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Israele ordina l'evacuazione di Rafah, ma bombarda due quartieri. Nella notte si erano già contate 26 vittime, 11 bambini

In vista della possibile operazione nel sud della Striscia, famiglie palestinesi hanno iniziato a dirigersi verso le zone umanitarie a Est della città. Secondo l'Idf l'operazione riguarda 100mila persone. Gli stati Uniti per la prima volta bloccano un invio di armi verso Israele. Il capo della Cia oggi a Tel Aviv

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Bombe su due quartieri di Rafah (Ansa)
Bombe su due quartieri di Rafah (Ansa)

Secondo la difesa civile di Gaza, Israele ha bombardato i due quartieri di Rafah che ha ordinato ai palestinesi di evacuare. L'emittente statale egiziana Al Qahera sta mostrando immagini in diretta di violenti raid israeliani sulla parte orientale di Rafah palestinese e di residenti che vengono evacuati dalle truppe israeliane. L'Idf ha dato l'ordine per l'evacuazione, ma senza attendere è partita l'offensiva. Nell'attacco della notte sempre nelal città a Sud della Striscia, sono morte 26 persone di cui 11 bambini. Il ministero della Sanità di Gaza rende noto che le vittime palestinesi locali sono già oltre 35 mila, per lo più civili.

Il gabinetto ha approvato all'unanimità l'operazione a Rafah

Il Gabinetto di guerra israeliano ha approvato ieri sera all'unanimità l'operazione a Rafah, di cui l'esercito ha preparato i piani, secondo quanto riferito dai media secondo cui, una volta evacuata la popolazione in un'azione definita dall'Idf "limitata e temporanea", l'operazione militare dovrebbe cominciare entro pochi giorni.

Mentre si attende di conoscere l’esito delle trattative per una tregua in cui pochi ormai sperano, gli Stati Uniti bloccano per la prima volta dal 7 ottobre un invio di armi a Tel Aviv. Se l'appoggio all'alleato non cambia, il direttore della Cia, Bill Burns, dovrebbe arrivare oggi in Israele, dopo essere stato in Egitto e Qatar, per continuare l'attivittà che dovrebbe portare a un accordo sulla fine della guerra e il rilascio degli ostaggi.

Intanto Rafah continua a essere bersagliata da attacchi israeliani. È salito a 16 vittime il bilancio dell’ultimo raid contro due case nella città. Lo ha appreso la Afp da fonti mediche. I soccorritori hanno riferito di nove morti nella "famiglia Al Attar" e altri sette nella "famiglia Keshta". Una fonte ospedaliera ha confermato il bilancio degli attacchi, precisando che sono avvenuti "nel campo profughi di Yebna a Rafah e nei pressi di Al Salam".

Al via l'evacuazione di Rafah: ci sono oltre un milione di persone

L'esercito israeliano ha cominciato a chiedere ai palestinesi di evacuare i quartieri orientali di Rafah, quelli al confine israeliano, in vista di una possibile offensiva pianificata nell'area meridionale della Striscia di Gaza. I civili sono stati invitati a spostarsi in una zona umanitaria ampliata nelle aree di al-Mawasi e Khan Younis. Ma l'operazione appare impossibile perché 1,2 milioni di persone, tutte civili secondo le stime dell'Onu, è ammassata nella zona a Sud della Striscia. Si tratta di pofughi fuggiti dalle altre zone del Paese colpite pesantemente da Israele. Secondo un portavoce dell'esercito israeliano, l’evacuazione riguarda 100 mila persone.

Le famiglie palestinesi intanto hanno iniziato a fuggire dalle zone orientali di Rafah. L'ordine israeliano precede l'attacco di terra da parte delle forze israeliane nella città più meridionale di Gaza. Alcuni residenti di Rafah hanno già raccolto le loro cose per allontanarsi dalla zona con carri trainati da cavalli, auto e anche a piedi.

Allestita un'area umanitaria

Dopo aver detto che "c'è stata un'ondata di aiuti umanitari destinati a Gaza", il portavoce militare ha sottolineato che l'esercito "ha ampliato l'area umanitaria ad Al-Mawasi". Un'area - ha aggiunto - che comprende "ospedali da campo, tende e maggiori quantità di cibo, acqua, farmaci e forniture aggiuntive". Per questo ci sarà "il graduale spostamento dei civili nelle aree specificate, verso l'area umanitaria".

Intanto l'Idf sta lanciando nella parte est di Rafah volantini che invitano la popolazione civile a spostarsi temporaneamente verso le aree umanitarie allargate, in previsioni della possibile azione militare nella città più a sud della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. I volantini sono in arabo e saranno affiancati da Sms, chiamate telefoniche e annunci sui media, sempre in arabo. Le informazioni sullo "spostamento temporaneo - ha aggiunto il portavoce militare - saranno trasmesse attraverso manifesti, messaggi SMS, telefonate e trasmissioni mediatiche in arabo".

Gallant: Hamas non ha lasciato altra scelta

Hamas non ha lasciato "altra scelta che cominciare l'operazione" a Rafah. Lo ha detto - secondo il suo ufficio, citato dai media - il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant al suo omologo Usa Lloyd Austin. Nella conversazione Gallant ha aggiunto che "Israele sta facendo di tutto per arrivare ad una bozza per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco temporaneo", ma "in questa fase Hamas rifiuta qualsiasi proposta che lo consenta".

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