L'Onu toglie la marijuana dall'elenco delle droghe pericolose: nuove opportunità per la cannabis terapeutica

Era inclusa in un elenco che comprende anche cocaina ed eroina. Per la decisione, seguita a una raccomandazione dell'Oms, anche l'Italia ha votato a favore. In Europa contraria solo l'Ungheria

L'Onu toglie la marijuana dall'elenco delle droghe pericolose: nuove opportunità per la cannabis terapeutica
TiscaliNews

La marijuana non è più contenuta nella lista delle droghe più pericolose del mondo. La commissione per gli stupefacenti dell'Onu ha infatti votato per rimuovere la cannabis a scopo medico dalla Tabella IV della Convenzione Unica del 1961, nella quale si trovava in compagnia, tra le altre, di eroina e cocaina. Secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, la Commission for Narcotic Drugs, che ha sede a Vienna e comprende 53 stati membri, ha preso in considerazione una serie di raccomandazioni dell'Oms, tra cui quella di ridimensionare la classificazione della marijuana. 

Si apre la strada per la cannabis terapeutica

Si tratta di una decisione attesa da tempo, che potrebbe aprire la strada ad un'espansione della ricerca sulla marijuana e sul suo uso terapeutico. Dei 53 Stati quasi tutti quelli appartenenti all'Unione europea (ad eccezione dell'Ungheria) e alle Americhe hanno votato a favore, compresa l'Italia, raggiungendo la maggioranza di un solo voto, a quota 27. Gran parte dei Paesi asiatici e africani hanno votato contro la decisione. Gli esperti dicono che la decisione non avrà come ovvio un impatto immediato sull'allentamento dei controlli internazionali, perché i governi avranno ancora giurisdizione su come classificare la cannabis. Molti Paesi, però, considerano le convenzioni globali come guida, e il riconoscimento dell'Onu è una vittoria simbolica per i sostenitori del cambiamento della politica sulle droghe.

Dai dati raccolti dall'Onu emerge che il primo Paese al mondo per consumo di cannabis è l'Islanda (18,3% della popolazione), seguita dagli Stati Uniti (16,3%) e Nigeria (14,3%). L'Italia si piazza al dodicesimo posto, insieme alla Spagna, con il 9,2%, i Paesi Bassi al ventesimo posto con l'8%, mentre al trentesimo e ultimo posto della classifica troviamo la Sierra Leone con 5,4%.

La decisione dell'Onu è importante perché apre la strada alla ricerca sulle proprietà medicamentose e terrapeutiche della marijuana. Moltissimi studi scientifici sostengono infatti gli effetti benefici nella cura di malattie come il morbo di Parkinson, la sclerosi, l'epilessia, il dolore cronico e il cancro.

Della Vedova: l'Italia si adegui

Si tratta di "un passaggio politico internazionale rilevantissimo che dovrà portare a sdoganare completamente sul piano internazionale la cannabis terapeutica e a slegare la regolamentazione della cannabis per uso ricreativo da quella di altre sostanze", ha scritto su Facebook il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. "L'Italia colga l'indicazione dell'Onu e tolga definitivamente le restrizioni proibizioniste e vessatorie che ancora impediscono a migliaia di malati di utilizzare e coltivare ad uso terapeutico la cannabis. Più in generale - prosegue Della Vedova - mentre nel Nord America la
cannabis legale diventa la norma, portando più controlli sulle sostanze, facendo emergere nell'economia legale e tassata un business miliardario, in Europa solo il Lussemburgo sta superando il tabù proibizionista. Il punto non è più 'se' ma - conclude Della Vedova - 'quando' legalizzare".