Biden chiede al Congresso 33 miliardi per l'Ucraina. Gas russo e armi occidentali: scontro Ue-Mosca

Il presidente americano: "Manderemo armi a Kiev finché prosegue l'assalto russo" Sesto pacchetto di sanzioni europee contro la Russia. La Duma: chiudere i rubinetti a tutti 'i Paesi ostili'

TiscaliNews

Mentre la missione del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in vista a Kiev dopo Mosca si concentra sulla definizione di un accordo fra le parti che permetta la creazione di corridoi umanitari per l'evacuazione dei civili, in primis dall'acciaieria Azovostal a Mariupol, la situazione sul terreno in Ucraina pare stabile, e gli sviluppi fondamentali del conflitto sembrano svolgersi fuori dalle frontiere dell'Ucraina.

Biden chiede al Congresso 33 miliardi per l'Ucraina

"Dobbiamo fare la nostra parte per aiutare gli Ucraini a lottare per la libertà e contro l'aggressione di Vladimir Putin", ha detto il presidente americano Joe Biden, parlando alla Casa Bianca. "Cedere all'aggressione avrebbe un prezzo più alto che aiutare l'Ucraina", ha detto Biden. "Non è economico sostenere Kiev, ma gli Stati Uniti possono farcela", ha sottolineato il presidente che si appresta a chiedere un finanziamento di 33 miliardi di dollari al Congresso per sostenere l'Ucraina. "Finché continueranno gli assalti e le atrocità, continueremo ad aiutare l'Ucraina a difendersi dall'aggressione russa", inviando "altre armi e nuovi aiuti", ha aggiunto. Biden si dice "non preoccupato per una recessione" americana dopo i dati sul Pil, che si è contratto dell'1,4% nel primo trimestre. Un calo a sorpresa che ha alimentato i timori già diffusi di una recessione americana.

L'Ue: pagamento gas in rubli vuol dire aggirare le sanzioni

"In uno scenario di interruzione dell'approvvigionamento di gas russo a partire dal 1° aprile, la maggior parte dei paesi europei non raggiungerebbe l'obiettivo del livello di stoccaggio dell'80% o del 90% il 1° ottobre". Lo scrive Entsog (Rete Europea dei Gestori dei Sistemi di Trasporto del Gas). Nell'acquisto di gas russo da parte di una società europea "se il contratto stipulato prevede che i pagamenti vengano fatti in euro o in dollari, e il pagamento avviene in rubli, non stiamo più parlando del contratto stipulato ma di un aggiramento delle sanzioni". Così il portavoce della Commissione Ue Eric Mamer.

Ungheria, paghiamo il gas in rubli per garantire forniture

"L'Ungheria non ha dubbi sul proprio obbligo di pagare il gas russo nel modo che garantisca la sua regolare fornitura". Lo ha detto oggi a Zagabria, dove si trova in visita ufficiale, il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, confermando l'intenzione di Budapest di pagare il gas ai fornitori russi in rubli. "L'approvvigionamento dell'energia è materia di sicurezza nazionale e il governo ha il dovere di garantire la sicurezza ai cittadini", ha affermato Szijjártó in una conferenza stampa congiunta con il collega croato Gordan Grlic-Radman.

Ucciso cittadino britannico

Come è stato rivelato da Sky News, il cittadino morto si chiama Scott Sibley, ed è un ex militare di carriera. Il ministero degli Esteri britannico ha affermato che sta fornendo supporto alla sua famiglia e anche a quella del disperso, oltre a cercare notizie per ricostruire quanto accaduto. Sono molti i volontari partiti dal Regno Unito, tanti ex militari, che si sono uniti alla legione internazionale creata da Kiev dopo l'inizio dell'invasione russa. Fra loro anche Aiden Aslin e Shaun Pinner catturati dalle truppe di Mosca durante l'assedio della città di Mariupol e poi comparsi di recente in un video nel quale invocavano di essere scambiati con prigionieri in mano a Kiev. La famiglia di Aslin ha anche lanciato un appello affinché i diritti del foreign fighter vengano rispettati. I volontari una volta catturati rischiano infatti di essere trattati come mercenari e non come soldati regolari

La visita di Guterres 

"La guerra non finirà con le riunioni. La guerra finirà quando la Federazione Russa deciderà di finirla e quando ci sarà, dopo un cessate il fuoco, la possibilità di un accordo politico serio", ha detto in un'intervista con la Cnn, e intanto l'Onu è sostanzialmente impegnata sul fronte dell'evacuazione dei civili. Il segretario Onu ha detto che funzionari stanno negoziando con le due parti, "per vedere se possiamo avere una situazione in cui nessuno può incolpare l'altra parte per le cose che non accadono", come è successo finora.

I macellai di Bucha ora hanno un volto e un nome

Ora i macellai di Bucha, almeno alcuni di loro, hanno un nome ed un volto. A svelare la loro identità la procuratrice generale di Kiev, Iryna Venediktova, che su Facebook ha postato generalità e fotografie di dieci ufficiali e sottufficiali della famigerata 64ma brigata di fucilieri motorizzati russi proveniente dalla Siberia. Apre la lista il sergente Vyacheslav Lavrentyev, poco più giù il caporale Andriy Bizyaev, e nel gruppo anche un generale, Albert Radnaev. Quasi tutti, come il loro feroce leader, il tenente colonnello Omurbekov Azatbek Asanbekovich, mostrano i tratti somatici tipici dei buriati, popolazione tra Russia, Mongolia e Cina che rappresenta la più grande minoranza etnica siberiana. Contro di loro le autorità ucraine hanno spiccato i primi capi di accusa per crimini di guerra, chiedendo a chiunque li riconosca di fornire prove sul loro coinvolgimento nella strage di civili compiuta nella regione di Kiev.

