Giovane italiano da 4 mesi in carcere in Germania. La madre: “Contro di lui nessuna prova”

Fabio Vettorel, arrestato il 7 luglio ad Amburgo durante una manifestazione contro il G20, potrebbe esser però scarcerato in giornata

Fabio Vettorel
Fabio Vettorel
TiscaliNews

Potrebbe arrivare in giornata la parola fine alla disavventura del 18enne Fabio Vettorel, l’italiano arrestato lo scorso 7 luglio ad Amburgo - durante una manifestazione contro il G20 - insieme all’amica Maria Rocco, rilasciata però il 10 agosto scorso. Il giovane, che si trova recluso nell’istituto minorile di pena di Hanofersand, viene trattenuto nonostante contro di lui non vi sia uno straccio di prova. Lo stesso impianto accusatorio, evidenziano i legali Gabriele Heinecke e Claudia Warnke-Timmermann, si basa su congetture prive di fondamento. Fabio viene accusato di “grave disturbo alla quiete pubblica” e “attacco portato alle forze dell’ordine”, ma gli stessi testimoni oculari si smentiscono l'un l'altro.

Amnesty International chiede la liberazione del ragazzo

A difesa del ragazzo si sono schierati, attraverso una lettera-appello, ben venti europarlamentari. Sono state presentate anche delle interrogazioni al ministro degli Esteri e si è mobilitata persino Amnesty International. E forse proprio a seguito dell’azione di quest’ultima la giudice, Marc Tully, potrebbe oggi optare per una scarcerazione immediata. La mamma, Jamila Baroni, tre mesi fa si è trasferita in Germania per stare accanto al proprio figlio. “Fabio - ha raccontato qualche giorno fa sulle pagine di La Repubblica - è stanco ma contento che ci siano almeno delle udienze”. Contro il giovane italiano non ci sono prove concrete, ma il solo racconto “molto confuso” di cinque poliziotti che, evidentemente in stato di imbarazzo, hanno testimoniato contro di lui.

Oggi la possibile scarcerazione

Comunque sia Jamila e suo figlio, dopo la voce della possibile scarcerazione, sono molto più fiduciosi. “Cerchiamo di non farci illusioni - dice la mamma del 18enne - ma credo che si stia imboccando la strada giusta. La detenzione di Fabio è assurda, la sua unica colpa è stata di fermarsi a soccorrere una ragazza ferita (dopo la carica della polizia, ndr). Comunque proviamo in tutti i modi ad esaudire le richieste della magistratura, che ha voluto appurare la mia affidabilità, se lavoro, se riesco a mantenermi ad Amburgo, dove vivo, con chi e se mio figlio potrebbe stare da me. Mi sono dovuta costruire una nuova vita, in un posto che non conoscevo e da sola… mi hanno aiutata tanti italiani residenti qui. C’è una comunità di 15 mila connazionali, alcuni dei quali mi accompagnano alle udienze, cui partecipa anche un gruppo di giovani tedeschi sostenitori di mio figlio”.

Ecco perché Fabio deve essere liberato

Ottimista si dice anche l’avvocato Margherita D’Andrea, inviata come osservatore dall’Associazione europea degli avvocati per la democrazia e i diritti umani nel mondo: “I testi dell’accusa, tutti poliziotti, non hanno mai visto né riconosciuto Fabio nell’atto di compiere gesti violenti. I video girati quel giorno lo immortalano mentre cammina semplicemente tra i manifestanti, altrettanto tranquilli. Non c’è alcun indizio contro Vettorel, le contestazioni a suo carico sono prive di contenuti giuridici, gli si attribuisce un presunto reato non personale. Lo si accusa di essere vestito di nero e di aver assunto un atteggiamento antagonista per essersi rifiutato di firmare l’informativa di fermo, perché non ha riconosciuto i fatti a lui attribuiti. Era un suo diritto. Riassumendo, contro di lui non c’è nulla”.