Le forze ucraine si ritirano da Severodonetsk. Gli Usa: presto 450 milioni di dollari in aiuti militari a Kiev

Peskov: “Piano di pace solo dopo sì a richieste russe”. Zelensky esulta per la concessione all'Ucraina dello status di candidato all'adesione all'Unione europea.  Unesco: “Distrutti oltre 150 siti culturali. Tre quarti dei danni in 3 regioni, Donetsk, Kharkiv e Kiev”

TiscaliNews

La battaglia del Lugansk sta per concludersi nel peggiore dei modi per gli ucraini. Le forze di difesa hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi dagli ultimi avamposti di Severodonetsk, per evitare di essere accerchiati dai russi. Questa drammatica svolta sul terreno può preludere, nei prossimi giorni, anche alla caduta della città gemella di Lysychansk. E di ciò che resta della regione, che rappresenta la metà del Donbass. Nel sud del Paese invece le truppe di occupazione devono fronteggiare una crescente ondata di resistenza, soprattutto a Kherson. Dove un funzionario delle nuove autorità fedeli a Mosca è rimasto ucciso in un attentato. L'ultimo di una lunga serie. "Le forze armate ucraine dovranno ritirarsi da Severodonetsk. Hanno ricevuto l'ordine", ha reso noto all'inizio della giornata il governatore Serghiy Gaidai, spiegando che "non ha più senso restare in posizioni che da mesi sono costantemente bombardate", in una città "quasi ridotta in rovina".

La potenza di fuoco e la netta superiorità numerica dei russi alla fine ha prevalso dopo settimane di combattimenti durissimi. Una grave battuta d'arresto per Kiev, anche dal punto di vista strategico, perché spiana ulteriormente la strada all'avanzata russa, che sta guadagnando terreno ogni giorno. Anche Mykolaivka è persa e gli invasori stanno puntando alla vicina Girské, dopo aver conquistato diversi villaggi della zona negli ultimi giorni. In vista della battaglia di Lysychansk, sulla sponda opposta del fiume Severskij Donec: l'ultimo obiettivo chiave di Mosca per chiudere la partita del Lugansk.

I separatisti filo-russi stanno già cantando vittoria, affermando che mille ucraini sono stati uccisi negli ultimi due giorni, 800 si sono arresi ed altri duemila tra militari e "mercenari stranieri" sono "circondati". I sostanziali progressi dell'Armata di Putin sono confermati anche a Washington. Secondo l'intelligence americana, tali successi si devono al fatto che i comandi hanno imparato dagli errori commessi durante le prime fasi dell'invasione. Ora c'è un miglior coordinamento dei attacchi aerei e terrestri ed è migliorata la gestione della logistica e delle linee di rifornimento. E neanche le nuove armi fornite a Kiev, inclusi i lanciarazzi multipli americani Himars, dovrebbero cambiare l'evoluzione sul campo in tempi brevi: la loro portata è limitata (in termini di gittata e di numero di razzi in dotazione) perché gli Usa vogliono evitare attacchi in territorio russo, hanno riferito le stesse fonti alla Cnn. Allo stesso tempo, ha rilevato sempre da Washington il think tank Institute for the study of war, l'enorme sforzo bellico profuso dai russi a Severodonetsk avrà un costo, e "probabilmente l'offensiva si bloccherà nelle prossime settimane". Perché "le truppe ucraine sono riuscite per settimane ad attirare quantità sostanziali di militari, armi ed equipaggiamento nell'area, degradando le capacità complessive" delle forze di invasione. Ed un rallentamento del conflitto garantirebbe a Kiev l'opportunità di lanciare "prudenti controffensive".

Sul fronte meridionale la controffensiva è già partita da diverse settimane nella regione di Kherson, caduta in mano ai russi nei primi giorni dell'invasione. Nel capoluogo le nuove autorità fedeli a Mosca hanno denunciato l'uccisione di un funzionario dell'amministrazione in un attentato, con una bomba piazzata nella sua auto. La vittima era il capo del Dipartimento per le politiche giovanili, la famiglia e lo sport. E' la prima volta che i filo-russi hanno annunciato l'uccisione di un loro rappresentante, ma questi attacchi sono in aumento. Mercoledì un funzionario del municipio di Tchornobaïvka era scampato all'esplosione di una bomba. Pochi giorni prima, il capo dei servizi carcerari era stato ferito, sempre in un attentato dinamitardo.

Intanto, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, ha fatto sapere che un piano di pace potrà essere redatto solo dopo che Kiev avrà soddisfatto tutte le richieste della Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky, nel mentre, esulta per la concessione all'Ucraina dello status di candidato all'adesione all'Unione europea.  "È il punto di partenza di una nuova storia per l'Europa". "Oggi avete preso una delle decisioni più importanti per l'Ucraina dalla sua indipendenza trent'anni fa", nel 1991, ha detto Zelensky in un discorso in videoconferenza. "Questo è il più grande passo verso il rafforzamento (politico) dell'Europa", ha detto da Kiev.

Altri aiuti militari a Kiev

I lanciarazzi americani "Himars sono arrivati in Ucraina", lo annuncia su Twitter il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov. "Grazie al mio collega e amico americano segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III per questi potenti strumenti! L'estate sarà calda per gli occupanti russi. E l'ultima per alcuni di loro", prosegue il tweet. Reznikov non ha specificato il numero di Himars arrivati nel Paese, ma la settimana scorsa Politico - citando anonimi funzionari del dipartimento della Difesa Usa - scriveva che il Pentagono stava valutando l'invio a Kiev di altri quattro lanciarazzi di questo tipo. E a poche ora dall'annuncio dell'arrivo dei lanciarazzi, forti informate alla Cnn hanno fatto sapere che l'amministrazione Biden dovrebbe annunciare entro oggi un altro invio di aiuti militari all'Ucraina e nel pacchetto dovrebbero esserci altri sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità (HIMARS) e munizioni. A stretto giro, dall'agenzia Bloomberg - che cita l'Associated press - arriva la conferma che gli Stati Uniti si apprestano ad annunciare ulteriori 450 milioni di dollari in aiuti militari all'Ucraina.

L'UNESCO

Oltre 150 siti culturali sono stati parzialmente o completamente distrutti in 4 mesi di guerra in Ucraina, secondo quanto ha annunciato oggi a Parigi l'Unesco, Organizzazione delle Nazioni Unite per la Scienza, l'Educazione e la Cultura. "Secondo le verifiche compiute dagli esperti - si legge in un comunicato dell'Unesco - 152 siti culturali sono stati distrutti parzialmente o completamente dai combattimenti. Fra questi, 50 luoghi religiosi, 30 edifici storici, 18 centri culturali, 15 monumenti, 12 musei e 7 biblioteche". In tre regioni sono concentrati i tre quarti dei danni registrati dopo il 24 febbraio, data di inizio dell'invasione russa: quelle di Donetsk (45 siti colpiti), Kharkiv (40) e Kiev (26), precisa l'Unesco. "Questi attacchi ripetuti ai siti culturali ucraini devono cessare - ha detto la direttrice generale Audrey Azoulay - il patrimonio culturale, in tutte le sue forme, non dovrebbe in nessun caso essere preso a bersaglio".