Tiscali.it
SEGUICI

Francesco: "Peccatori sì, corrotti no". Rinnovato appello per la pace in tutte le terre

L’invito del papa all’Angelus che annuncia un incontro con bambini/e del mondo per il 6 novembre.

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
Papa Francesco (Ansa)
Papa Francesco (Ansa)

L’appello di pace per superare ogni conflitto di guerra specialmente in Ucraina e Nagorno-Karabakh non è mancato neppure oggi nel dopo Angelus domenicale di papa Francesco, con una caratteristica: l’esortazione ad accettare linearità di comportamenti come suggerisce il vangelo nella parabola dei due fratelli invitati dal padre ad andare nella sua vigna a lavorare. Uno dice sì ma non ci va. L’altro dice no, ma poi ci va.

Il primo fratello a dire di Francesco è un ipocrita, il secondo fatica a impegnarsi ma poi è leale. Comportamenti che suggeriscono al papa una linea valida per tutti: peccatori sì, corrotti no. Tra i vari temi del dopo Angelus spicca l’annuncio del papa per un incontro mondiale di bambini che avrà luogo in Vaticano il prossimo 6 novembre. L’annuncio che il papa fa con accanto a lui 5 bambini di 5 continenti: Pamela di 7 anni che viene dalla Siria, Grigory 7 anni dall’Ucraina, Tomas 9 anni dall’Australia, Alessio 10 anni dal Benin, Alejandro 7 anni dal Guatemala. Rappresentano i 6 mila bambini che parteciperanno all’udienza del papa.

“L’evento, patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, - informa lo stesso Francesco - avrà come tema “Impariamo dai bambini e dalle bambine”. Si tratta di un incontro per manifestare il sogno di tutti: tornare ad avere sentimenti puri come i bambini, perché a chi è come un bambino appartiene il Regno di Dio. I bambini ci insegnano la limpidezza delle relazioni e l’accoglienza spontanea di chi è forestiero e il rispetto per tutto il creato. Cari bambini, vi aspetto tutti per imparare anch’io da voi”.

L’insegnamento dei bambini serve davvero al mondo degli adulti dove – secondo il pensiero del papa – ci sono ipocriti corrotti e peccatori. Il problema qui, chiarisce spiegando la parabola, “non è tanto legato alla resistenza ad andare a lavorare nella vigna, ma alla sincerità o meno di fronte al padre e di fronte a sé stessi. Se infatti nessuno dei due figli si comporta in modo impeccabile, il primo mente, mentre l’altro sbaglia, ma resta sincero. Guardiamo al figlio che dice “sì”, ma poi non va. Egli non vuole fare la volontà del padre, ma non vuole nemmeno mettersi a discuterne e parlarci. Così si nasconde dietro a un “sì”, dietro a un finto assenso, che nasconde la sua pigrizia e per il momento gli salva la faccia, è un ipocrita. Se la cava senza conflitti, però raggira e delude suo padre, mancandogli di rispetto in un modo peggiore di quanto non avrebbe fatto con uno schietto “no”.

Il problema di un uomo che si comporta così è che non è solo un peccatore, ma un corrotto, perché mente senza problemi per coprire e camuffare la sua disubbidienza, senza accettare alcun dialogo o confronto onesto. L’altro figlio, quello che dice “no” ma poi va, è invece sincero. Non è perfetto, ma sincero… Sentite bene questo: questo è un peccatore, ma non è un corrotto. E per il peccatore c’è sempre speranza di redenzione; per il corrotto, invece, è molto più difficile. Infatti i suoi falsi “sì”, le sue parvenze eleganti ma ipocrite e le sue finzioni diventate abitudini sono come uno spesso “muro di gomma”, dietro al quale si ripara dai richiami della coscienza. E questi ipocriti fanno tanto male! Fratelli e sorelle, peccatori sì – lo siamo tutti –, corrotti no! Peccatori sì, corrotti no!”. Con invito finale a pregare Maria madre di Gesù “perché ci aiuti a essere cristiani sinceri”.

Francesco non si lascia sfuggire la ricorrenza odierna della festa di Santa Teresa di Lisieux, monaca di clausura carmelitana morta di tubercolosi a 24 anni nel 1897. Una giovane donna che ha faticato molto a essere compresa, ma una volta scoperta è diventata una maestra spirituale e protettrice delle missioni. Lei aveva scelto il suo posto nella Chiesa: essere l’amore nella vita grigia di tutti i giorni. Francesco ha annunciato una sua esortazione pubblica il 15 ottobre in ricordo di questa giovane santa che ha inaugurata la “piccola via” della santità capace, dal chiuso di un monastero, di avere uno sguardo sul mondo dell’evangelizzazione e sul mondo della vita quotidiana dove vivono tanti infelici e peccatori. Uno sguardo aperto e ampio che Francesco non dimentica di avere. “Seguo in questi giorni – ha confidato nel dopo Angelus - la drammatica situazione degli sfollati del Nagorno-Karabakh. Rinnovo il mio appello al dialogo tra l’Azerbaigian e l’Armenia, auspicando che i colloqui tra le parti, con il sostegno della Comunità internazionale, favoriscano un accordo duraturo che ponga fine alla crisi umanitaria. Assicuro la mia preghiera per le vittime dell’esplosione di un deposito di carburante avvenuta nei pressi della città di Stepanakert…Preghiamo per la pace, nella martoriata Ucraina e in tutte le terre ferite dalla guerra. Preghiamo per l’evangelizzazione dei popoli. E preghiamo anche per il Sinodo dei Vescovi, che in questo mese vivrà la prima Assemblea sul tema della sinodalità della Chiesa”.

Al sinodo è stata dedicata ieri pomeriggio una grande veglia di preghiera ecumenica in Piazza san Pietro al termine della quale Francesco ha detto tra l’altro: “Chiediamo nella preghiera comune, di imparare nuovamente a fare il silenzio: per ascoltare la voce del Padre, la chiamata di Gesù e il gemito dello Spirito. Chiediamo che il Sinodo sia kairós di fraternità, luogo dove lo Spirito Santo purifichi la Chiesa dalle chiacchiere, dalle ideologie e dalle polarizzazioni”.

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
I più recenti
'Pelosi per un processo di nomina aperto se Biden lascia'
'Pelosi per un processo di nomina aperto se Biden lascia'
Trump, ho parlato con Zelensky, metterò fine alla guerra
Trump, ho parlato con Zelensky, metterò fine alla guerra
Crisi demografica a Cuba, il numero degli abitanti cala del 10%
Crisi demografica a Cuba, il numero degli abitanti cala del 10%
Il Brasile sospende l'export di pollame verso 44 Paesi
Il Brasile sospende l'export di pollame verso 44 Paesi
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...