La Francia verso la revoca del Super Green Pass, a New York via la mascherina. Ma la Germania vuole l'obbligo vaccinale

Le misure contro il Coronavirus arretrano in molti Stati. Dopo l'Italia anche la Spagna da giovedì senza dispositivi. Situazione ancora critica in Giappone che proroga l'emergenza per altre due settimane

A New York con la mascherina (Ansa)
A New York con la mascherina (Ansa)
di An. L.

Mentre in Italia cade dal prossimo venerdì l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto e peraltro si riflette sulla possibilità di renderla superflua anche tra le quattro mura, molti Paesi si portano avanti con l'allentamento delle restrizioni in ossequio alla diffusa vaccinazione e alla scarsa pericolosità della variante Omicron, ormai divenuta prevalente quasi ovunque. Anthony Fauci, consigliere del presidente Usa, Joe Biden, ha detto che se dalla pandemia "stiamo sicureamente uscendo", le decisioni sanitarie saranno "sempre di più prese a livello locale". Ha inoltre assicurato che, nell'arco di qualche mese, tutte "le restrizioni da pandemia saranno rimosse". A dare corpo alle parole dell'infettivologo, sempre in zona States, riferisce il New York Times, ci pensa a stretto giro la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, che a partire da oggi fa cadere l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso (era entrata in vigore il 10 dicembre 2021 ndr) così come il vincolo di essere vaccinati per poter accedere ai luoghi pubblici. Non è invece chiaro cosa deciderà per quanto riguarda l'obbligo nelle scuole, con l'ordinanza che impone il dispositivo destinata a scadere tra due settimane. Lo Stato si unisce quindi agli altri amministrati dai Dem che già hanno allentato le restrizioni, anche in vista delle elezioni di Midterm. 

Allentamento delle restrizioni in Francia e Spagna

A fare da apripista sulla revoca del Super Green Pass potrebbe essere la Francia che, tra fine marzo e inizio aprile, conta di avere una situazione epidemiologica che le consenta di revocare il certificato vaccinale per accedere nei luoghi pubblici. Ma, secondo quanto spiega Alain Fischer, presidente del Consiglio di orientamento per la strategia vaccinale, deve prima "calare notevolmente" il tasso di incidenza del virus e diminuire la pressione negli ospedali, così da "tornare a un funzionamento normale, abituale, e i pazienti non Covid devono poter essere ricoverati". Quel momento potrebbe arrivare presto, visto l'andamento positivo della pandemia, già a fine marzo. 

Anche in Spagna da giovedì non ci sarà più l'obbligo della mascherina all'aperto che insiste dalla fine del 2021. Ricreazione nei cortili e senza protezione anche nelle scuole. A confortare la decisione sono i dati epidemiologici che confermano un arretramento del virus, con l'incidenza dei contagi scesa a 715 casi ogni 100mila abitanti, dopo essere arrivata a 1.600 a metà gennaio. La notizia del giorno è però che il re Felipe VI è positivo al Covid: "sintomi lievi" e dovrà rimanere "in isolamento per sette giorni". 

Vaccino obbligatorio in Germania da ottobre

La Germania invece si prepara a rendere obbligatorie le tre dosi del vaccino per tutti i maggiorenni a partire dal primo ottobre. Una norma è infatti pronta per la discussione e, almeno nei programmi, potrebbe essere approvata entro marzo. "Il nostro obiettivo è approvare la legge al Bundestag la seconda quindicina di marzo", ha detto la deputata liberale Marie-Agnes Strack-Zimmermann, aggiungendo che successivamente serviranno alcuni mesi per permettere le vaccinazioni e "l'obbligo dovrebbe entrare in vigore il primo ottobre".

In controtendenza anche il Giappone dove il Covid, trainato da Omicron, continua a correre con record giornalieri di contagi e di morti. Tanto che il primo ministro Fumio Kishida ha deciso la proroga di altre tre settimane dello stato di quasi-emergenza a Tokyo e in altre 12 prefetture. Ma non basta, perché il governo sta approntando un migliaio di strutture mediche temporaneee per curare i malati di Covid.