L'annuncio dell'Isis: "Abbiamo ucciso un crociato italiano in Siria". E' Lorenzo Orsetti

Combatteva a Baghuz, nelle file delle milizie curde Ypg legate al Pkk turco, contro i jihadisti dello Stato islamico

L'annuncio dell'Isis: 'Abbiamo ucciso un crociato italiano in Siria'. E' Lorenzo Orsetti
TiscaliNews

Il sedicente Stato islamico (Is) ha annunciato di aver ucciso un "crociato" italiano durante la battaglia a Baghuz, località della Siria nordorientale teatro dello scontro tra l'organizzazione jihadista e le Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti. Si tratta di Lorenzo Orsetti, fiorentino di 32 anni, caduto durante una battaglia a Baghuz, in Siria. Per supportare la notizia gli esponenti dell’Isis hanno diffuso prima la fotografia dei documenti e subito dopo l’immagine del cadavere del ragazzo.

Su Aamaq, social network vicino all'Isis, è stata mostrato il viso e parte del busto della vittima, ormai a terra e senza vita. Accanto al volto appaiono le punte di due scarponi militari, probabilmente indossati dai miliziani dell'Isis autori dell'immagine. Orsetti stava combattendo in Siria al fianco del Siryan democratic Force, l'alleanza delle milizie arabo e curde contro l'Isis, quando il suo battaglione è caduto in un'imboscata. Il giovane fiorentino era stato di recente intervistato da media italiani come un combattente volontario.

Il padre: "Morto in contrattacco"

"Il suo comandante mi ha detto che Lorenzo è caduto in battaglia", ha anche riferito il padre di Lorenzo, Alessandro
Orsetti. "E io spero adesso che questa sua morte voglia poter dire qualcosa per la causa dei curdi. Lorenzo cercava una causa in cui coinvolgersi, non sopportava di stare, come diceva lui, nel menefreghismo. Desiderava dare una svolta alla sua vita e già tre-quattro anni fa si interessava dei curdi e della loro condizione". "Così è andato via per una causa, noi siamo contenti per lui, perchè in fondo ha fatto una scelta importante - ha anche detto il padre - Certamente eravamo contrari, non gli si poteva dire 'vai, è bello', però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva. E il popolo curdo merita che si faccia qualcosa nella sua lotta contro l'Isis e il fascismo". Il padre ha sentito Lorenzo l'ultima volta il 10 marzo, ma da qualche giorno non leggeva i messaggi via mail. "Anche l'altra domenica gli abbiamo detto 'torna a casa, la battaglia è finita, vieni via, il tuo lo hai fatto'".

La madre ha scoperto dell’uccisione dalla Tv

"Mi dica cosa è successo... stavo sonnecchiando quando ho sentito il nome di Lorenzo e ho intravisto la sua fotografia al Tg3 della Toscana... Cos'è successo? – ha domandato mamma Annalisa ai giornalisti che l’hanno contattata telefonicamente - è da ieri che Lorenzo non risponde al telefono". Ancora non aveva ricevuto notizie ufficiali, e in lacrime ha cercato di avere informazioni dal primo giornalista che l’ha contattata. "E' un anno e mezzo che è partito, voleva aiutare un popolo oppresso - aggiunge - ma io non dormo più". "E' un bravo ragazzo, ha solo 33 anni, è nato il 13 febbraio 1986. Ha sempre voluto aiutare gli altri".

"Nessuna remora morale, sto facendo la cosa giusta"

Orsetti si trovava in Siria almeno periodo aprile-maggio 2018. Aveva lasciato il lavoro nell'alta ristorazione, dopo 13 anni, per seguire la causa curda. E' stato cameriere, sommelier e cuoco. "Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano - aveva raccontato in una vecchia intervista - vogliono costruire una società più giusta, più equa. L'emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l'ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia. Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove, in altri contesti. Poi è scoppiato il caos ad Afrin e ho deciso di venire qui per aiutare la popolazione civile a difendersi". "Se dovessi tornare in Italia - aveva detto in un'altra intervista - non mi preoccuperei troppo delle conseguenze (legge Alfano punisce i foreign fighters, ndr). Io non ho nessuna remora morale, sto facendo la cosa giusta, sono a posto con la mia coscienza. Siamo qua e qua resteremo fino all'ultimo. Un po' perché non c'è nient'altro da fare, un po' perché è la cosa giusta da fare. Combattiamo".

L'utima intervista: Stato islamico è sconfitto

"A livello bellico lo Stato islamico è stato sconfitto". Così, in un'intervista rilasciata l'11 marzo scorso all'emittente Radio Ondarossa, Lorenzo Orsetti, che sarebbe stato ucciso in un'imboscata a Baghuz, dove è in corso la battaglia contro le ultime sacche di resistenza dell'Isis. "La situazione dei civili non è delle migliori - continua Orsetti nell'intervista -, prima di tornare alle loro vite dovrà passare molto tempo. Nei campi profughi mancano cibo e acqua potabile, le città sono distrutte e piene di mine". Sempre parlando a Radio Ondarossa Orsetti denuncia bombardamenti dei campi profughi da parte dell'esercito turco: "Assurdo continuare a dare soldi alla Turchia - dice - visto l'uso che ne fa".