Era di "origini italiane" l'uomo ucciso da un terrorista somalo a Melbourne

Si chiamava Sisto Malaspina ed era il proprietario di un noto locale della città australiana. Il messaggio in italiano di Russell Crowe: "Il mio cuore si spezza"

Era di 'origini italiane' l'uomo ucciso da un terrorista somalo a Melbourne
TiscaliNews

Si chiamava Sisto Malaspina ed era di "origini italiane" l'uomo accoltellato a morte a Melbourne nell'attacco di un terrorista islamico. L'uomo di origine somala è stato ucciso dalla polizia della seconda città dell'Australia e l'attentato è stato rivendicato dall'Isis. La vittima, scrive come riporatato dal quotidiano australiano Herald Sun, aveva 74 anni ed era comproprietario insieme al suo socio Nino Pangrazio del "Pellegrini's Espresso Bar", un noto locale che si trova sulla Bourke Street.

La Farnesina: "La vittima aveva origini italiane"

Il Consolato generale a Melbourne ha seguito il caso", commentano fonti del ministero degli Esteri. L'unità di crisi della Farnesina, "in stretto contatto con le autorità locali e svolgendo le necessarie verifiche, ha confermato che la vittima aveva origini italiane". Malaspina era cittadino australiano naturalizzato ed era arrivato in Australia all'età di 18 anni.

Il messaggio in italiano di Russell Crowe

La stampa australiana ha ricordato la figura dell' "hardworking Italian immigrant". Tra i tanti messaggi d'affetto per Malaspina c'è anche quello di Russell Crowe. Il celebre attore e regista neozelandese, vincitore del premio Oscar nel 2001, ha scritto in italiano su Twitter: "Sisto, il mio cuore si spezza ...". Il "Gladiatore" ha ricordato di aver frequentato il Pellegrini dal 1987. "Il mio caro amico è stato accoltellato in strada da un folle", ha scritto in inglese. Poi la fine del "tweet" ancora in italiano: "Cosí triste".

Si è trattato di un "atto terroristico"

Le autorità australiane trattano l'attacco come "atto terroristico". Il somalo è arrivato con un pick-up, gli ha dato fuoco fra i passanti, e poi armato di coltello si è lanciato fra i passanti al grido di "Allah Akbar". Ha inseguito le sue vittime una per una: ha colpito tre persone, lasciandone una senza vita, nell'ora di punta dello shopping. Su quel che resta del furgone sono state trovate diverse bombole a gas, subito disinnescate. Non un arsenale, ma il sospetto che l'attacco fosse pianificato, sebbene non in maniera particolarmente articolata, stando alle informazioni fino ad ora diffuse. Ma sufficienti a far bollare l'attacco come 'terrorismo' dalle forze di sicurezza.

Il somalo era noto alle agenzie anti-terrorismo australiane 

Secondo il tabloid britannico Daily Mail, l'attentatore somalo era noto alle agenzie anti-terrorismo australiane a livello statale e nazionale e avrebbe avuto legami con gruppi estremisti nordafricani. L'origine somala è stata confermata anche dai vertici della Polizia locale, che è rimasta però più vaga circa le ragioni per cui già in passato l'aggressore aveva attirato l'attenzione delle autorità: "E' noto alla Polizia principalmente in relazione ad alcuni parenti che sono di certo persone di interesse per noi", ha detto il commissario della Polizia statale di Victoria, Graham Ashton, facendo anche riferimento all'intelligence a livello federale. Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha condannato l'"attacco vile e malvagio" sottolineando poi con fermezza che "gli australiano non si lasceranno intimidire da questi orridi attacchi e continueremo ad andare avanti con le nostre vite, godendo delle libertà che i terroristi detestano".