Tiscali.it
SEGUICI

[L’analisi] Una goccia di petrolio è una goccia di sangue. Ecco quanto vale la guerra all’Iran

Le tensioni con l’Iran e la riduzione del suo export fanno impennare le quotazioni con un immediato beneficio su entrate e bilanci degli arabi e dei russi. Ecco a che cosa servono terrorismo, destabilizzazione e sanzioni: se la benzina tra qualche tempo sarà più cara sappiamo perché

[L’analisi] Una goccia di petrolio è una goccia di sangue. Ecco quanto vale la guerra all’Iran

Un terrorismo dai contorni oscuri, con il petrolio, le sanzioni Usa e la guerra di Siria in primo piano. Ecco che cosa si nasconde dietro le accuse iraniane a Usa e Israele per l’attentato  ad Awhaz in cui sono morte 30 persone durante una sfilata militare dei Pasdaran. L’operazione è stata rivendicata dall’Isis e da uno dei diversi gruppi indipendentisti di una regione con una forte presenza araba e importanti impianti petroliferi: in realtà tutte le rivendicazioni appaiono verosimili ma nessuna saldamente credibile.

Sette anni senza tregua

Il governo iraniano è in difficoltà, teme i contraccolpi dell’instabilità e delle sanzioni americane. Da sette anni combatte una costosa guerra in Siria in appoggio al regime alauita di Bashar Assad giustificata, come la presenza in Iraq dei Pasdaran del generale Qassem Soleimani e delle milizie sciite, dalla necessità concreta di tenere lontani dai suoi confini l’Isis e i gruppi jihadisti sunniti che fanno riferimento alle monarchie del Golfo. L’attentato di Awhaz è un grave colpo e rende questa strategia di tenere la guerra lontano da casa assai meno convincente. Il sistema di sicurezza iraniano, apparentemente impermeabile, ha subito un duro danno di immagine. 

Trentotto anni di sangue

Si tratta di un sorta di continuazione della lunga e sanguinosa guerra del Golfo degli anni Ottanta (1980-1988) quando gli arabi e le potenze occidentali sostennero Saddam Hussein nell’attacco alla repubblica islamica dell’Imam Khomeini. Come è risultato evidente in questi anni, la guerra in Siria è stata in larga parte una guerra per procura contro l’Iran sciita, maggiore alleato di Damasco: questo è il motivo che ha spinto turchi e arabi ad alimentare ogni tipo di resistenza contro Assad. Lo stesso Israele vede nel conflitto siriano un’avanzata delle forze iraniane e per questo ha condotto negli ultimi sei mesi più di 200 raid aerei e missilistici, fino al fatale episodio in cui la contraerea siriana ha abbattuto per errore un Iliushyn russo tratta in inganno dal volo dei jet israeliani. Il tutto naturalmente con l’approvazione degli Usa che sono presenti nel Nord della Siria.

Russia e Turchia, che peggiorano le cose

Anche l’accordo, precario, tra Putin ed Erdogan per congelare l’offensiva su Idlib, roccaforte di Al Qaeda e dei jihadisti, non piace troppo a Teheran. Le milizie sciite si stanno mobilitando nella provincia di Idlib e i turchi accusano queste formazioni di volere stringere d’assedio la città per evitare l’evacuazione non solo dei jihadisti ma anche dei gruppi militari filo-turchi. Come si vede bene la guerra siriana si ripercuote su ogni fronte del Medio oriente. Ecco perché il presidente Hassan Rohani accusa gli Usa e Israele per l’attentato di Awhaz: ha percepito che a Putin conviene comunque trovare un accordo con la Turchia, gli Usa e Israele, piuttosto che lanciare un’offensiva in grande stile che avrebbe conseguenze umanitarie con migliaia di profughi e ricadute fino a i confini dell’Europa.

I prezzi salgono e noi soffriamo

Ma più che sugli attentati per mettere in crisi l’Iran, Stati Uniti, Israele e monarchie del Golfo puntano sulle sanzioni all’export di petrolio iraniano, accompagnate da quelle che renderanno sempre più difficile fare affari con l’Iran anche per i Paesi europei, come la Germania e l’Italia. Il petrolio sta schizzando in alto sui mercati e Washington vorrebbero che i produttori arabi, Arabia Saudita in testa, aumentassero la produzione, per moderare le quotazioni. Per ora né l’Opec né la Russia hanno raccolto l’appello di Trump. E per un semplice motivo: le tensioni con l’Iran e la riduzione del suo  export fanno impennare le quotazioni con un immediato beneficio su entrate e bilanci degli arabi e dei russi. Ecco a che cosa servono terrorismo, destabilizzazione e  sanzioni: se la benzina tra qualche tempo sarà più cara sappiamo perché. Ogni goccia di petrolio in Medio Oriente equivale a una goccia di sangue, come disse quasi un secolo fa Lord Curzon.

Alberto Negridi Alberto Negri, inviato di guerra   

I più recenti

Gli Usa inviano 53 milioni di aiuti a Gaza e Cisgiordania
Gli Usa inviano 53 milioni di aiuti a Gaza e Cisgiordania
Algeria, esercitazioni militari al confine con il Mali
Algeria, esercitazioni militari al confine con il Mali
Pina Picierno (Pd), Incontrovertible tra Nord e Sud d'Europa attraverso l'arte
Pina Picierno (Pd), Incontrovertible tra Nord e Sud d'Europa attraverso l'arte
Il vulcano Popocatepetl minaccia di nuovo Città del Messico
Il vulcano Popocatepetl minaccia di nuovo Città del Messico

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...