Una famiglia di italiani rapita in Mali. "Abbiamo paura per loro, intervenga lo Stato"

Rocco Langone, la moglie Donatella e il figlio Giovanni sono stati sequestrati da uomini armati. Insieme a loro è stato rapito anche un cittadino del Togo

(Ansa)
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TiscaliNews

Una famiglia di italiani è stata rapita in Mali. Nel Paese del Sahel imperversano gruppi jihadisti e dove la Farnesina sta cercando di acquisire informazioni vagliando le poche disponibili. I tre rapiti sono Rocco Langone, la moglie Donatella e il figlio Giovanni. Sono una coppia di Testimoni di Geova originari di Potenza e il loro figlio. Insieme a loro è stato sequestrato anche un cittadino del Togo.

Sequestrati da uomini armati

Il sequestro è stato compiuto nella tarda serata del 19 maggio da "uomini armati", ha riferito una fonte della sicurezza maliana senza fornire dettagli su chi potrebbero essere i rapitori che hanno agito in località Sincina, nel sud-est del Paese. La fonte ha rivelato che sono in corso "contatti diplomatici", facendo intuire l'esistenza di trattative. La località del rapimento si trova "a una decina di chilometri da Koutiala", ha precisato un politico locale riferendosi a una cittadina situata a circa 100 km dal confine con il Burkina Faso e a 300 dalla capitale maliana, Bamako. I sequestratori erano "a bordo di un veicolo", ha riferito il politico.

Il fratello di Rocco: "Abbiamo paura"

"Abbiamo paura perché sappiamo che chi ha preso i nostri familiari è molto pericoloso": Vito Langone ha espresso così tutta la sua preoccupazione per il fratello Rocco. "Chiedo allo Stato italiano che li faccia tornare a casa al più presto" ha aggiunto spiegando che l'altro figlio di Rocco, Daniele, "dovrebbe essere partito per la Farnesina".

Le verifiche della Farnesina

"L'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta compiendo le dovute verifiche e accertamenti", ha comunicato la Farnesina aggiungendo che "il Ministro Di Maio sta seguendo in prima persona l'evolversi della vicenda". La coppia non era in Mali per conto del movimento religioso cristiano e millenarista, ha precisato l'Associazione dei Testimoni di Geova del Senegal, responsabile per l'area: "Da quasi un anno - ha ricordato un suo portavoce - non abbiamo alcun missionario" né "alcun religioso" sul posto sebbene, come è ovvio, ci sono "Testimoni di Geova in Mali come in molte altre parti del mondo" che professano la propria fede.