Evacuazione Mariupol

La rappresentante dell'Onu in Ucraina, Osnat Lubrani, ha informato che sta andando a Zaporizhzhia per preparare un nuovo tentativo di evacuazione da Mariupol. Prima del suo previsto incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Guterres ha visitato vari dei centri nella regione di Kiev dove, dopo il ritiro dei russi, gli ucraini hanno denunciato atrocità da parte delle truppe di occupazione. "Quando vedo questi palazzi distrutti dalla guerra, immagino la mia famiglia, mia nipote nel panico e in fuga. Questa distruzione è inaccettabile nel XXI secolo", ha detto sostando nella via principale di Borodianka, davanti a cinque palazzi di 10 piani parzialmente crollati e bruciati.

Nuove armi 

Il Bundestag - con voti di maggioranza ed opposizione - ha approvato la consegna di armi pesanti all'Ucraina, mentre il ministro di Difesa britannico Ben Wallace ha assicurato che a breve il Regno Unito fornirà a Kiev non solo missili a lungo raggio Brimstone, usati come armi terra-terra, ma anche specifiche batterie "anti nave". Wallace ha respinto le accuse russe di un coinvolgimento della Nato nel conflitto, sostenendo che Londra fornisce armi "come 40 altri Paesi in base ad accordi bilaterali". Ma il portavoce del Cremlino insiste: l'invio di armi in Ucraina costituisce "una minaccia per la sicurezza dell'Europa".

Stoltenberg: Svezia e Finalndia a braccia aperte

"Se Svezia e Finlandia decidono di entrare nella Nato saranno accolti a braccia aperte". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con la presidente dell'eurocamera Roberta Metsola. "Abbiamo lavorato con questi Paesi per anni, sappiamo che loro forze hanno gli standard della Nato, abbiamo condotto insieme in molte missioni e mi aspetto che il processo sia veloce dopo che le formalità saranno espletate". "Sono certo - ha aggiunto - che troveremo accordi di sicurezza nel periodo di interregno fino a quando sarà ratificata la loro scelta".

La Cina attacca la Nato

"E' uno strumento di singoli Paesi per cercare l'egemonia" non solo nel Nord Atlantico, ma anche nell'Asia-Pacifico, verso cui si è rivolta negli ultimi anni "per mostrare la sua potenza e fomentare conflitti". Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, in risposta ai giudizi della ministra degli Esteri britannica Liz Truss sull'importanza della Nato di avere una prospettiva globale - citando Taiwan e l'Indo-Pacifico - ha rilevato che, "come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, l'Alleanza dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari".

Bombe al fosforo

"Questa notte è stata una notte con un numero colossale di bombe al fosforo. Cinquanta attacchi aerei, razzi, colpi di artiglieria, e tutto ciò che un barbaro può usare contro l'umanità". Lo ha detto il vice comandante del reggimento Azov Svyatoslav Palamar in un video diffuso sul canale Telegram di Ukraina24. "Sappiamo che finché resiste il presidio di Mariupol la situazione sulla linea del fronte migliora. Il nemico sta sprecando innumerevoli quantità di risorse qui e allo stesso tempo i nostri soldati stanno ricevendo le armi necessarie per difenderci dall'invasione dell'orda russa", prosegue Palamar, spiegando che il battaglione stima che durante i 64 giorni di guerra, la Russia tra perdite e compensazioni che dovrà restituire abbia già accumulato un costo di oltre 1,1 miliardi di dollari solo a Mariupol. 

L'impatto del conflitto sull'economia 

Zelensky, intanto, ha annunciato che le perdite totali inflitte all'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa hanno raggiunto i 600 miliardi di dollari. "Sono stati distrutti o danneggiati oltre 32 milioni di metri quadrati di aree vivibili, oltre 1.500 strutture educative e oltre 350 strutture mediche", ha spiegato, dopo una riunione con i responsabili dei governi regionali ucraini. Il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, ha detto all'Europarlamento di Strasburgo che "l'invasione russa dell'Ucraina ha gettato un'ombra oscura sul nostro continente". "La guerra in corso è prima di tutto una tragedia umana che causa enormi sofferenze, ma sta colpendo anche l'economia, in Europa e non solo", ha detto de Guindos, secondo il quale in ogni caso l'Eurozona non andrà in recessione del 2022. Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, da parte sua, ha indicato che "nello scenario peggiore", ossia con "uno stop completo delle forniture di gas dalla Russia" ci sarà una recessione moderata in Italia nei prossimi due anni, che dovrà essere contrastata dalle politiche di bilancio". Ma il vicecancelliere tedesco avverte: "Nel caso di un embargo energetico dalla Russia, la Germania entrerà in recessione". 

Il costo della sanzioni su Mosca

L'Unione europea sta preparando un sesto pacchetto, da varare in settimana, che includerà anche lo stop graduale alle importazioni di petrolio russo. Ma al centro della questione resta il nodo del gas. Dopo la sospensione degli invii verso Polonia e Bulgaria -perché il pagamento non è stato effettuato in rubli, come vogliono i russi- ora il presidente