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Appello per la catastrofe in Germania e il dialogo tra cubani: Francesco lancia l'ecologia del cuore per l’estate

Il papa, di nuovo alla finestra del Palazzo Apostolico è apparso con buon colorito ma con respiro affaticato dopo il ricovero ospedaliero di dieci giorni

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
Appello per la catastrofe in Germania e il dialogo tra cubani: Francesco lancia l'ecologia del cuore per l’estate
Il Papa durante l'Angelus (Ansa)

Per le vacanze Francesco lancia la formula dell’ecologia del cuore che prevede di staccare la spina, osservare un vero riposo anche mettendo a tacere il telefonino. Il papa, di nuovo alla finestra del Palazzo Apostolico è apparso con buon colorito ma con respiro affaticato dopo il ricovero ospedaliero di dieci giorni. Nonostante qualche colpetto di tosse sia con la spiegazione del Vangelo che con gli appelli per le vittime del maltempo in Germania, Belgio e Olanda e in favore del dialogo tra cubani per superare l’attuale picco di tentativo di destabilizzazione del Paese.

Numerose in Piazza san Pietro le bandiere di varia grandezza di Cuba che hanno dato in anticipo la sensazione che il papa avrebbe detto qualcosa sulla situazione del paese tornato alla ribalta internazionale secondo schemi informativi che si ripetono ormai da tanti anni. A Cuba gli ultimi tre papi hanno dedicato un’attenzione e una cura particolare invitando le diverse posizioni e i diversi interessi in gioco a trovare una composizione pacifica con il dialogo, specialmente tra Stati Uniti e Cuba stessa.

Vicinanza alle popolazioni colpite dall'alluvione

“Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni di Germania, Belgio e Olanda – ha detto in primo luogo il papa - colpite da catastrofiche alluvioni. Il Signore accolga i defunti e conforti i familiari. Sostenga l’impegno di tutti per soccorrere chi ha subito gravi danni”. E poi ha aggiunto: “Sono anche vicino al caro popolo cubano in questi momenti difficili, in particolare alle famiglie che maggiormente ne soffrono – ha aggiunto Francesco-. Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace, dialogo e solidarietà una società sempre più giusta e fraterna. Esorto tutti i cubani ad affidarsi alla materna protezione della Vergine Maria della Carità del Cobre. Ella li accompagnerà in questo cammino”. Alcune fonti cubane hanno fatto trapelare il gradimento di questo appello sebbene si attendesse da parte di Francesco una presa di posizione più forte dal momento che l’azione di disturbo si è dispiegata in maniera piuttosto intensa. Bergoglio è stato a Cuba per ben due volte in pochi anni.

La riflessione sul Vangelo ha occupato il tempo maggiore dell’Angelus. Il papa ha messo in rilievo due aspetti importanti della vita: il riposo anzitutto che Gesù chiede agli apostoli dopo una missione impegnativa. “Li vuole mettere in guardia da un pericolo, - riflette il papa - che è sempre in agguato anche per noi: il pericolo di lasciarsi prendere dalla frenesia del fare, cadere nella trappola dell’attivismo, dove la cosa più importante sono i risultati che otteniamo e il sentirci protagonisti assoluti. Quante volte accade anche nella Chiesa: siamo indaffarati, corriamo, pensiamo che tutto dipenda da noi e, alla fine, rischiamo di trascurare Gesù e torniamo sempre noi al centro. Per questo Egli invita i suoi a riposare un po’ in disparte, con Lui. Non è solo riposo fisico, è anche riposo del cuore. Perché non basta “staccare la spina”, occorre riposare davvero. E come si fa questo? Per farlo, bisogna ritornare al cuore delle cose: fermarsi, stare in silenzio, pregare, per non passare dalle corse del lavoro alle corse delle ferie…guardiamoci, fratelli e sorelle, dall’efficientismo, fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agende. Impariamo a sostare, a spegnere il telefonino, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio”. Il secondo aspetto considerato dal papa è la compassione tipica dello stile di Dio. Che è “vicinanza, compassione e tenerezza”.

Se si coltiva “uno sguardo contemplativo, porteremo avanti le nostre attività senza l’atteggiamento rapace di chi vuole possedere e consumare tutto; se restiamo in contatto con il Signore e non anestetizziamo la parte più profonda di noi, le cose da fare non avranno il potere di toglierci il fiato e di divorarci. Abbiamo bisogno – sentite questo –, abbiamo bisogno di una “ecologia del cuore”, che si compone di riposo, contemplazione e compassione. Approfittiamo del tempo estivo per questo!”.

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   

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