Zelensky: "La guerra finirà solo con la diplomazia". La Russia vieta l'ingresso a mille cittadini Usa, compreso Biden

Kiev rivuole i combattenti di Azov che si sono arresi ai russi. Uccisi quasi 29mila soldati russi. Da 5 a 7 anni per sminare il territorio ucraino

TiscaliNews

Il futuro della guerra potrebbe ancora dipendere da Azovstal. All'indomani della caduta dell'acciaieria diventata il simbolo della resistenza ucraina, che ha segnato la definitiva presa di Mariupol da parte dei russi, Volodymyr Zelensky torna ad aprire al negoziato con Mosca, spiegando che il conflitto si può anche vincere sul campo, ma "si concluderà definitivamente con la diplomazia". Trattative che al momento appaiono però a un punto morto - "l'Ucraina non baratta la propria sovranità né i territori e gli ucraini che ci vivono", ha ribadito il suo negoziatore Mykhailo Podolyak - e saranno ulteriormente complicate dal futuro dei quasi 2.500 combattenti della fabbrica-bunker, fatti prigionieri dopo la resa ordinata dallo Stato maggiore di Kiev. "Molto" dipenderà dal loro futuro, ha spiegato il presidente ucraino, chiarendo che la ripresa dei colloqui è legata all'impegno del nemico a garantire "la vita dei difensori del Mariupol".

La Russia vieta l'ingresso a mille cittadini Usa, compreso Biden

Il ministero degli esteri russo ha pubblicato una lista di quasi mille cittadini degli Stati Uniti cui viene vietato l'ingresso in Russia: lo riferisce l'agenzia russa Interfax, precisando che la lista conta 963 cittadini, compreso il presidente Joe Biden. La misura è stata presa in risposta alle sanzioni anti-russe degli Usa. Ci sono anche il boss di Facebook Mark Zuckerberg e l'attore Morgan Freeman nella lista nera dei 963 americani che non potranno più entrare in Russia. La star di Hollywood in particolare è accusata di aver registrato un video nel 2017 in cui affermava che Mosca stava complottando contro gli Stati Uniti. Il bando dei leader politici, oltre a Joe Biden, riguarda anche il segretario di Stato Antony Blinken ed il capo del Pentagono Lloyd Austin

"Qualunque concessione a Mosca non è la strada verso la pace"

"Qualunque concessione alla Russia non è una strada verso la pace, ma una guerra rinviata per molti anni". Lo afferma il capo negoziatore ucraino e assistente del presidente, Mykhaylo Podolyak su Twitter, sottolineando che "l'Ucraina non baratta la propria sovranità né i territori e gli ucraini che vi vivono". "E' un peccato che dobbiamo spiegare una cosa così semplice a media così rispettabili come il New York Times", aggiunge Podolyak in riferimento ad un articolo del quotidiano newyorkese secondo cui probabilmente l'Ucraina dovrà fare concessioni territoriali per fermare la guerra.

Zelensky: "Confiscare i beni ai russi per risarcire i danni"

Il presidente Zelensky ha proposto ai Paesi amici un accordo formale che garantisca le compensazioni russe per i danni causati nel corso del conflitto."Invitiamo i Paesi partner a firmare un accordo multilaterale e a creare un meccanismo che assicuri che chiunque abbia sofferto a causa russa possa ricevere una compensazione per le perdite subite", ha proposto Zalensky.

"Vogliamo che tutto torni come era"

"Ci sono cose che non possiamo ottenere se non al tavolo dei negoziati. Vogliamo che tutto torni (a com'era)" ma "la Russia non vuole". Così il presidente ucraino Volodomyr Zelensky parlando alle tv del suo paese dello stato dei colloqui con la Russia. Il 17 maggio il capo negoziatore ucraino Mykhailo Podoliak, ha dichiarato che i colloqui tra Mosca e Kiev sono "in sospeso", affermando che Mosca non sta mostrando alcuna "comprensione" della situazione. Il giorno successivo, il Cremlino ha accusato l'Ucraina di "totale mancanza di volontà" di negoziare con la Russia per porre fine all'invasione dell'Ucraina, avviata il 24 febbraio.

Kiev: La Russia ha deportato con la forza 1,37 milioni di ucraini

"La Russia ha deportato 1.377.925 persone, compresi 232.480 bambini" dall'Ucraina. Lo scrive la commissaria ai diritti umani del Parlamento ucraino Lyudmyla Denisova su Telegram, precisando che solo nell'ultimo giorno si tratta di 17.306 persone, di cui 2.213 minori. "Le dichiarazioni della Russia sul presunto trasferimento volontario degli ucraini non sono vere. Abbiamo la prova incontrovertibile di deportazioni forzate e pre-pianificate", afferma.

