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L'Ucraina bombarda un aeroporto russo. Putin, lo scontro con l'Occidente e le parole sull'uso del nucleare

Colpite dai droni di Kiev le piste da cui decollavano i jet di Mosca. Il discorso del leader russo sulle strategie in atto, e sulle nuove alleanze in corso

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Il presidente ucraino Zelensky, e quello russo, Putin (montaggio da foto Ansa)
Il presidente ucraino Zelensky, e quello russo, Putin (montaggio da foto Ansa)

Non si ferma la guerra la Russia e l'Ucraina invasa dall'esercito di Mosca. Nella notte un attacco ucraino con droni ha colpito l'aeroporto dell'Ossezia Settentrionale-Alania, da cui decollano i caccia russi diretti in Ucraina. Mosca ha denunciato il bombardamento, confermato da Kiev con queste parole: "Si tratta di un lavoro pianificato dall'intelligence ucraina e di un'applicazione di successo di mezzi nazionali migliorati.

Putin: vinceremo anche senza usare il nucleare

La Russia vincerà in Ucraina e lo farà senza aver bisogno di usare le armi nucleari. Ha pochi dubbi Vladimir Putin: il suo piano strategico è chiaro e lui lo snocciola senza problemi davanti alla platea plaudente dello Spief, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, sua città natale. Un intervento di un'ora per delineare il nuovo modello economico russo fatto di nuove alleanze e nuovi progetti mentre, dice lo zar, al mondo occidentale "sta ormai sfuggendo il suo ruolo egemone". Poi domande e risposte con il moderatore Sergey Karaganov, non propriamente una colomba, che sollecita ripetutamente Putin sul possibile uso dell'arma nucleare. Dopo i discorsi sull'economia si torna insomma inevitabilmente sull'Ucraina, nel giorno in cui risalgono le tensioni tra Parigi e Mosca, con la Russia che accusa la Francia di essere pronta ad entrare in guerra. "Non abbiamo bisogno delle armi nucleari per raggiungere la vittoria finale in Ucraina", dice Putin che ammette che un eventuale uso dell'atomica faciliterebbe la vittoria. 

Tutto cambierà se Kiev bombarderà suolo russo

"La velocità è importante ma è importante anche la salute dei nostri soldati". Sull'esito finale del conflitto lo zar non ha alcun dubbio. Ricorda il detto che tutti i conflitti finiscono con un accordo, che può essere una vittoria militare o una sconfitta. "Noi vogliamo raggiungere la vittoria e la raggiungeremo, è chiaro", dice con una pausa teatrale che raccoglie facilmente l'applauso della sala. Sulla sfida dei missili con l'Occidente, Putin rivela che la fornitura di queste armi agli avversari dei Paesi occidentali da parte della Russia non è imminente. È questo è un dettaglio nuovo e importante. "Non sarà domani", dice riservando tuttavia a Mosca il diritto di farlo come risposta ai bombardamenti di Kiev contro il territorio russo con armi fornite dall'Occidente. Per il resto ribadisce posizioni già note. Su negoziati che, francamente, appaiono non praticabili in questo momento, lo zar si rifà ancora una volta ai vecchi dialoghi di Minsk e Istanbul. Non sembra proprio che ci sia il clima adatto e, comunque, quei negoziati non sono mai andati molto avanti.

Ricorda la dottrina nucleare russa dicendo che l'uso di tali armi è possibile solo in casi eccezionali, che non si sono ancora verificati. Stiamo parlando della violazione della sovranità e dell'integrità territoriale russa. "Io parto dal presupposto che il mondo non arriverà mai a questo punto", dice rilanciando un monito alla Nato: "Ammettere l'Ucraina nell'Alleanza atlantica in questo momento non sarebbe saggio, comporterebbe l'applicazione dell'articolo sulla difesa collettiva". Come a dire: attenzione a quello che fate, riflettete sulle conseguenze.

Una Russia sempre più lontana dall'Occidente

Nel dettaglio, con i suoi partner stranieri la Russia aumenterà l'utilizzo di monete nazionali per gli scambi commerciali, aggiungendo che i Paesi Brics stanno lavorando alla creazione di un sistema di pagamenti indipendente che non sia sottoposto a pressioni politiche e sanzioni esterne. La quota delle esportazioni di prodotti russi diversi dagli idrocarburi aumenterà di due terzi entro il 2030. E a partire dal 2021 l'utilizzo del rublo nelle transazioni internazionali della Russia è fortemente aumentato, arrivando a quasi il 40%, mentre l'uso di valute "tossiche" dei "Paesi ostili" si è dimezzato. Questa è la Russia del futuro secondo Putin. Una Russia sempre più lontana dall'Occidente.

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