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Bozzoli latitante ricercato in tutto il mondo. Il suocero: sono in Francia. Perquisita la villa

In corso dei tentativi per convincerlo a rientrare. Non ha passaporto e viaggia con la moglie e il figlio di 9 anni

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Mentre lui, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario, resta in fuga con moglie e figlio, a parlare sono i parenti. Il padre Adelio giura: "non so dove sia", ma il suocero Daniele ai carabinieri fa mettere a verbale: "sarebbe in una zona imprecisata della Francia".

Emesso mandato Europeo

Ma di Giacomo Bozzoli ancora nessuna traccia. È ricercato e il suo nome è nel database delle forze dell'ordine a livello nazionale e internazionale. La Procura ha disposto pure il Mae, il mandato di arresto europeo. Per i vicini di casa di Soiano del Lago, nel Bresciano, "non si vede da dieci giorni" ma non risulta che abbia soggiornato in alberghi italiani. Moglie e figlio hanno il passaporto, a lui non è mai stato ritirato ma sarebbe scaduto e non rinnovato.

Fuga momentanea?

Negli ultimi sei mesi non ha mai preso un aereo. C'è chi scommette su una latitanza studiata nell'arco dei nove anni che hanno separato l'inizio della vicenda dalla sentenza definitiva di lunedì. Chi lo ha conosciuto in questi nove anni spiega che "la decisione su cosa fare deve prenderla solo lui". La sua fuga potrebbe essere però solo temporanea e legata ad un momento particolare: il compleanno del figlioletto proprio in questi giorni di inizio luglio. Poi, dopo questi ultimi momenti di libertà in famiglia, il 39enne bresciano che per ogni grado di giudizio ha ucciso lo zio Mario l'8 ottobre 2015 gettandolo nel forno della fonderia di cui era proprietario, potrebbe costituirsi in carcere. Forse al Verziano, penitenziario bresciano meno duro rispetto al più sovraffollato d'Italia Canton Mombello. Ma restano solo ipotesi, voci, supposizioni

La fuga in Maserati

E poi ci sono i dati certi, a partire dagli ultimi avvistamenti. Alle 5:51 del 23 giugno è stato infatti registrato un passaggio della Maserati Levante intestata a Giacomo Bozzoli dal portale Valtenesi di via Marconi a Manerba, due minuti più tardi da quello di Desenzano e uno successivo alle 6.03 sempre a Desenzano del Garda sotto il varco che porta all'ingresso in A4. Ma non si sa se sia entrato in autostrada. Il Telepass non ha segnalato accessi, così come i telefoni hanno smesso di essere attivi.

Ufficialmente latitante

Giacomo Bozzoli è latitante dopo che il presidente della prima sezione penale Roberto Spanò - il primo giudice a condannarlo - ha firmato il decreto di latitanza. Da lunedì dopo la lettura della sentenza della Cassazione sono risultate vane le ricerche nella villa di Soiano - intestata al fratello Alex, indagato per falsa testimonianza nell'ambito dell'inchiesta bis - dove Giacomo vive dal 2015 con moglie e figlio, ma anche nell'azienda di Bedizzole creata con il padre e il fratello, nell'abitazione di Marcheno del genitore e anche ad Ortisei, dove i Bozzoli hanno una casa, non è stato trovato.

Il padre di Bozzoli

Così è scattato prima il decreto di latitanza e ora anche il mandato d'arresto europeo firmato dalla procura sulla scorta di quanto riferito dal suocero che agli inquirenti ha indicato la Francia come meta di un viaggio di cognato, figlia e nipotino. Adelio, padre sempre al fianco di Giacomo, invece nega di sapere di piani di fuga. Adelio, che da teste in aula nel processo di primo grado usava in continuazione l'avverbio "sinceramente" come a voler convivere i giudici delle sue parole, a Repubblica che lo ha incontrato in mattinata fuori dall'azienda ha detto: "Se sapessi dov'è ora mio figlio andrei a dirgli che è il momento di pensare solo alla sua famiglia, al mio nipotino.

Ognuno può immaginare cosa prova un padre che vede il proprio figlio innocente condannato all'ergastolo dopo nove anni di processi. La sua scomparsa è una sorpresa, oltre che un incubo, anche per me". Adelio ha sempre proclamato l'innocenza di Giacomo così come Antonella, la compagna del 39enne. Dipendente della galleria d'arte di famiglia sentita nel corso del processo di primo grado la donna rispondendo alla domanda del pm: "signora, lei è convinta dell'innocenza di Giacomo?", rispose: "Assolutamente sì". Convinta fino a seguirlo nella sua disperata fuga dal carcere a vita.

Perquisita la casa

I carabinieri hanno perquisito la villa di Giacomo Bozzoli a Soiano del Garda, nel bresciano. I militari sono entrati su ordine della procura di Brescia che ha disposto una perquisizione dopo che è stato emesso un decreto di latitanza nei confronti del trentanovenne condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario e dopo che è stato firmato un mandato di arresto europeo. Alla perquisizione erano presenti il padre Adelio e il fratello Alex che è proprietario della villa dove Giacomo Bozzoli vive dal 2015 con moglie e figlio.

 

 

Bozzoli mancherebbe da casa da almeno 10 giorni

Stando ad alcuni vicini però Giacomo Bozzoli mancherebbe da casa sua da almeno una decina di giorni e il giardino della villa si presenta con l'erba alta. Non mancano le polemiche per la mancata attenzione. In questi anni Bozzoli - che il 19 luglio compie 39 anni - è sempre rimasto in libertà. Mai nei suoi confronti è infatti scattato l'arresto perché per chi ha indagato - prima la procura di Brescia, poi la procura generale che ha avocato il caso quando il pm ordinario era intenzionato ad archiviare - non ha ritenuto ci fossero le esigenze per far scattare una misura cautelare. Mai sussistito, per i pm, nemmeno il pericolo di fuga. Bozzoli ha partecipato a tutte le udienze del processo di primo e secondo grado, ad eccezione della lettura della sentenza d'appello alla quale non ha assistito. Poi la fuga.

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