Gazprom ha interrotto le forniture di gas alla Finlandia

La fornitura russa di gas naturale alla Finlandia è stata interrotta, ha affermato la compagnia energetica statale finlandese Gasum e Gazprom ha confermato. Il paese nordico aveva rifiutato di pagare il fornitore Gazprom in rubli. "Le forniture di gas naturale alla Finlandia in base al contratto di fornitura di Gasum sono state interrotte", ha dichiarato la compagnia finlandese in una nota aggiungendo che il gas sarà ora fornito da altre fonti attraverso il gasdotto Balticconnector, che collega la Finlandia all'Estonia.

Uccisi quasi 29mila soldati russi

Sono circa 28.850 i militari russi uccisi dalle forze ucraine dall'inizio dell'invasione russa del paese. Lo riferisce lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell'Ucraina nell'ultimo aggiornamento diffuso su Facebook, secondo quanto riporta Ukrinform. Gli ucraini hanno inoltre distrutto 1.278 carri armati russi, 3.116 veicoli corazzati da combattimento, 596 sistemi di artiglieria, 462 droni, 104 missili da crociera, 13 navi/barche.

Da 5 a 7 anni per sminare il territorio ucraino

"Secondo le previsioni più ottimistiche, l'Ucraina ha bisogno di 5-7 anni per sminare l'intero territorio". Lo ha dichiarato la vice ministro degli affari interni dell'Ucraina Mary Hakobyan riportata da Unian. "Attualmente stimiamo che siano minati circa 300.000 chilometri quadrati. Questo è dieci volte di più dell'esperienza internazionale. Basandosi sul fatto che un giorno di ostilità attive equivale a 30 giorni di sminamento, secondo le previsioni più ottimistiche servono 5 -7 anni prima dello sminamento completo", ha affermato Hakobyan.

Gran Bretagna: armi anche alla Moldavia

Il ministro degli Esteri britannico Liz Truss ha rivelato in un'intervista al Telegraph che il Regno Unito ha iniziato a discutere con i suoi alleati internazionali sull'invio di armi moderne alla Moldavia affinché possa proteggersi dalla Russia e di voler vedere il Paese, che si trova a sud-ovest dell'Ucraina, "equipaggiato secondo gli standard Nato". "Putin è stato assolutamente chiaro sulle sue ambizioni di creare una grande Russia, e solo perché i suoi tentativi di conquistare Kiev non hanno avuto successo non significa che abbia abbandonato queste ambizioni", ha affermato Truss. Il ministro Truss ha indicato che se i piani saranno adottati, i membri dell'alleanza militare della Nato forniranno armi moderne alla Moldavia, sostituendo l'equipaggiamento di epoca sovietica, e addestreranno i soldati a usarle. La Moldavia, a sud-ovest dell'Ucraina, non è un membro della Nato e si teme che possa essere il prossimo obiettivo di Putin dopo l'Ucraina. 

La caduta dell'acciaieria Azovstal di Mariupol 

Azovstal è caduta. Dopo 86 giorni di resistenza che hanno segnato le sorti e l'immaginario della guerra, l'acciaieria simbolo della difesa di Mariupol e dell'Ucraina non è più un bunker inespugnato. L'impianto è "totalmente sotto il controllo delle forze armate russe", ha annunciato la Difesa di Mosca, dopo che il ministro Serghei Shoigu ha comunicato al presidente Vladimir Putin "la fine dell'operazione e la completa liberazione" della fonderia. Il reggimento Azov e le altre truppe asserragliate nei cunicoli hanno cercato di restare fino all'ultimo momento possibile. Una resistenza strenua che ha permesso all'esercito di riorganizzarsi e ricevere le armi occidentali e "passerà alla storia come le Termopili del XXI secolo", come l'ha elogiata il negoziatore ucraino Mykhailo Podolyak. Mosca ha diffuso il video della loro resa, sostenendo che Prokopenko è stato portato via "con un veicolo blindato speciale" verso i territori controllati dalla Russia. Adesso, per Kiev sarà l'ora delle trattative per tentare uno scambio di prigionieri con Mosca.

"Donbass distrutto, è un inferno"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva accusato la Russia di aver trasformato la regione orientale del Donbass in un "inferno". Nel suo messaggio notturno del 20 maggio, il presidente ucraino aveva detto che nella regione "gli occupanti stanno cercando di aumentare la pressione. E' l'inferno e non è un'esagerazione". Ci sono "attacchi costanti sulla regione di Odessa, sulle citta dell'Ucraina centrale. Il Donbass è completamente distrutto", ha detto. "Tutto questo non ha e non può avere nessuna spiegazione militare per la Russia", ha aggiunto: "Questo è un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possibile". "Il brutale e assolutamente inutile bombardamento di Severodonetsk...12 morti e decine di feriti in un solo giorno. Il bombardamento di altre città, gli attacchi missilistici dell'esercito russo, tutte queste non solo solo ostilità durante la guerra", ha detto Zelensky, sottolineando che dietro c'è il tentativo di "uccidere quanti più ucraini possibile, distruggere quante più case, strutture sociali e imprese possibile". "Questo è ciò che verrà qualificato come il genocidio del popolo ucraino e per il quale gli occupanti verranno certamente portati in giudizio", ha aggiunto.