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Attacco a Rafah, liberati due ostaggi e 100 palestinesi morti. La Gb: "Adesso basta". E Biden in privato "insulta Netanyahu"

Operazione dell'Idf nella notte nella città al confine con l'Egitto con esito drammatico. Gli israeliani liberati sono in buone condizioni mediche, trasferiti in ospedale. Il presidente Usa: "Garantire la sicurezza dei civili"

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Le reazioni all'assalto da parte di esercito e intelligence istraeliana a Rafah, dove nella notte sono stati liberati due ostaggi a costo della morte di almeno 100 palestinesi, non si fanno attendere. Il governo britannico, per bocca del ministro degli Esteri, David Cameron, tuona contro Israele. "Adesso basta", ha detto il ministro sottolineando che "il Regno Unito è "molto preoccupato" per la situazione dei civili palestinesi a Rafah, che "non hanno più dove andare". Nella città a Sud della Striscia, sono ammassate almeno 1,5 milioni di persone, per lo più profughe, sfollate dalla zona Nord di Gaza. Operazioni come quella condotta nella notte dalle forze militari e aeree dello stato ebraico non possono che esere pesantissime in termini di vite umane.

La Gran Bretagna si accoda agli Stati Uniti, dove la stampa locale descrive il presidente, Joe Biden, come "sempre più furibondo con Benyamin Netanyahu" tanto che, con i suoi collaboratori, secondo quanto riferisce la Nbc News, si sarebbe lasciato andare anche a insulti verso il premier israeliano. A volte, riporta l'emittente Usa, Biden si riferisce a Netanyahu semplicemente come "quel ragazzo" mentre in almeno tre recenti occasioni lo ha definito "uno stronzo". Insomma la carneficina in corso a Gaza, dove i morti hanno già raggiunto il numero di 28.176 persone, soprattutto donne, bambini e adolescenti - cui si aggiunge il centinaio della notte scorsa a Rafah - è sempre piùa vversato dalla comunità internazionale. Anche la Gemaniala Turchia esprimono "preoccupazione". Ankara in particolare teme che le operazioni sui civili di Gaza possano compromettere le trattative e mettere "a repentaglio gli sforzi per assicurare un cessate il fuoco duraturo nella regione".

L'operazione dell'Idf a Rafah: liberati 2 ostaggi, uccisi 100 palestinesi

L'esercito israeliano ha confermato di avere condotto nella notte "una serie di attacchi contro obiettivi terroristici nell'area di Shaboura (a Rafah, ndr), nel sud della Striscia di Gaza": lo hanno annunciato su Telegram le Forze di difesa israeliane, aggiungendo che "gli attacchi sono terminati". Due ostaggi israeliani sono stati liberati. "Durante un'operazione congiunta dell'Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr), dell'Isa (il servizio di sicurezza israeliano Shin Bet, ndr) e della polizia israeliana a Rafah, durante la notte, sono state salvate du persone, Fernando Simon Marman (60) e Louis Har (70), rapiti dall'organizzazione terroristica Hamas il 7 ottobre dal Kibbutz Nir Yitzhak", si legge in un comunicato. "Entrambi sono in buone condizioni mediche e sono stati trasferiti per accertamenti medici all'ospedale".

Ma l'operazione ha provocato un numero impressionante di morti, almeno 100, secondo il ministero della Sanità di Gaza. Quando i numeri deli morti erano ancora parziali il ministero ha dichiarato sono state colpite 14 case e tre moschee in diverse zone di Rafah.

Biden telefona a Netanyahu

l presidente Usa Biden ha parlato al telefono con il premier Benyamin Netanyahu. Lo ha riferito Haaretz. E' la prima telefonata tra i due dallo scorso 19 gennaio. Joe Biden esorta il premier israeliano Benjamin Netanyahu a "garantire la sicurezza" della popolazione a Rafah prima di un'operazione militare. Lo afferma la Casa Bianca, riferendo della conversazione fra i due leader.  Biden ha "riaffermato che l'operazione militare a Rafah non dovrebbe procedere senza un piano credibile per assicurare la sicurezza e il sostegno al milione di persone rifugiate", fa sapere la Casa Bianca sottolineando che i due leader hanno "riaffermato il comune obiettivo di vedere Hamas sconfitta e di assicurare la sicurezza di lungo termine di Israele e della sua popolazione". "Il presidente Usa ha messo in evidenza la necessità di capitalizzare sui progressi fatti nelle trattative per assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi il prima possibile", aggiunge la Casa Bianca. Biden ha anche chiesto "passi specifici e urgenti per aumentare l'assistenza umanitaria ai civili innocenti palestinesi".

