L’Italia sovranista alla conquista dello Spazio, il sogno comincia al Gagarin Cosmonauts Training Centre

Il cosmonauta italiano Walter Villadei si è allenato prima in Russia poi negli Stati Uniti. Il viaggio con i russi dovrebbe costare almeno 60 milioni di euro. Le preoccupazioni di Trump, Asi e Esa

Walter Villadei
Walter Villadei

Il governo guarda alle stelle, ma il bilancio sguazza nelle stalle. L’Italia dei sovranisti sogna di andare nello spazio con i russi. L’idea sarebbe venuta a Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega, dal 1º giugno 2018 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Conte. Non è la prima volta che qualche ‘statista’ pensa ad una eventualità simile, il primo è stato infatti Berlusconi che, forte dell’amicizia con Putin, aveva accarezzato il progetto. Proprio grazie a questa consolidata amicizia, il cosmonauta Walter Villadei aveva iniziato a frequentare il famoso Gagarin Cosmonauts Training Centre (Gctc) di Star City, dove il tenente colonnello dell’Aeronautica militare aveva svolto anche corsi di sopravvivenza e una serie di voli a gravità zero e il passaggio alla nuova versione della navicella Soyuz MS. “Sono estremamente contento dell’opportunità di riprendere l’addestramento, così come mi sento onorato per la fiducia ricevuta in questi mesi di attività intensa in Italia… riprendo l’addestramento con grande concentrazione e determinazione”, aveva detto lo scorso agosto a airpressonline.it. Villadei può tornare a sperare di fare una passeggiata nello spazio, un bel sogno che la spending review aveva quasi disinnescato.

Giorgetti ha riacceso le speranze dell’astronauta. Il cosmonauta è infatti tornato in Russia (ma poi è andato anche negli Usa) per portare a termine un addestramento che era stato interrotto a causa dei problemi finanziari del nostro Paese due anni e mezzo fa. Com’è stato possibile tutto questo visto che l’amministrazione pubblica dell’Italia non sta godendo di un buon momento? Glielo permette la legge 7 del 2018 (“all’avanguardia nel contesto europeo”), che ha riorganizzato il governo del settore affidando al presidente del Consiglio i compiti di indirizzo amministrativo e di organizzazione della politica spaziale nazionale, nell’ottica dello scavalcamento della trascorsa divisione tra più dicasteri. Come previsto dalla normativa, per supportare il premier in questi compiti, è stato istituito un Comitato interministeriale che riunisce dodici ministeri (e il presidente della Conferenza Stato-Regioni) e che si avvale del supporto tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Forse è per questo che Roberto Battiston è decaduto con effetto immediato dall’incarico di presidente ASI. Adesso Giorgetti può agire con più calma (Battiston era stato nominato presidente dal ministro Fedeli proprio allo scadere del mandato a Gentiloni. Cosa non digerita dal neo governo giallo-verde).

L’attenzione da parte del vertice politico è venuta a galla durante uno dei pellegrinaggi italiani a Washington, quando Conte ha evidenziato proprio la collaborazione nel settore spaziale tra Italia e Stati Uniti. “Per il Paese, l’eventuale invio nello spazio del cosmonauta Villadei sarebbe un’ulteriore prova della capacità di valorizzare e sfruttare le proprie eccellenze”, sostiene airpressonline.it. Ma l’amico Donald Trump cosa pensa di questa iniziativa del nostro Paese? Si sa molto poco. E’ certo però che l’Agenzia spaziale europea (ESA) qualche problema se lo pone: i vertici dell’Agenzia temono infatti che, poiché l’Italia non naviga nell’oro, il danaro necessario per questa nuova iniziativa venga detratto dai contributi che il nostro Paese dovrebbe versare all’ente, anche perché l’avventura tricolore ha già un costo, sessanta milioni di euro. “Non vogliamo che la Cina, la Russia e altri Paesi ci guidino. Abbiamo sempre guidato noi”, ha ricordato Trump qualche mese fa. Un segnale inconfondibile di cosa sia per gli Usa la corsa alle stelle: prima di tutto è una sfida a Mosca e Pechino. Come durante la Guerra Fredda con Urss, anche ora, lo spazio è un campo di battaglia. Con una variabile: ora anche la Cina dimostra di avere velleità spaziali. L’Italia sembra voler tenere i piedi sulle staffe di Usa e Russia. La Cina non starà comunque a guardare. Magari sarà necessario aggiungere un’altra staffa. E, si sa, gli italiani sono buoni artigiani.