se l'utente riceve un'immagine, può caricarla su Google e vedere, tra i risultati della ricerca, in quali pagine web è stata pubblicata in passato.

Limite su invi simultanei di messaggi

La nuova funzione, più che contrastare direttamente le notizie false, darà in mano agli utenti uno strumento per controllare le notizie che ricevono in chat. Per mettere in guardia le persone, WhatsApp già da mesi segnala quando un messaggio che si riceve non è stato scritto da chi lo manda, bensì inoltrato, e ha limitato il numero di persone a cui si può inviare simultaneamente lo stesso messaggio, così da contenere la propagazione delle bufale.