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[Il punto] Macron copia l’Italia e lancia un Reddito universale contro la povertà. Somiglia al nostro reddito di cittadinanza

Il Capo dell’Eliseo vorrebbe introdurre un piano anti-povertà da 8 miliardi di euro. Il Revenu universel d'activité dovrebbe essere destinato a tutte le persone il cui reddito finirà sotto una certa soglia

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   
Il presidente francese Macron (Ansa)
Il presidente francese Macron (Ansa)

L’hanno accusato di essere il presidente dei ricchi e i gilet gialli protestano da tempo, con tenacia, contro le sue politiche. Fatto sta che adesso Emmanuel Macron parla di Reddito universale di attività, o meglio di Revenu universel d' activité (Rua) per i cittadini francesi. “Con un’apposita legge lo creeremo nel 2020 per permettere ad ognuno di vivere degnamente”, ha annunciato con enfasi. E a questo scopo ci sarà uno stanziamento di 8 miliardi di euro.

L’idea di Monsieur le Président è che ogni persona potrà usufruirne quando i suoi redditi finiranno sotto una certa soglia. Quando cioè si troverà a rischio povertà. Un lavoratore – per esempio – potrebbe prenderlo immediatamente nel momento in cui dovesse perdere il lavoro. Messo così il discorso porta a stimare in oltre 5 milioni le persone interessate nella Terra di Montesquieu e Robespierre.

Poveri in Francia

L'idea del presidente

Il provvedimento salito improvvisamente alla ribalta nei programmi del leader francese era già stato paventato l’anno scorso quale rimedio imprescindibile alla povertà di un buon dieci per cento dei cittadini d’Oltralpe. “Il reddito universale d’attività sarà uno strumento semplice, equo e trasparente – aveva spiegato il capo dell’Eliseo - Metteremo insieme il maggior numero di prestazioni sociali affinché si possa finalmente fornire una risposta unica per garantire che la gente viva degnamente… sarà un contratto di impegno e di responsabilità reciproca e sarà accompagnato da diritti e doveri ulteriori. Ogni destinatario si iscriverà a un percorso di inserimento” lavorativo.

Adesso però sembra che ci si sia messi a lavorare alacremente per realizzarlo nel concreto. Evidentemente il disagio sociale messo a nudo dalle sollevazioni di piazza degli ultimi tempi non ammette rinvii.

Un apposito team di esperti sarebbe stato incaricato di analizzare la situazione dei sussidi esistenti nello stato Transalpino e avviare un dibattito con le varie associazioni e i servizi sociali, i rappresentanti dei potenziali beneficiari, gli enti locali e la Cassa nazionale dei sussidi alle famiglie. Al termine di questa indagine dovrebbe veder la luce la normativa in materia.

Emmanuel Macron

Per quanto se ne sa al momento, caratteristica della legge di Macron sarà la copertura economica ricavata in buona parte dalla fusione di vari sussidi che attualmente vengono versati ai nuclei familiari più bisognosi. Queste provvidenze riservate al momento in Francia a circa 7 milioni di persone comprendono per esempio quelle per gli alloggi.

Accorpare più assegni

Più precisamente si parla di mettere insieme cose come il reddito minimo garantito destinato a chi non lavora e non può più godere della disoccupazione (il cosiddetto Revenu de solidarité active), l’assegno per l’affitto (Apl) e l’aiuto che viene corrisposto a chi lavora ma ha una retribuzione inferiore ai 1500 euro netti. Non sarebbe stato ancora chiarito invece se nel Revenu Universel verranno compresi anche i trattamenti di invalidità e disabilità, argomento sul quale si starebbero mobilitando, allarmate, le associazioni delle categorie.

Una certa discussione si fa a proposito della concessione del reddito ai ragazzi sotto i 25 anni, visto che per loro sono previste allo stato adeguate borse di studio.

Similitudini col Reddito di cittadinanza

Per certi versi il progetto di Macron, anche se nel nostro Paese se ne sottolineano alcune differenze,  richiama il Reddito di cittadinanza italiano introdotto dal governo Conte. Il Reddito universale è finalizzato infatti, secondo le intenzioni, a includere i beneficiari in un “servizio pubblico di inserimento lavorativo”. Chi prenderà il reddito universale godrà di un supporto professionale al fine di entrare nel mercato del lavoro e non potrà rifiutare più di due ragionevoli offerte di occupazione.

Al fine ultimo di inserire i beneficiari del Reddito Universale nel mondo del lavoro il progetto di Macron prevederebbe,  per altro, la piena entrata in funzione degli Sportelli pubblici di inserimento, con l’utilizzo di consiglieri specializzati nell’avviare le persone a bassissimo reddito al reinserimento nel mercato del lavoro.

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   

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