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Hamas: "Colloqui finiti, Israele è tornato indietro". Trovata un'altra fossa comune all'ospedale di Gaza con 49 corpi

Le delegazioni restano comunque al Cairo. Usa: stop agli armamenti. Nel frattempo proseguono le operazioni militari israeliane. Qatar: evitare il genocidio a Rafah. Borrell: operazione terra a Rafah porterebbe devastazione

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I profughi di Rafah osservano i bombardamenti (Ansa)
I profughi di Rafah osservano i bombardamenti (Ansa)

Hamas ha fatto sapere che "sono finiti i colloqui al Cairo" e che Netanyahu è tornato al punto di partenza. Secondo quanto riferisce Haaretz, citando anche una fonte israeliana secondo cui non c’è stata “una svolta” nei negoziati, la delegazione resta nella capitale egiziana, ma il confronto sarebbe interrotto.

"I combattimenti dureranno un anno"

Contemporaneamente, il portavoce militare israeliano Daniel Hagari al quotidiano Yedioth Ahronot, ha detto che "non inganneremo l'opinione pubblica: anche dopo che ci saremo presi cura di Rafah, ci sarà il terrorismo. Hamas si sposterà a Nord e si riorganizzerà", ha spiegato, aggiungendo poi che l'Idf ha "presentato un piano al governo per combattimenti a Gaza che dovrebbero durare un anno".

Trovata un'altra fossa comune all'ospedale di Al Shifa

Hamas ha annunciato che squadre mediche hanno trovato una terza fossa comune all'interno dell'ospedale al-Shifa di Gaza City con 49 corpi finora recuperati. Secondo Hamas finora sono state trovate un totale di sette fosse comuni all'interno degli ospedali di Gaza. 

Gli Usa: stop agli armamenti per Israele

Gli Stati Uniti hanno sospeso la consegna di un carico di bombe dopo la mancata risposta di Israele alle "preoccupazioni" di Washington in merito all'annunciata offensiva su Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha detto un alto funzionario militare americano.

"Abbiamo sospeso la consegna di una spedizione di armi" a Israele "la scorsa settimana: si tratta di 1.800 bombe da 910 chili e 1.700 bombe da 225 chili", ha detto la fonte dell'amministrazione Biden coperta da anonimato.  "Non abbiamo preso una decisione definitiva su come procedere con questa spedizione", ha aggiunto il funzionario Usa.

La misura è stata presa mentre Washington si oppone a un'offensiva su larga scala preparata dalle truppe israeliane a Rafah. Washington ha chiarito che non sosterrà un attacco senza un piano credibile per proteggere i civili che si rifugiano nella città. Lunedì il presidente americano Joe Biden "ha ribadito la sua chiara posizione" al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Funzionari israeliani e statunitensi hanno discusso delle alternative, ma "quelle discussioni sono ancora in corso e non hanno affrontato pienamente le nostre preoccupazioni", ha detto l'alto funzionario americano. 

Riaperto il valico di Kerem Shalom dopo le pressioni internazionali

Israele ha annunciato la riapertura del valico di Kerem Shalom con Gaza sud per l'ingresso degli aiuti umanitari. Lo ha fatto sapere il Cogat, l'ente israeliano per i Territori, ricordando che era stato chiuso "per il lancio dei razzi di Hamas nell'area". "Camion dall'Egitto con aiuti umanitari donati dalla Comunità internazionale - ha aggiunto il Cogat - stanno già arrivando al valico". "Dopo le ispezioni di sicurezza - ha spiegato - saranno trasferiti nel lato di Gaza del valico". Stati Uniti e Onu ieri avevano chiesto ieri la riapertura del valico, dopo la chiusura a Gaza di quello di Rafah ora sotto controllo israeliano.

Non si ferma l'operazione militare israeliana

Hamas ha reso noto che i suoi combattenti stanno combattendo contro le truppe israeliane a est di Rafah. Lo riportano i media internazionali e anche Haaretz ha riportato che l'Idf sta continuando ad operare nella parte orientale di Rafah. Secondo il Guardian, i residenti hanno detto che i combattimenti erano ancora in periferia.
Gruppi armati di Hamas, Jihad islamica e Fatah hanno affermato in dichiarazioni separate che gli scontri a fuoco sono continuati a Gaza centrale mentre i residenti del nord di Gaza hanno riferito di bombardamenti di carri armati israeliani contro le aree orientali della città.

Almeno sette persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite in un attacco aereo israeliano sulla città di Gaza, rende noto l'ospedale al-Ahli.  L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che il raid ha colpito un edificio residenziale nel quartiere orientale di Zeitoun. Le vittime apparterrebbero tutte alla stessa famiglia e tra loro ci sarebbero anche alcuni bambini, aggiunge la Wafa. Due vittime anche a Rafah. Il bilancio dal 7 ottobre scorso nella Striscia di Gaza è di almeno 34.789 morti e 78.204 feriti, secondo il ministero della Sanità locale gestito da Hamas. 

Il Qatar: evitare il genocidio a Rafah

Il Qatar ha invitato la comunità internazionale a prevenire un "genocidio" a Rafah dopo la presa da parte di Israele del valico di Gaza. Lo riporta il Guardian. In una dichiarazione lo Stato del Golfo, che ha mediato tra Israele e il gruppo militante Hamas, ha lanciato un appello "per un'azione internazionale urgente per evitare che la città venga invasa e venga commesso un crimine di genocidio".

Borrell: operazione terra a Rafah porterebbe devastazione

"Si sta concretizzando un'operazione di terra a Rafah, che non potrà che causare ulteriori, inaccettabili e devastanti conseguenze umanitarie". Lo afferma l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell. "Sono urgenti un cessate il fuoco immediato" nella striscia di Gaza "e la liberazione incondizionata di tutti gli ostaggi" israeliani ancora in mano ad Hamas, scrive Borrell sul suo account X. "Con la carestia che si sta diffondendo" nell'enclave palestinese "Israele deve garantire l'accesso umanitario", conclude il vicepresidente della Commissione europea. 

 

 

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