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Germania: verso la "Grosse Koalition" tra Cdu e Spd. Exploit dell'ultradestra, ma è fuori dal governo. Merz: "Mai con Afd"

Già in corso le interlocuzioni tra i due partiti, Scholz pronto a lasciare. L'ultradestra di Weidel al 20%, raddoppio in 5 anni. Sorpresa Linke. I tre obiettivi del prossimo cancelliere

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
Il prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz (Ansa)
Il prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz (Ansa)

Si sono mobilitati in massa per evitare di consegnare il Paese nelle mani di un possibile governo estremista e antidemocratico: è l’84% di affluenza alle urne ad aver fatto la differenza in Germania, dove si votava per il rinnovo del governo federale. Il dato più alto dal 1991, anno della riunificazione delle due Germanie. Certezza, per ora, è la vittoria della Cdu-Csu (28,6%) che porta Friedrich Merz al cancellierato e traccia la strada verso la "Grosse Koalition" con Spd, che invece segna il peggior dato di sempre (16,4%). Ma il numero più clamoroso è quel 20% portato a casa dall’Alternative für Deutschland (AfD), formazione di estrema destra che in cinque anni è riuscita a raddoppiare i suoi consensi.

Verso la "grosse koalition"

I sondaggi tedeschi sono in genere attendibili, ragion per cui le trattative per la “grosse koalition” tra Cdu-Csu e l’Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz - che come promesso si farà da parte - sono iniziate da tempo. La pessima prestazione del cancelliere uscente, che come promesso si farà da parte, non frena però la capa dei socialdemocratici Saskia Esken, la quale si affretta a dichiarare che “non cadremo nella trappola” di un accordo a tutti i costi con la Cdu, come riferisce La Repubblica. Fatto sta che i colloqui sono in corso e che, nonostante i seggi di Cdu e Spd siano sufficienti per una coalizione di governo (329 voti sui 326 necessari), pende l’incognita dei Verdi (Grune) invisi alla Csu, l’anima bavarese del partito del futuro cancelliere, ma necessari per la stabilità dell'esecutivo: 85 seggi che possono dare tranquillità. La trattativa sarà lunga e faticosa.

Chi è il cancelliere tedesco

Avvocato milionario, acerrimo nemico di Angela Merkel – che lo mise all’angolo della Cdu – Merz ha tre obiettivi futuri prossimi: arginare l’immigrazione, riportare ai fasti il tessuto industrial economico tedesco e restituire alla Germania una leadership europea. Al tweet di Donald Trump che, a seguito del risultato elettorale scrive che “è una grande giornata per la Germania, e per gli Stati Uniti sotto la leadership di Donald Trump”, perché “vincono i conservatori”, Merz risponde che sua “priorità assoluta sarà raggiungere l’indipendenza dagli Stati Uniti”. E qui forse si nota il fastidio mai sopito per le "ingerenze" di Elon Musk nella campagna elettorale tedesca a favore di Afd.

Non c'è dubbio che anche il fattore trumpiano possa aver influito nel risultato largamente annunciato del partito dell'ultradestra che ora si candida a entrare nella coalizione di governo. "Siamo pronti a governare", ha dichiarato la leader Alice Weidel. L'ipotesi per ora resta remota. E poi Merz lo ha giurato: "Mai un governo con l'ultradestra". Ma i fatti pregressi lo hanno smentito ampiamente: per ben due volte ha cercato l'appoggio dell'Afd per far approvare provvedimenti anti migranti. Risultato poi non raggiunto ma che ha messo uno stigma sulla sua credibilità e portato in piazza centinaia di migliaia di persone che protestavano contro queste inquietanti aderenze. 

I giovani votano agli estremi: sorpresa Linke

La strada è tracciata e l'obiettivo è formare un esecutivo federale entro Pasqua. Tempio lunghi ma non troppo che servono per stilare un programma di governo solido. Del resto, il compromesso sarà necessario. La speranza di Merz di poter formare un governo da solo è precipitata dentro le urne di domenica. Il sistema elettorale federale prevede infatti una soglia di sbarramento del 5%: i seggi non assegnati sotto quella soglia vengono redistribuiti tra i partiti vincitori. Speranza infranta davanti all'ottimo risultato di Die Linke, il partito di sinistra guidato da Heidi Reichinnek, che ha ottenuto oltre l'8% grazie alle sue battaglie per il clima e per la giustizia sociale. Nota a margine: il voto dei giovani, scrive Open che riprende Der Spiegel, sono andati proprio ai due partiti estremi. Il 24% nella fascia tra i 18-26 anni ha votato per la sinistra di Reichinnek, il 21% per l'ultradestra di Weidel.

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
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