Il WP: Biden e Netanyahu vicini alla rottura

Il Washington Post, citando alcune fonti, aveva riportato che Joe Biden e i suoi consiglieri "sono più vicini" che mai da quando è iniziata la guerra a Gaza "a una rottura con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, non considerato più un partner produttivo che può essere influenzato anche in privato". Secondo le stesse fonti la "frustrazione nei confronti di Netanyahu ha spinto alcuni dei consiglieri di Biden a fare pressione sul presidente affinché sia più critico in pubblico riguardo al premier israeliano per la sua operazione militare a Gaza". Biden ha finora resistito a portare in pubblico la sua frustrazione verso Netanyahu.

Dal canto suo il premier israeliano difende il presidente americano. "L'ho trovato molto chiaro e molto concentrato. Siamo riusciti a metterci d'accordo sugli obiettivi della guerra e su tante cose", ha detto Netanyahu, in un'intervista a Abc News, si è espresso sul presidente Usa Joe Biden che di recente è stato accusato - data l'età - di aver perso lucidità. "A volte abbiamo avuto disaccordi, ma - ha aggiunto - non erano nati da incomprensioni da parte sua o mia".

"Apprezzo il sostegno del presidente Biden dall'inizio della guerra. Non so esattamente" cosa volesse dire quando ha parlato di operazione esagerata. "Ma mettetevi nei panni di Israele, siamo stati attaccati. Abbiamo risposto in modo da attaccare i terroristi, penso che stiamo facendo la cosa giusta. Vinceremo, la vittoria è a portata di mano", ha detto il premier respingendo le richieste a Israele di evitare un'offensiva militare a Rafah: "Coloro che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah ci stanno sostanzialmente dicendo di perdere la guerra. Tenete Hamas lì", ha dichiarato. Lo riportano i media israeliani. "Prenderemo i restanti battaglioni terroristici di Hamas a Rafah, che è l'ultimo bastione", ha aggiunto Netanyahu. La città più meridionale di Gaza è diventata il rifugio per quasi un milione di sfollati palestinesi, spinti a sud dalla guerra.

Netanyahu: forniremo passaggi sicuri

L'esercito israeliano fornirà "passaggi sicuri per la popolazione civile" prima dell'avvio dell'operazione militare a Rafah, ha aggiunto Netanyahu nell'intervista respingendo i timori della comunità internazionale "di una catastrofe", vista la presenza di centinaia di migliaia di sfollati palestinesi nella zona. "Garantiremo - ha spiegato - un passaggio sicuro alla popolazione civile in modo che possa andarsene. Stiamo elaborando un piano dettagliato per farlo. Su questo non siamo sprezzanti". Ma l'offensiva a Rafah è partita senza aver creato prima i corridoi. 

Le trattative per il cessate il fuoco vanno avanti

Un alto esponente di Hamas, parlando alla tv della fazione islamica Al Aqsa, ha però avvertito che un'azione di terra israeliana a Rafah farà "saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi". "Ciò che Netanyahu e il suo esercito nazista non hanno ottenuto in più di quattro mesi - ha continuato - non lo realizzerà, non importa quanto durerà la guerra".

Mohammed Nizal, figura di spicco di Hamas, ha poi detto ad Al Jazeera che sono in corso colloqui per raggiungere un cessate il fuoco, nei quali il movimento chiede "il minimo" quando si tratta delle loro richieste. "Netanyahu vuole che la guerra continui per restare al potere e non vuole perdere la sua coalizione di destra", ha detto Nizal. "Vuole continuare a combattere fino alle elezioni americane di novembre affinché Trump vinca", ha aggiunto. 

Nella Striscia oltre 28mila vittime

Il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha annunciato che dall'inizio della guerra tra Israele e il movimento islamista palestinese, nella Striscia di Gaza sono state uccise 28.176 persone, soprattutto donne, bambini e adolescenti. Ha inoltre riportato un totale di 112 morti nelle ultime 24 ore e 67.784 feriti dall'inizio della guerra, il 7 ottobre.

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