Putin a Macron e Scholz: "Pronti a riprendere il dialogo con Kiev". Mosca testa la sua arma invincibile

Nella stessa telefonata il capo del Cremlino ha detto che è pronto a facilitare soluzioni per l'esportazione senza ostacoli del grano

TiscaliNews

ll presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz hanno chiesto a Putin di intavolare "negoziati diretti e seri" con Zelensky, ma il Cremlino si è limitato a dire che "la Russia è pronta a riprendere il dialogo con l'Ucraina". Nella stessa telefonata Putin ha detto che è pronto a facilitare soluzioni per l'esportazione senza ostacoli del grano, incluso quello ucraino, dai porti sul Mar Nero, infestato da mine e presidiato da navi e sottomarini russi. L'Ue intanto sta valutando di lanciare una missione per scortare le navi di grano: la possibilità sarà esaminata nel vertice di lunedì a Bruxelles. 

Putin: "Pronti a riaprire il dialogo"  

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno chiesto al presidente russo Vladimir Putin "negoziati diretti e seri" con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Hanno inoltre chiesto di liberare i 2.500 combattenti dell'Azovstal. La domanda non è cosa voglio negoziare con lui (Putin, ndr), la questione è che non c'è nessun altro con cui negoziare. Ha costruito uno stato in cui nessuno decide nulla. Pertanto non importa che cosa dica il ministro degli Esteri. Non importa se manda una delegazione a parlare con noi. Tutta questa gente non è nessuno, purtroppo". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all'emittente olandese Nieuwsuur a proposito di eventuali colloqui diretti con il presidente russo, riferisce l'agenzia Unian. 

Mosca replica a Biden e testa la sua arma invincibile 

Intanto, è sfida a suon di missili tra Joe Biden e Vladimir Putin. Mostrando i muscoli il Cremlino ha annunciato, con tanto di video, di aver effettuato con successo un nuovo lancio della sua "arma invincibile e inarrestabile", il missile ipersonico Zircon, che in un batter d'occhio ha percorso un migliaio di chilometri sopra le gelide acque dell'Artico.
Poche ore prima da Washington rimbalzano i rumor su un Joe Biden che, rompendo gli indugi, avrebbe deciso di inviare a Kiev armi ancor più potenti, sistemi missilistici a lungo raggio che potrebbero provocare un rovesciamento di fronte in Ucraina. Ma niente a che vedere col fiore all'occhiello dell'arsenale dello zar, in grado di sfrecciare a 11 mila chilometri orari nella stratosfera. Un missile da crociera lo Zircon dotato di motore e di ali e che percorre una traiettoria guidata, in grado di colpire con estrema precisione anche a lunga distanza. Nell'ultimo test, come mostrano le immagini, il missile, che può trasportare anche testate nucleari, ha percorso circa mille chilometri dal Mare di Barents, dove è stato lanciato dalla fregata Ammiraglio Gorchkov, al Mar Bianco, dove ha colpito il bersaglio prestabilito. 

Nuovo assalto a Kiev in autunno

Intanto il Cremlino starebbe pianificando una seconda offensiva a Kiev in autunno, dopo quella fallita a fine febbraio all'inizio della guerra, nella convinzione di poter ottenere una vittoria su larga scala. Lo rivela il sito indipendente Meduza, secondo cui fonti vicine all'amministrazione Putin parlano di una fiducia diffusa nella leadership di Russia Unita, il partito di governo, su una possibile vittoria in Ucraina prima della fine dell'anno. "Alla fine li ridurremo in poltiglia. L'intera faccenda sarà probabilmente conclusa entro l'autunno", ha detto una fonte.

Kherson completamente in mano russa

La regione ucraina di Kherson, interamente occupata dalle forze russe, ha chiuso ogni accesso al resto del territorio dell'Ucraina: lo fa sapere il vice capo dell'autoproclamata amministrazione russa della regione, Kirill Stremousov. "Il confine è stato ora chiuso per ragioni di sicurezza", dice Stremousov sull'agenzia russa Ria-Novosti, citata dalla Cnn. "Sconsigliamo qualunque viaggio verso l'Ucraina, qualunque sia la motivazione".

I ceceni controllano Severodonetsk

Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con "i nazionalisti ucraini" a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass. Una 'linea di contatto' è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. "Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell'intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche", ha detto Kadyrov su Telegram. Il sindaco di Severodonetsk parla di 1.500 persone uccise dall'inizio del conflitto.

Mosca vuole "un genocidio in Ucraina"

La Russia vuole compiere un genocidio in Ucraina e sta commettendo atrocità mirate a distruggere il popolo ucraino. L'accusa è lanciata da oltre 30 esperti internazionali di diritto nel primo rapporto indipendente dall'inizio del conflitto, ottenuto dalla Cnn. Nel documento, elaborato dal think tank americano New Lines Institute for Strategy and Policy e dalla ong canadese Raoul Wallenberg Center, vengono fornite "ampie e dettagliate prove su uccisioni di massa di civili, deportazioni forzate e retorica disumanizzante usata da alti funzionari russi per negare l'esistenza di un'identità ucraina". "La Federazione russa è responsabile delle violazioni della Convenzione sul genocidio in Ucraina", ha denunciato Azeem Ibrahim del New Lines Institute, che ha visitato il Paese a marzo per raccogliere prove per il rapporto, che verrà distribuito a governi, parlamenti e organismi internazionali di tutto il mondo. "Finora - ha affermato - abbiamo visto una guerra genocida, in termini di linguaggio usato e nel modo in cui viene portata avanti".