Vincono i Verdi, ma solo tra gli studenti: la Germania si confronta con i giovani. Che chiedono più sostenibilità

Alle "Juniorwhal" partecipano un milione e mezzo di giovanissimi dai 13 anni in su. L'esperienza di Mattia: "In queste urne c'è la Germania del futuro"

Vincono i Verdi, ma solo tra gli studenti: la Germania si confronta con i giovani. Che chiedono più sostenibilità
(Fonte: Wa.de)

Il risultato emerso dalle elezioni in Germania ribalta la politica tedesca degli ultimi dieci anni, sbarrando il cammino tracciato dalla carismatica Angela Merkel. A vincere è l'Spd, ma con un risultato tutt'altro che netto. Il Partito Socialdemocratico guidato da Olaf Scholz ottiene infatti un buon (ma insufficiente) 25,7 per cento, che piega al gioco delle alleanze per formare il governo. Nel mirino Liberali di Fdp e Verdi. E proprio questi ultimi, nonostante siano usciti dalle urne con un risultato "sotto le aspettative" (14,5% dei voti), sono l'ago della bilancia: se l'Spd non dovesse riuscire nell'impresa toccherebbe alla Cdu. Giocando sui se, i verdi di Der Grune, con il loro bagaglio di politiche sociali e per l'ambiente, potrebbero fare la differenza in una Germania politicamente divisa e ancora incapace di esprimere una volontà netta. 

Ma questo non è l'unico piano. Nell'epoca in cui i cambiamenti climatici riempiono (almeno sulla carta) le agende politiche mondiali, spinte anche dai giovani dei Fridays for future, più solida e decisamente focalizzata sui temi ambientali e di sinistra appare la volontà espressa dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole tedesche, che ad ogni elezione federale vengono consultati in vere e proprie votazioni parallele. Le chiamano "Juniorwhal" ed ecco la sorpresa: il partito dei Verdi guidato dalla politologa Annalena Baerbok vince con una percentuale del 20,6%.

Il grafico dei risultati elettorali nelle scuole (foto tratta dal sito Juniorwhal)

Se la passione giovanile avesse contagiato anche gli adulti sarebbe toccato all'ex campionessa di trampolino formare il nuovo governo e cercare un alleato che, immaginiamo, avrebbe trovato nei Socialdemocratici (19,4%) e magari nella Linke (7,6%) o nei Liberali (18,5%). Alle studentesse e agli studenti "elettori" - circa 1 milione e mezzo, chiamati a esprimersi a partire dalla settima classe - non piace invece la Cdu di Merkel che infatti prende solo il 13,5%, con un crollo di oltre 13 punti percentuali rispetto al 2017. Tutto fedelmente riportato nel sito ufficiale delle elezioni juniores per il Bundestag, il Parlamento federale.

"In queste urne c'è la Germania del futuro"

"Sono convinto che sia una iniziativa importante per capire come sarà la Germania del futuro", dice Mattia Helmig, 18enne italo-tedesco iscritto all'ultimo anno di liceo a Dortmund, città della Renania Settentrionale-Vestfalia, parlando con Tiscali News. "A scuola facciamo una materia che si chiama 'Politica' dove studiamo le istituzioni e i partiti che seguiamo nella loro attività. E quando ci sono gli appuntamenti elettorali federali, nelle scuole si aprono le urne", afferma. "Quest'anno gli attivisti Verdi hanno fatto una vera e propria campagna elettorale, cercando voti tra gli studenti", spiega ancora Mattia. Cosa che peraltro insinua il pensiero che il risultato delle "Juniorwhal" abbia anche un peso politico al di fuori delle aule scolastiche, fungendo da termometro di quello che sarà il sentimento politico negli anni a venire.

La distribuzione del voto scolastico in Germania. Spd (rosso), Cdu (nero), Der Grune (verde)

"Quando avevo 16 anni - racconta il giovane - feci un test studiato per verificare quale fosse l'orientamento politico mio e dei miei compagni. Si chiama 'Wahl O Mat', viene proposto agli studenti ma anche ai lavoratori, è volontario e ovviamente anonimo", precisa. Non appare difficile intuire che l'investimento sull'educazione civica in un Paese economicamente e socialmente così importante come la Germania, tanto più nel contesto europeo, sia tra i principali obiettivi nazionali. Cittadini "consapevoli" crescono, e al voto accedono già a 17 anni. Mattia quest'anno dice di aver messo la sua X sia sulle schede per le elezioni juniores che per quelle le nazionali. "Ho espresso in entrambi i casi lo stesso voto, ritengo siano importanti tutte e due", dice sicuro.

Nei giorni in cui si sta svolgendo a Milano la "Youth4Climate" in vista della conferenza Onu sul clima, il risultato elettorale dei giovani e delle giovani tedesche è una ulteriore indicazione per i governanti. E forse andrebbe letto come un indirizzo preciso verso il quale orientarsi nelle politiche che mirano ad abbattere le emissioni di gas serra,prime responsabili dei devastanti cambiamenti climatici in atto. Tra queste le politiche energetiche, al centro della tanto sbandierata - ma irta di interessate contraddizioni - "transizione ecologica".